Napoli. Timidamente domata la Dinamo MILIKIEV

E’ un Napoli timido, impacciato, emozionato ma era giusto cos√¨, l’arroganza non paga mai. Marek il capitano più di tutti, al di là se non sia mai decisivo nelle gare che contano, ieri sera egli si è rivisto sul palcoscenico più importante del Continente a livello di club, lui che da oltre dieci anni veste quella maglia avrà sentito l’enorme pressione, è cos√¨ ragazzi, non è un campione inimitabile, ma se fosse stato cos√¨ non avrebbe avuto il cuore e la forza per restare in una squadra che vince poco. Non puoi avere la bacheca piena e il campione ubriaco di successi.

Il Napoli supera il primo ostacolo del girone con la freddezza del suon allenatore, la pazienza e la sicurezza che l’avversario era abbordabile. Forse lo stadio con la pista azzurra ha caricato i ragazzi, sono pochi ormai in giro per l’Europa gli impianti cos√¨, e si sono sentiti come a casa. Dopo il gol preso hanno cominciato a ricordare quello che Sarri ha detto loro nello spogliatoio: Giochiamo come sappiamo, imponiamo il nostro gioco, vediamo se ci vengono appresso. La semplicità del calcio che i vecchi (sfigati) maestri inglesi avevano insegnato fin dai primordi di questo sport, ovvero (cross palla al centro e colpo di testa a chiudere), è questa l’essenza del calcio, i numeri, le magie, le finte le hai se in campo hai gli Assi. E cosi il pareggio arriva da sinistra con palla perfetta per la testa di Milik che si inarca in mezzo a tre difensori che hanno messo il wi-fi per sentire la palla colpita alla perfezione dal polacco. Il pareggio Milik ripete la stessa cosa, addirittura fermo sotto rete indirizzando di nuovo la palla nell’angolino e con quel sorriso sornione va a prendersi gli abbracci dei compagni.

Ripresa con controllo da grande squadra con dispendio giusto, senza sbavature, rimasta in dieci la Dinamo se era il campionato ne prendeva altri tre, ma questa è la Champions l’avete capito no? Si cresce pure cos√¨, senza pensare di strafare, i Russi in genere non sono più quelli di una volta, menavano calci negli stinchi, ti mettevano paura, ma il calcio è cambiato pure in questo, nel bene e nel male. Intanto la Gazzetta urla in serata sbigottita (Ora Pipita rispondi a Milik), rispondi? Ma come, il ragazzino semisconosciuto ha messo in ambasce il Top Gobbo bianconero? Non c’è più rispetto, non si fa, il Pipita dovrà rispondere sempre, fino alla finale, ma non al neo armadius centravanti di Sarri, ma alla stampa del Nord, ai tifosi dalla ricca bacheca alla Matriciana che aspetta la coppa bianconera da quando Vialli e Mancini andavano per Bordelli!

Giuseppe Giannotti per Sportcampania

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