Napoli-Inter. Sarri-Mancini. Strategia della tensione!

Premio Nobel per la pace alla tifoseria dell’Inter, Allenatore dell’anno: Andrea Mandorlini, Sciopero generale del sindacato delle mamme degli arbitri, Manifestazione di protesta della associazione delle prostitute italiane.

Stamattina aprendo i giornali e leggendo i titoloni di alcuni organi di informazione mi convincevo sempre di piu’, pagina dopo pagina, che avrei potuto trovare anche dichiarazioni del genere !

Pura strumentalizzazione di un episodio (lite Mancini-Sarri), di per s√© sgradevole, che nel paese dei falsi moralisti diviene caso del giorno, forse per destabilizzare un ambiente inaspettatamente vincente o addirittura per distogliere l’attenzione degli italiani da problemi ben più’ gravi (default delle banche).

Solo chi non ha mai fatto sport in maniera attiva può, escludendo appunto la malafede della manipolazione, scandalizzarsi di fronte alla ingiuria (offesa diretta one-to-one) o alla diffamazione (offesa indiretta alla presenza di terzi).

“Frocio” è forse la parola più pulita che ho sentito sui campi di calcio! La trance agonistica è una brutta bestia (chi mi legge sulle pagine di questa testata mi conosce bene) e può’ essere domata solo con le scuse ‚Ķ..post!

Non sto assolutamente giustificando l’azione di mister Sarri. Ogni atto violento o offensivo va stigmatizzato, ancor più se compiuto in un ambito sportivo e soprattutto se a compierlo è un allenatore di serie A, mediaticamente esposto h24.

Inutile ricordare quante volte e attraverso quali canali (questo è stato uno di quelli) ho puntato il dito biasimando chi oltraggiava la parola SPORT nel prima e nel dopo con un gesto, una frase, un espressione diametralmente contraria ai sani principi di civiltà che assunsi a nostro primo vessillo in quella bellissima esperienza che fu UNITED COLOURS OF FUTSAL il cui ricordo e’ sempre vivo attraverso il blog www.unicof.it ancora attivo.

Il fatto che poi ci siano state le doverose scuse, i necessari chiarimenti, non esime il nostro allenatore, universalmente riconosciuto tra i dirigenti più corretti del calcio italiano, a prendere una decisione spiazzante che silenzierebbe tutti: caro mister Sarri autosospenditi per 30 giorni, dando dimostrazione che hai capito di aver commesso un errore e di essere caduto in una provocazione, facendo precipitare le cose.

Quanti lo fanno ? ….Nessuno !!!!! Questa sarebbe cultura dello sport!

Il fatto in s√© non è di difficile lettura (per chi, ripetiamo, ha fatto sport): un match tirato, qualche parola un po’ vivace della tifoseria ospite, un risultato sbloccato all’ultimo secondo e ci si ritrova a correre, SBAGLIANDO, a gridare la propria gioia o il proprio dispiacere proprio in faccia all’allenatore-giocatore-tifoseria avversaria, qualcuno non gradisce e si trascende. Facile: AZIONE ‚Äì REAZIONE.

La reazione viene punita sempre, ma spesso giudichiamo soltanto l’atto finale, come se guardassimo un film e lo giudicassimo solo dalla scena finale, o leggessimo solo l’ultima pagina di un libro.

Tendenzialmente puniamo la reazione perch√© è più semplice, ma non sempre è la soluzione più appropriata. Riteniamo che vadano sanzionate in egual misura sia l’azione che la reazione, laddove è ovvio sia il caso di sanzionare. Sarebbe un modo ancora più efficace per far comprendere gli errori, per non generare quel senso di ingiustizia che ci assale quando, a seguito di un episodio nel quale riteniamo di aver subito un torto, siamo i soli a pagare. Il mio è un discorso generale, non legato all’episodio di ieri come spunto di riflessione.

Non conosco sconfitta peggiore, risultato più amaro di quello di una mancanza di rispetto.

Spesso mi sono soffermato sul concetto e il valore della parola rispetto, ma non è mai abbastanza.

Rispetto è una parola pesante, che merita di essere pensata, riverita, ricordata. Non è solo una mia mania, addirittura la FIFA ha pensato e preteso che sulle maglie delle migliori squadre d’Europa, durante la più prestigiosa competizione calcistica per club, campeggiasse in bella mostra la parola RESPECT.

√à un termine e un valore che pretende la reciprocità, ovvero per essere rispettati bisogna rispettare, questa sua caratteristica lo fa diventare fondamentale per la compattezza di un gruppo, sia esso sportivo che sociale.

Proprio per questo quando ci si sente parte di un gruppo ci si carica di una responsabilità verso se stessi e verso gli altri, si accettano le regole, si gode degli onori e ci si impegna per gli oneri. Purtroppo la deriva virtuale dei rapporti umani spinge molti uomini di sport a sottovalutare la portata di un loro comportamento irrispettoso, come se bastasse un click su un enorme tasto cancella per riparare ai dispiaceri causati o alle difficoltà procurate. Come se bastasse avere un numero x di amici su facebook per non curarsi di compagni reali, come se nella vita contassero di più i mi piace che il IO SONO, IO AGISCO.

Che amarezza talvolta!, questa s√¨ reale, perch√© la realizzazione di un gruppo è un processo certosino, richiede tempo, ci si impiegano energie, ognuno ci mette il proprio pezzo. Quando qualcuno poi, con i propri atteggiamenti e in maniera inconsapevole (vogliamo sperare) si scarica delle proprie responsabilità, vanifica il progetto comune in nome di chissà cosa di diverso, compie atti irrispettosi e perde di conseguenza il nostro rispetto.

Se poi magari ci si rende conto che si sta sbagliando e si è disposti a chiedere scusa al gruppo, impegnandosi a ricucire gli strappi, noi siamo pronti, anzi prontissimi a sottoscrivere questo atteggiamento con un MI PIACE REALE, quello che piace a noi, quello della vita vera.

Dai mister, vinciamo anche questa partita dell’esempio. Al Sig. Mancini (anche lui era in trance agonistica solo che ha re-agito davanti alle telecamere!) che ha sempre dichiarato amore perla nostra citta’lasciamogli la possibilita’di venire a Napoli a vestirsi dal mio amico sarto Gianni Marigliano. Ai manipolatori dell’informazione lasciamo invece ancora qualche titolo (come quelli sopra citati) . Per gli omosessuali infine pensiamo invece ad offese e minacce ben piu serie. Quelle si da prima pagina, ma mai viste se non in occasione di qualche morto !

Viva lo sport !

dott. Vincenzo Imperatore
ex manager bancario, oggi consulente aziendale e proper founder di InMind Consulting srl
autore di best seller come
Io so e ho le prove e Io vi accuso