Napoli. Vox Populi, vox Dei: “Rivogliamo il gemellaggio”, le iniziative

Era stato toccato nei mesi scorsi l’argomento di vari focolai in quel di Roma e Napoli di persone, tifosi di entrambe le squadre, che rivogliono il gemellaggio tra i partenopei e i giallorossi e di riflesso il Derby del Sole.

A Tribù Giallorossa, che nel corso nei mesi hanno dato vita a diverse iniziative, tra cui la petizione su Change.org Rivogliamo il Derby del Sole, c’è anche un partenopeo, che seguendo il loro esempio e in un sorta di collaborazione con gli amministratori della FanPage di Facebook ha iniziato ad organizzare varie iniziative per far rivivere il clima pacifico e caloroso del derby tra le due tifoserie. Stiamo parlando di Raffaele Esposito, fondatore del gruppo Facebook Napoli&Roma e dell’omonimo profilo su Twitter, che in occasione della partita di andata tra Roma e Napoli si è presentato allo stadio San Paolo con uno striscione con su scritto “Gemellaggio Napoli-Roma #DajeGuaglù”, una iniziativa partita da Domenico Cicalese, amico di Raffaele. La nostra redazione ha contattato telefonicamente il tifoso partenopeo, che dopo aver rilasciato alcune interviste anche ai colleghi del Mattino, Le Cronache di Napoli, Julie TV, ecc ha deciso di raccontarci com’è iniziata la sua idea e soprattutto per renderci partecipi delle sue nuove iniziative, ancora in fase di lavorazione ed organizzazione: “Innanzitutto vorrei specificare che l’iniziativa dello striscione è partita da Domenico Cicalese, un tifoso partenopeo che affianco a me si sta battendo per ripristinare il gemellaggio. Io ho partecipato con piacere alla sua idea, ma purtroppo non abbiamo potuto portare lo striscione all’interno del San Paolo per motivi di sicurezza”. Motivi di sicurezza, questa solitamente è la scusa che viene addotta dagli steward e dagli agenti della Celere che controllano le persone agli ingressi dei settori, ma ancora si deve capire com’è possibile che entrino fumogeni, petardi, bombe carta e anche striscioni offensivi.

Cos’ha indotto Raffaele a mobilitarsi per ripristinare qualcosa che si è malamente concluso circa trent’anni fa? “Ho vissuto gli anni del Derby del Sole, inconsapevolmente sono stato una comparsa nel film di Nino D’Angelo “i ragazzi della Curva B”. proprio durante un Roma-Napoli. So che clima c’era prima. C’era lo sfottò, ma faceva parte del post-partita, era, comunque, una festa, era uno spettacolo. In fondo il calcio deve essere questo, uno spettacolo, una festa. Non può essere guerriglia, non può essere violenza. L’episodio di Ciro Esposito è stato l’apice e si è creata una vera e propria spaccatura. Ho parlato con tante persone sia di Roma che di Napoli e alla fine siamo tutti più o meno concordi. Arrivati al fondo è tempo di risalire. Dobbiamo tornare a considerare il calcio per quello che è, sport, divertimento, festa. La partita deve tornare ad essere quella piacevole parentesi che si distrae dai nostri problemi quotidiani. Ci sono tanti pericoli nella vita, anche andare a prendere l’autobus è diventato un terno al lotto, non sai se ci arrivi, non sai se lo prendi. Nello stadio questo non ci deve essere più. Voglio tornare a vivere Roma-Napoli con lo stesso clima passionale e amichevole che c’era in passato, in cui l’accoglienza reciproca non si limitava al giorno della partita ma anche al giorno prima anche perchè sono più che simpatizzante della Roma”. Abbiamo già citato l’iniziativa dello striscione a cui Raffaele ha partecipato, ma quello è stato un episodio a cui vanno aggiunte altre piccole iniziative fatte e in programma, che testimoniano l’impegno con il quale molte persone che si fanno rappresentare da Raffaele vogliamo deporre definitivamente l’ascia di guerra: “Oltre allo striscione ho avuto altre iniziative. Ho creato delle magliette, che ho chiamato “T-Shirt della pace” nelle quali sono stampati i due loghi delle squadre, in collaborazione con Tribù Giallorossa mi sono reso promotore di una petizione faccia a faccia per riavere il gemellaggio. Devo dire la verità ci sono tante, tantissime persone che mi appoggiano, anche tra gli ultras, ma questo è un discorso più complicato. Basti pensare che in una curva possono esserci diversi gruppi, ognuno con ideali diversi e mettersi d’accordo diventa quasi impossibile. Pare, anche nella stessa curva romanista sia divisa da barriere. Sulla base di questo, un mio amico che fa da mediatore con i romani, Felice Cipriani assieme a Nicola Reale, si stanno mobilitando per fare riecheggiare tra noi tifosi, per cos√¨ dire, comuni l’iniziativa e la volontà di ripristinare il gemellaggio. Lui nella capitale è promotore di tante altre notizie e proprio con lui stiamo organizzando una cosa molto bella. in collaborazione anche con la Scuola Calcio napoletana Progetto Campanile Pigna Calcio, che ha dato la sua adesione nella persona del direttore Gianni Pirone, e una scuola calcio di Roma di cui ancora non posso fare il nome stiamo organizzando una giornata dello sport, nella quale gli atleti classe 2001, 2002, 2003 si sfidino in una sorta di derby. Lo scopo è quello di far vivere e rivivere ai genitori la bellezza dello stare insieme sugli stessi spalti senza barriere e senza doversi nascondere. Riassaporare in un certo senso il clima del derby del Sole di una volta, ma soprattutto intendiamo sensibilizzare i giovani a tifare in modo responsabile, devono capire che la violenza non è tifo e che napoletani e romani non sono nemici. Lo sport è divertimento e questo messaggio è quello che vogliamo mandare proprio con questa iniziativa. E’ ancora tutto in fase di lavorazione, ma ho avuto l’adesione da parte della Pizzeria Porzio di Napoli, per intenderci quella che a ideato la piazza Derby del Sole. Si presenterà sul campo con un forno mobile e offrirà la pizza ai romani che arriveranno per partecipare a questa giornata. A loro si aggiunge anche l’avvocato Sergio Sbarra promotore del motto Tifo Roma ma non odio Napoli…Tifo Napoli ma non odio Roma. Lo stesso Sbarra volle organizzare una manifestazione nella quale presenziarono Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, Riccardo Viola, figlio dell’ex Presidente della Roma, Fabrizio Grassetti, Presidente dell?unione Tifosi Romanisti e Alex Sanchez, ultras del Napoli. Anche Sbarra parteciperà alla giornata di sport che ho menzionato prima”. Non solo questo, le idee sono tante ma quella che ancora non è stata resa pubblica è un’altra: “Ancora non l’ho detto a nessuno, sei la prima a cui lo dico. Sto cercando di organizzare una colletta, cercando anche l’ausilio del Comune di Napoli per costruire una statua di Ciro Esposito da esporre fuori dallo stadio San Paolo all’altezza della Curva B o della Curva A. Spero che si riesca a realizzare, anche grazie agli ultras partenopei”.

