Simpatie e antipatie, è tutta una questione di chimica oltre che di prestazioni e di talento. √à cos√¨ nel calcio, quando un calciatore tentenna o arriva nello scetticismo più totale difficilmente riesce a imporsi nei cuori dei tifosi della squadra in cui è arrivato. La pressione che la tifoseria mette, specie quando i risultati non rispecchiano le aspettative, è un fardello che sono in pochi sanno sopportare e convertire in forza auto-generatrice di successo e di gloria. Ci vuole tanta personalità, ma spesso il modo migliore per tagliare un cordone ombelicale scomodo è quello di cambiare lido e cercare fortuna altrove, in una squadra dove forse si riuscirà a fare meglio magari incentivato da un modulo o da uno schema di gioco differente e più congeniale.
Le dinamiche che legano tifosi e calciatori sono puramente psicologiche, più che tecniche. Infatti non sono rari gli esempi di antipatia viscerale che non scemerà neanche di fronte a prestazioni e risultati più che positivi. Cos√¨ come, viceversa, ci sono tantissimi casi in cui anche le prestazioni negative non intaccano l’affetto ed il legame irrazionale creatosi tra un determinato giocatore e la tifoseria locale.
Il primo caso è quello che riguarda il nuovo quasi acquisto del Napoli, Hector Herrera. Infatti, secondo quanto emerso dalla ricerca interattiva svolta dai colleghi di TuttoNapoli, sembrerebbe che i tifosi del Porto non siano poi cos√¨ scontenti della (possibile) imminente cessione del centrocampista messicano, tutt’altro. Sono molti i messaggi negativi arrivati sul portale portoghese A Bola nei confronti di Herrera. Molti di loro lo definiscono come uno dei mali della società. Altri invece non vedono l’ora che arrivi la sua cessione, che sia verso Napoli o verso un’altra squadra, l’importante è dirsi addio.
Una vicenda questa che ricorda molto ciò che accadde al momento dell’ingaggio di Edinson Cavani, mai esploso realmente e completamente in quel di Palermo. Quando De Laurentiis si portò a casa El Matador i tifosi rosanero non facevano che ringraziare per averli liberati di uno dei flop più clamorosi dell’era Zamparini. Si ricordi, in particolare, un video polemico nei confronti dell’attaccante attualmente al PSG. Approdato a Napoli, quel che fu il numero 7 azzurro esplose sradicando lo scetticismo che avvolgeva il suo arrivo, collezionando gol e un trofeo, arrivando in Champions League a suon di gol ed attirando l’attenzione delle grandi big europee.
Lo stesso accadde per Josè Callejon, che con la maglia del Real non aveva fatto male, ma era sempre alle spalle di altri calciatori dal nome più affascinante ed altisonante. Mourinho contava molto su di lui, ma con la nuova gestione le gerarchie cambiarono tanto da considerarlo una pedina non fondamentale dell’attacco e centrocampo blanco. Anche per lui commenti impietosi quando fu annunciata la cessione. Addirittura qualcuno ringraziava i partenopei e rideva dei 6 milioni spesi per il suo cartellino. La storia si conosce. Callejon nei primi due anni ha superato i venti gol, in particolare 20 li fece solo nella prima stagione, proprio come annunciò Rafa Benitez in conferenza stampa. Spentosi, poi, nella seconda annata madrilena con Maurizio Sarri si è riacceso, se non a suo di gol, con il suo impegno sia in fase di attacco che di difesa, soprattutto di difesa, e di interdizione, facendo da sostegno a Hysaj: Tanto lavoro oscuro per lui, una stagione non ottimale dal punto di vista realizzativo, ma sempre una pedina fondamentale ed intoccabile nell’undici titolare del tecnico toscano.
Se le statistiche contano qualcosa, allora i tifosi azzurri potranno ben sperare che il nuovo acquisto sarà importante e smentirà tutti coloro che gli si sono rivoltati contro nelle ultime tre stagioni. Quindi, per il Napoli, che questi commenti negativi siano di buon auspicio.
Cristina Mariano




