Napoli-Genoa. Statistiche a confronto

Domenica 20 marzo alle 18:00 andrà in scena una delle partite di Serie A dal sapore particolare. Si tratta della 53a sfida tra Napoli e Genoa, le cui tifoserie sono gemellate ormai da anni. Ecco perch√©, questa partita, regala di stagione in stagione un’atmosfera gioviale e vivace sia che si giochi al Ferraris, sia che il teatro dello spettacolo sia il San Paolo.

Ma al di là dello spettacolo sugli spalti, l’attenzione deve essere rivolta a ciò che accade sul campo. Napoli e Genoa sono due squadre dalle ambizioni diverse. Cos√¨ come ha confessato oggi Marek Hamsik durante l’intervista a Radio KissKiss, il sogno scudetto è ancora vivo nel cuore dei ragazzi di Maurizio Sarri. Per i grifoni, la situazione, invece, è un po’ più complicata. La squadra di Gasperini è a quota 34 punti, cioè a più 8 dal Frosinone terzultimo in classifica, cioè una zona abbastanza tranquilla, con la quota sicurezza della salvezza, però, ancora non raggiunta.

Analizziamo ora le varie statistiche di reparto.

LA DIFESA ‚Äì Il Napoli è la seconda difesa della Serie A, ha al passivo 23 gol -0.79 per partita- la maggior parte dei quali è stata subita (5) nei primi quindici minuti. Gli azzurri dopo un avvio da brividi, che sembrava fosse il rewind della scorsa stagione, con il passare delle giornate sono riusciti a rendere la retroguardia una sicurezza, con il direttor Pepe Reina a coordinare i quattro davanti a lui. Fino ad ora il Napoli è riuscito a mantenere la propria porta inviolata per 12 volte. La crescita degli azzurri dal punto di vista difensivo viene confermata anche dal numero di contrasti di cui i difensori ed il resto della squadra si sono resi protagonisti (522 totali di cui il 78.16% vincenti, ndr). Un elemento non da trascurare è proprio l’esperto portiere azzurro, che con le sue 43 parate totali, le sue 31 uscite, è uscito a difendere la sua porta quanto meglio ha potuto, facendo calare vertiginosamente il numero di imbucate subite dalla squadra partenopea rispetto alla scorsa stagione. Si contano, infatti, rispetto all’intero campionato scorso ben 31 gol in meno. Pilastri della retroguardia sono ovviamente Koulibaly e Albiol, il primo con l’86% circa di contrasti vinti. Grande apporto anche dal centrocampo con Jorginho e soprattutto Allan, diventato una sorta di muro invalicabile sul lato destro del centrocampo azzurro. Guardando al Genoa. I grifoni, ad oggi. hanno subito 34 gol -1.77 a partita- di cui il 29% (10 totali) negli ultimi quindici minuti del primo tempo. Molto alta la percentuale dei gol subiti nell’apertura della seconda frazione di gioco, il 24% che si traduce in 8 gol subiti tra il 45o e il 60o. Perin, e Lamanna, sono riusciti a mantenere inviolata la propria porta solo 8 volte in questa stagione. I due portieri, nonostante l’alto numero di gol subiti si sono resi protagonisti di più di 80 parate totali, di cui 69 per Perin e 18 per il suo compagno di reparto. Oltre che dei portieri, grande lavoro anche per i difensori del Genoa, che con Armando Izzo in prima linea, con i suoi contrasti vinti, hanno reso difficile la vita agli attaccanti avversari. Anche per la squadra di Gasperini, il lavoro oscuro del centrocampo, ha grande importanza. Già con Dzemaili il contributo era molto alto, ma con l’arrivo a gennaio di Rigoni, la qualità del centrocampo in fase difensiva è migliorata.

LA TATTICA DI GIOCO – Le due squadre adottano una filosofia di gioco non particolarmente differente. Il Genoa infatti, per il 15% del gioco si affida a lanci lunghi e produce una media del 51% del possesso palla. Di contro per il Napoli solo l’8% delle volte il gioco è affidato ai lanci lunghi, infatti la squadra di Sarri ha un possesso palla molto ampio, che raggiunge il 60% medio, a volte anche superandolo. Gli azzurri iniziano molto spesso le azioni da dietro, con Albiol e Koulbaly che occupano il ruolo di primi registi. Tale dato, molto alto, in merito al possesso viene confermato anche dalla percentuale di passaggi riusciti, ben l’85% contro il 78% dei grifoni. Entrambe le squadre offrono un gioco molto offensivo, ma con due moduli molto differenti. Il Napoli propone il suo avvolgente gioco con palla a terra con il 4-3-3 inaugurato alla quarta giornata di campionato e prima ancora nell’esordio di Europa League contro il mal capitato Club Bruges asfaltato con cinque reti. Gasperini, invece, è considerato il maestro del 3-4-3. Con questo modulo, lo storico tecnico dei rossoblu ha rilanciato molti calciatori, che ssi avviavano sul viale del tramonto, si pensi per esempio a Marco Borriello, o ha lanciato giovani importanti a Ciro Immobile che si è consacratosi nella massima serie tra le file genoane prima di passare al Torino, o attualmente a Alessio Cerci, che ha egli stesso dichiarato di sentirsi valorizzato nel progetto gasperiniano. Andiamo ad analizzare i dettagli del reparto offensivo delle due squadre.

