Napoli. Il curioso caso di Fede Fernandez, brocco o campione?

Tutto a Napoli è amplificato. Specie se si parla della Napoli del pallone. E allora 5 vittorie di fila valgono l’entrata di diritto nella hall of fame dei top club mondiali ed un pareggio, di contro, l’ascesa nell’inferno dei mediocri. La stabilità non è proprio il nostro forte, cari napulitani! Pensate se poi si parla di giudizi sul singolo, peggio che andar di notte! Ricordate Robson Machado Toledo? Un esterno alto di piede destro che, all’esordio in C, fece il Garrincha contro il Cittadella. A Napoli scoppio una Toledo-mania, ma dopo due gare cos√¨ cos√¨, la mania diventò fobia ed il brasiliano cadde nel dimenticatoio. Era un altro calcio, un altro momento storico ed ai poveri supporters azzurri, violentati dalla loro stessa fede, non si poteva chiedere chissà cosa, specie a livello di obiettività. Ma il tempo passa e, come solea ripetere una lungimirante compagnia assicurativa “Change happens”.

E allora via i vari Toledo, ecco giocatori di caratura internazionali, gente su cui poter appoggiare stabilmente le proprie passioni e pressioni. Quest’oggi analizzeremo il “curioso caso di Federico Fernandez”, mastodontico difensore del Napoli e della nazionale argentina che, in Serie A, nonostante il background niente male, non riesce proprio ad esprimersi. Ma perch√©? Cos’ha l’aria di Napoli?

La pressione del Golfo- Arrivato in azzurro nell’estate 2011 dall’Estudiantes con le prerogative del caso, Fede Fernandez non è mai riuscito a “legare” con Mazzarri, tecnico troppo affezionato ai suoi titolarissimi e poco incline alla sperimentazione. Risultato: fino al Gennaio 2013, data del suo passaggio in prestito al Getafe, Fernandez racimola una ventina di presenze in A (macchiate dal turnover forzato delle serate cupe di Verona, sponda Chievo o Bergamo) ed una doppietta in Champions contro il Bayern. Buono o scarso? Ai posteri l’ardua sentenza, nel frattempo il ragazzone approda in Spagna.

Il rilancio iberico – L√¨ riesce ad esprimersi ai suoi livelli, intravisti solo ed esclusivamente con la maglia della nazionale argentina dove, a quanto pare riesce a diventare il difensore che tutti vorremmo apprezzare anche in azzurro. In sei mesi di prestito secco Fernandez raccoglie 16 presenze ed un gol in Liga. Il Getafe lo confermerebbe volentieri, ma nel frattempo Mazzarri ha fatto le valigie e Benitez vorrebbe dargli una chance, si torna a Napoli.

Giorni nostri – Nonostante la forte volontà manifestata dal nuovo staff tecnico (rigorosamente made in Spain) di trattenerlo, non riesce a trovare spazio nel primo spezzone di campionato, fino alla tragicomica gara di mercoled√¨ scorso, dove Zaza e Kurtic lo hanno messo a ridicolo davanti al suo (fischiante) pubblico. Ma allora è un brocco? Non inventiamo stasera il gioco del pallone n√© tanto meno ci sentiamo in grado di metter naso dove altri (il ct argentino Sabella) hanno elargito approvazioni, ma il Fernandez visto a Napoli è la copia (scarsa) di quello albiceleste. Il ragazzo è arrivato ad un bivio: o impara a respirare l’aria partenopea, oppure, tanto vale, meglio cambiare casacca e non compromettere un curriculum rispettabile. Per ora la seconda alternativa pare la più plausibile, ma il sangue di San Gennaro si è sciolto e chissà che non possa “fare o miracolo” anche per lui. Ne gioveremmo tutti.