Napoli. Reina: “Tre obiettivi da raggiungere da qui alla fine. Juve? Ci vediamo in finale”

Sempre più leader. Pepe Reina, grande protagonista della stagione in casa Napoli, ha parlato della sua avventura in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. Napoli per rilanciarsi, anche grazie alla presenza in panchina di Benitez: “Tra Rafa e me esiste un rapporto sincero e di stima. La sua presenza ha reso la trattativa molto semplice, poche parole e giù la firma sul contratto. Avevo bisogno di cambiare aria, di ritrovare stimoli e motivazioni. “Credo che i dirigenti del Liverpool abbiano pensato che io andassi al Barcellona e, dunque, si sono premurati di sostituirmi con Mignolet”.

Pochi mesi gli sono bastati per guadagnarsi il titolo di leader dello spogliatoio: “Credo che non sia un ruolo che può ricoprire uno solo. Nel Napoli, ci sono più giocatori d’esperienza come me e tocca a noi trascinare gli compagni. Sicuramente sono un giocatore carismatico, un re tiene i sudditi, un leader ha i seguaci”.

Chiari gli obiettivi per lo spagnolo in questo finale di stagione: “Per me è importante tutto, lottiamo per vincerle entrambe, Coppa Italia ed Europa League. Ancora di più ora che abbiamo un buon vantaggio in classifica sulla quarta, io voglio vincere, mi piacerebbe farlo in Europa, quelle sono sempre notti speciali. Juve? Sarebbe bello incontrarli in finale di Europa League. Il loro organico è forte, ma stanno andando addirittura oltre le loro potenzialità. Noi siamo vicini alla Roma e stiamo facendo bene, ma la Juve è fortissima e le vanno fatti i complimenti. Crediamo nel secondo posto e lotteremo fino alla fine perch√© è un obiettivo importante anche per la società”.

Chiosa finale dedicata al futuro, ai sogni e alle speranze ancora da inseguire sia dentro che fuori dal campo: “Nel mio palmares manca la Champions, ma soprattutto vorrei vincere un campionato perch√© non ci sono ancora riuscito pur avendo militato in diverse squadre importanti. Mi piacerebbe allenare, ma ogni giorno che gioco mi rendo contro che è sempre più difficile. I giocatori sono complicati, avere 24 figli non è facile, ma è quello che mi sento di fare”.