L’ATTACCO AZZURRO ‚Äì Per quanto riguarda il Napoli, in diverse occasioni è stato detto che il gioco partenopeo è caratterizzato dal coinvolgimento totale della squadra, da Pepe Reina con i suoi rinvii-assist, alla difesa passando per il centrocampo gestito ed organizzato da un esponenziale Jorginho che conta il 90% dei passaggi riusciti, dato medio. Una qualità che lo ha reso uno tra i migliori registi di Europa. L’italo-brasiliano è il vero e proprio cardine del gioco sarriano importato in quel di Napoli. Non ha certo un posto secondario il capitano, anche lui in rinascita dall’arrivo di Sarri, che con la sua nuova (naturale) posizione di centrocampista a sostegno dell’attacco è diventato -ed in un certo senso confermato di essere- un elemento imprescindibile di questo gruppo. Lo conferma il minutaggio accumulato dallo slovacco, più di 2mila minuti giocati, ma soprattutto le 67 occasioni gol create e i 18 assist. Dall’altro lato, però, è diminuito il numero di gol da lui realizzati. Infatti in questa stagione non ha ancora raggiunto la doppia cifra. La coralità del gioco dei partenopei ha fruttato 430 cross, di cui 67 riusciti, ma soprattutto ha procurato 59 gol, di cui 46 da dentro l’area (6 rigori, ) e 13 da fuori. Non c’è una fascia di tempo nella quale il Napoli segna di più, seppur nel primo quarto d’ora del secondo tempo sono stati realizzati 12 gol. Per il resto dei 90 minuti la distribuzione delle marcature sono equilibrate, oscillando tra i 9 ed i 10 gol realizzati. Per rendere maggiormente significativa la potenza dell’attacco azzurro sintetizziamo tutto con due numeri: 181 i tiri totali nello specchio di porta; 805 il numero totale degli attacchi prodotti.

L’ATTACCO GENOANO ‚Äì Il Genoa, pur con un’indole di gioco particolarmente offensiva non ha all’attivo un alto numero di reti. I grifoni, infatti, hanno realizzato 31 gol di cui 4 su calcio di rigore. Le azioni di attacco totali dei grifoni sono attualmente 570. Il lasso di tempo nel quale il Genoa si rende particolarmente pericoloso è l‘ultimo quarto d’ora del match. Si ricordi, infatti, quante volte gli uomini di Gasperini sono riusciti a sfiorare, o addirittura raggiungere, l’impresa nei minuti finali dell’incontro. Cos√¨ come il Napoli, la squadra del patron Preziosi, ha una formazione tipo e inamovibile con giocatori che hanno raggiunto e superato i 2mila minuti giocati. Uno degli elementi portanti del Genoa fino a gennaio è stato Diego Perotti, che a differenza della scorsa stagione non ha segnato molte reti, ma ha aiutato i compagni a segnare uno su tutti Leonardo Pavoletti. L’ex Sassuolo che ha giocato per 17 partite è attualmente il capocannoniere della squadra con 10 gol all’attivo. Una stagione dei record per l’attaccante ce ha convertito il 23% delle occasioni avute. Un altro uomo molto pericoloso che gioca tra le fila dei liguri di sicuro è Laxalt, che nonostante non abbia una media gol alta (3 reti segnate) può rivelarsi un vero e proprio grattacapo per la difesa azzurra a causa della sua velocità. Inoltre il centrocampista è anche colui che manda più spesso i suoi compagni in porta, avendo collezionato al momento 7 assist vincenti. Altro tassello importante sicuramente è diventato, come detto in precedenza, Alessio Cerci che pare essere rinato alla corte del maestro Gasperini.

HIGUAIN, THE GOLDEN MAN ‚Äì Occhi puntati, come in ogni partita, su Gonzalo Higuain. L’attaccante azzurro, dai numeri strabilianti è reduce da una botta rimediata nell’allenamento pomeridiano di ieri. Non desta preoccupazione la sua condizione, nonostante la giornata di allenamento di oggi sia stata riservata a delle terapie. Domani, l’argentino, rientrerà in gruppo e si allenerà regolarmente con i compagni. Sarà, quindi, della partita. Il numero 9 azzurro, sempre più irrinunciabile per Maurizio Sarri, sta oscurando il suo compagno Manolo Gabbiadini, che sta perdendo le speranze di riuscire a mettersi in lizza per una maglia all’Europeo. Ma come dar torto al tecnico partenopeo? Higuain ha all’attivo 27 gol in campionato, 29 stagionali. Nella scorsa giornata il giocatore ha eguagliato il suo record personale -di 27 reti in campionato raggiunto nella stagione 2009/2010, quando vestiva la maglia blanca del Real Madrid. In quell’anno a fine stagione aveva collezionato 30 gol, contando anche quelli segnati nella Copa del Rey e in Champions League. Il giocatore sta vivendo una stagione davvero brillante, al di là dei gol segnati, il calciatore risulta un elemento indispensabile nell’economia del gioco azzurro. Segna e fa segnare, lo testimoniano gli 11 assist ai compagni, i 16 cross totali, le 40 occasioni create. √à un elemento importante anche nella fase di non possesso. A differenza degli altri anni, com’è stato segnalato diverse volte, ha cambiato completamente approccio alla gara ed atteggiamento in campo. Ora si mette a disposizione dei compagni ed aiuta in fase difensiva. Ancora una volta sono i dati a dare ragione a quanto scritto: 13 contrasti di cui il 90% vinti, 2 blocchi e 13 respinti. Insomma, Higuain è alla ricerca di record, sia affinch√© questa possa essere la miglior stagione della sua carriera.

Cristina Mariano