Napoli. Sarri manda segnali, squadra e società in ascolto

La Juve non ha bisogno di incoraggiamenti, è come dire a una top model che è bella, quella alza le natiche e se ne va quasi infastidita perch√© stai scoprendo l’acqua calda. Ed è con essa che Sarri ogni tanto ama scottarsi.

Adoro il tecnico azzurro, ma lui sa che se il terreno non è buono non può aspettare che l’erba si ricrei. Sarri sa che non sta giocando sui soffici campi inglesi o tedeschi. Sarri sa che in Italia non ci sono arbitri spesso capaci o leali (pochi). Sarri sa che anche se lo stadio non si riempie, dietro ai suoi ragazzi ci sono (SEMPRE presenti) milioni di supporter, tifosi, fanatici, controcorrente, provocatori, ma tutti, tanti seguono il Napoli come poche top al mondo. Sarri sa che non si vincono i campionati solo con la bellezza pura del gioco, i più grandi successi della nostra Nazionale sono arrivati tra mille fortune e rari sprazzi di spettacolo. Sarri sa che ieri a Bergamo il più stanco fisicamente e mentalmente era Callejon (la duracell azzurra) ma non è riuscito a tenerlo in panchina lasciandolo per un bel po’ sbattere sul muro bergamasco. Sarri sa che oggi Lorenzo è a corto di idee, Sarri è come un fante arrivato a fare la guerra diventando colonnello in pochi mesi ma senza essere stato mai DAVVERO al fronte. Ha combattuto decine di battaglie minori vincendole, ma ora di fronte c’è l’Armata russa juventina, e se ti mandano a sfidarla non puoi certo pensare di farlo con l’arma della bandiera bianca.

Non mi è piaciuta sui social il continuo paragone con le altre Grandi europee sconfitte nella stessa giornata in cui il Napoli ha perso la faccia a Bergamo, perch√© a fine stagione rivoglio lo stesso elenco e vedere chi ha vinto e chi no il campionato o una coppa europea. Il paragone ci sta mi piace ma non prendiamola come consolazione perch√© quella è.

Leggo che Juric e Gasperini sono stati perfetti a bloccare il Napoli marcando “a peste” a uomo pardon tutti gli uomini di Sarri, quelli veloci, quelli furbi, quelli dal fisico statuario, quindi l’equazione è facile, il Napoli non vincerà più? Basterà marcare a uomo, creare isterismi disorientare e il gioco è fatto. Ovvio che non è cos√¨, resta il fatto che dalle sfortune di Pescara e Genoa gli azzurri perdono l’imbattibilità in modo netto, nel modo peggiore è più inaspettato. Avreste mai pensato di vedere interscambiarsi in campo insieme Insigne-Mertens e poi anche Giaccherini-Mertens? Roba da fantacalcio, eppure dentro la difesa mondiale atalantina nessuno è riuscito a trovare il guizzo per procurarsi il calcio di rigore, ultimo estremo appiglio ad una giornata irripetibile per scarsità di “idee, convinzioni, passaggi corretti, tiri da fuori, triangolazioni, colpi di testa”.

Rizzoli sotto l’occhio del ciclone ha dormito tra due guanciali quasi stupito dal non essere stato assalito verbalmente da Sarri in panchina, per un rigore non dato. Una giornata irripetibile, ma pensate che Giack o Gabbiadini al di là del poco tempo a disposizione non volevano entrare nella storia domenicale?

Sarri quando capirà che i complimenti dei tifosi e della stampa gli arriveranno anche quando giocherà male e porterà a casa i tre punti darà a se stesso la giusta serenità di capire che in guerra anche una granata sbagliata può uccidere il nemico. Ed infatti ieri manco il punticino di un tiro sballato, ed ora per giorni si parlerà dei timori del Mister e non di un Napoli preso da ictus collettivo, e i nemici lo sanno dove colpire.

Giuseppe Giannotti per SportCampania

Condividi