Tanti i buoni propositi, tante le iniziative, ma cosa manca? “Le adesioni sono tante, ma alcuni degli ultras sono ancora un po’ restii, non credono pienamente alla sincerità dei romanisti, ma anche viceversa. Da Napoli vorrebbero una cosa semplice, che la Curva Sud si dissoci pubblicamente tramite uno striscione allo Stadio Olimpico da Daniele De Santis. Lo so che questo è un passo molto importante. So che sembrerebbe al tempo stesso una piccola cosa, ma da circa un anno hanno diviso la stessa Curva Sud. Probabilmente il fatto è attribuibile ad alcune questioni non chiare. Sembrerebbe che nello stesso ambiente romanista non tutti camminino nella stessa direzione e questo porta dei problemi. Felice Cipriani sta lavorando proprio su questo aspetto. Ormai son in pochi a continuare questa guerra. Siamo tutti stanchi. La dimostrazione l’ho avuto anche perchè pochi giorni fa, quando gli ultras del Napoli sono andati al Santo Bono a cantare per i bambini ricoverati nel reparto pediatrico la pagina “Noi siamo la Roma” composta da tifosi ed ultras romanisti ha condiviso il video che era stato girato scrivendo una lettera di elogio al gesto degli ultras azzurri. Se davvero ci fosse questa guerra generale questi gesti non ci sarebbero”. Tornando alle iniziative concludiamo con un progetto che era stato ideato già in occasione della partita di andata: “S√¨, si chiama Coloriamo le città. In pratica vorrei che entrambe le città si tingessero di giallorosso e di azzurro, che ogni cittadino e tifosi esponga dalla finestra una bandiera, un oggetto, qualsiasi cosa giallorossa o azzurra per creare un clima distensivo. Voglio sottolineare ancora una volta -conclude- che il mio intento è quello di andare a vedere le partite senza il divieto di trasferta, senza la paura di essere attaccati. Uscire dallo stadio e prenderci in giro mangiando una pizza tutti insieme. Vorrei che le ostilità finiscano al triplice fischio. Vorrei litigare per un rigore dato o non dato, per un fallo, per un fuorigioco. Vorrei rivedere gli sfottò sani, che non offendono nessuno. Insomma vorrei che anche nel calcio ci sia tra i tifosi il Terzo Tempo che tutti conoscono nel derby. Rivoglio la pace. E per riaverlo sono disposto a chiedere anche alle due società di mandare un giocatore, magari i capitani, a farci da portavoce affianchè si depongano le armi e in questo caso, purtroppo non è una metafora. Chiudo con un messaggio agli ultras: il tifoso comune ha bisogno dei vostri cori delle vostre coreografie per avere lo spettacolo completo. Fate qualcosa per i vostri popoli, sarebbe molto più bello che farlo solo per il proprio gruppo, grazie a tutti”.

In merito alla “giornata dello sport” in programma, momento di aggregazione e di sensibilizzazione, il direttore della scuola calcio Progetto Campanile Pigna Calcio, Gianni Pirone ci tiene ad aggiungere: “Il nostro principale obiettivo è quello di formare i ragazzi sotto l’aspetto educativo dello sport, nella fattispecie del calcio. Sulla base di questo abbiamo preso atto dell’iniziativa che Raffaele sta organizzando, con grande piacere ed ammirazione perchè si sta adoperando per qualcosa di realmente costruttivo rivolgo prevalentemente ai giovani. Parlando per nome della società tutta e dello staff aderiamo con piacere a questa iniziativa”.

Nell’augurio e nella speranza che tutto ciò si possa realizzare noi proviamo a collaborare nella sponsorizzazione delle iniziative proposte da Raffaele, Nicola, Domenico e Felice cercando di sradicare “la cultura dell’odio che ormai si è instaurata nelle menti delle due tifoserie”.

Cristina Mariano