Napoli United. Lo stop, il San Gennaro e l’Eccellenza, Gargiulo a tuttotondo: “Vogliamo imporci come seconda squadra di Napoli”

E’ ormai alle porte il momento di tornare a casa per il Napoli United, che per gennaio potrebbe salutare il “Vallefuoco” di Mugnano. Prossima destinazione il Rione Sanità ed in particolare il “San Gennaro alla Sanità”, che dividerà proprio con la squadra locale.

“Siamo una squadra di Napoli –racconta il patron dei multietnici Antonio GargiuloIl primo anno abbiamo giocato al “Dietro le Vigne” in zona Piscinola, poi per la mancanza di impianti nella città abbiamo dovuto cercare oltre il confine, trovando a Mugnano un ambiente e una casa davvero eccellenti. Il “Vallefuoco” è una parte della nostra storia, ci mancherà sicuramente, ci siamo trovati benissimo. Lasciamo un pezzo di storia e un pezzo di cuore, ma dopo tanti anni è giusto tornare a Napoli. Il nostro progetto nasce e continua con l’intento di integrare le diverse etnie. Vogliamo imporci come seconda squadra di Napoli e per continuare nel nostro obiettivo quale posto migliore se non la Sanità? C’è un alto tasso di multiculturalità, quindi il San Gennaro rappresenta un vero e proprio simbolo”.

Alle buone notizie, però seguono sempre cattive nuove. Nelle scorse settimane, infatti, in seguito alla decisione di sospendere i campionati regionali, a Piazza del Plebiscito era stata organizzata una manifestazione. Ottima rappresentanza proprio da parte del Napoli United, con il presidente Gargiulo come capo fila: “Siamo l’ultima ruota del carro. L’hanno dimostrato. Nel sistema calcio noi siamo gli ultimi, il professionismo che muove tanti soldi è l’unico che interessa. Sarebbe bastato poco per aiutarci, una parte dei proventi della Lega A invece non è stato fatto. Ci hanno bloccati, non ci hanno dato un protocollo che prevenisse il proliferarsi del virus, che si potesse eseguire. Non si considera la quantità di persone che lavorano dietro le quinte. Tutto questo va denunciato in modo forte. Nelle altre nazioni sono stati aiutati, mentre in Italia no. Non hanno ancora capito che se i dilettanti si fermano si fermano tutti. I dilettanti e le scuole calcio sono coloro che formano i calciatori. Non parlo solo di calcio, ma parlo di sportivi in generale”.

Professionismo, mercato esterno e serie minori: “Probabilmente manca proprio una cultura in questo senso in Italia. Si preferisce comprare all’estero un ragazzo già pronto piuttosto che investire sul materiale umano italiano o sul settore giovanile. Ai vertici non interessa del settore giovanile, perchè dovrebbe interessare loro del mondo dilettantistico? Dopo tanti anni finalmente sono tornato a guardare la Nazionale Italiana grazie alla nuova politica di Mancini. Prima vedere il blocco di questa o quella squadra era insopportabile. Era impensabile vedere in azzurro calciatori provenienti dal Sassuolo, per esempio. Ora invece si punta su tutte le squadre e si punta sui giovani. Si dovrebbe sempre puntare sui giovani e investire sul settore giovanili. Devo essere sincero, Mancini mi ha sorpreso in maniera positiva”.

Ultime battute per gli obiettivi del Napoli United in questo campionato di Eccellenza: “Quest’anno abbiamo deciso di rinnovarci un po’. Abbiamo cambiato nome, allenatore, calciatori. Ci siamo riorganizzati. Sicuramente non sarà semplice quest’anno. Il nostro obiettivo è cercare di continuare il progetto di crescita, ma quest’anno è tutto strano. Non abbiamo certezze e non sappiamo se e come si riprenderà. Se ci sarà un solo girone o due, se ci saranno i play-off o meno. Senza dimenticare che ci sono molte squadre attrezzate, quindi ci sarà da combattere”.