Nazionale. Abete: “Balotelli non ha bisogno di tutor”

Mario Balotelli “non ha necessita’ di alcun tutor in Nazionale, dove ha sempre fatto bene”. Lo ha detto il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, ospite di Sky Tg24. “Soprattutto per lui, i livelli di privacy sono piuttosto bassi. Ha necessita’ di restare sereno, ha 23 anni, e’ estroverso in campo, con lampi di classe eccezionale, e anche fuori”, ha detto inoltre Abete.

“C’e’ un problema complessivo del sistema Paese, che ha delle difficolta’ economiche maggiori rispetto ad altri e questo incide sulla competitivita’ dei nostri imprenditori”. Il presidente della Figc riconosce le difficolta’ del calcio italiano a stare al passo con le altre realta’ piu’ importanti d’Europa. “Servirebbe una Lega piu’ unita per attuare le riforme – spiega Abete – In primis, quella sulla riforma dei campionati”.
“Non la panacea, ma in grado di favorire la competitivita’ internazionale dei nostri club qualora le squadre di A scendessero da venti a diciotto. Ma la pecca per i club e’ la valorizzazione dei vivai giovanili, su cui si dovrebbe investire di piu'”, dice Abete. Il presidente della Juve, Andrea Agnelli, ha definito “leggi cervellotiche” le norme varate per combattere la ‘discriminazione territoriale’, e Abete commenta “Alcuni dicono che il Consiglio federale abbia troppo ammorbidito le norme, altri che invece sono ancora troppo severe. Siamo un po’ piu’ attenti a problemi dei club, per cui e’ da colpire il soggetto e non l’intero stadio. La discriminazione territoriale e’ presente dal 1990, non e’ stata inventata ieri, e i principo di Uefa e Fifa sono allineati a quelli della federazione: va isolato chi comporta un danno per le societa’ che dicono di tifare, con cori che hanno una volonta’ di sfida, intervenendo in ambiti diversi dalla partita. Si’ a ironia, sfotto’ e faziosita’ ma nei limiti compatibili con il rispetto delle regole”.
Sempre Agnelli, pur riconoscendo le capacita’ di Beretta, ha chiesto una Lega diversa, e il presidente della Federcalcio spiega “Dobbiamo cercare tutti di andare in un’unica direttrice di marcia. Agnelli ipotizza un tipo di governance diversa e qualcosa si puo’ fare con la riforma campionati. E con l’approvazione della legge sugli stadi che migliori le procedure senza un costo per le amministrazioni”. (AGI) .

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