Il Napoli vince e conquista metamaticamente il terzo gradino del podio in Serie A nella stagione 2021/2022. Col Genoa arriva la 23esima vittoria stagionale e l’ultima gara al Maradona per capitan Insigne e Ghoulam, mentre i liguri vedono avvicinarsi la retrocessione. Tre punti conquistati nella ripresa, ma ad aprire le danze è Osimhen, che sblocca il risultato nella prima frazione di gioco, poi nel secondo tempo il rigore di Insigne e la rete di Lobotka legittimano il risultato.
UN’INCORNATA DI OSIMHEN PER IL VANTAGGIO
Avvio propositivo per il Genoa, che subito passa all’attacco. Atteggiamento più conservativo da parte degli azzurri, che coprono per poi ripartire con velocità. Una gara che stenta a decollare, ma i grifoni vanno vicino al vantaggio con Yeboah, che con una conclusione dal limite dell’area di rigore colpisce in pieno la traversa. Il risultato resta fermo sullo pari a rete inviolate, figlio di un match bloccato e con pochi veri spunti. I rossoblù perdono per infortunio Badelj, con Blessin che manda in campo Frandrup al posto dell’ex Fiorentina. Dopo il cooling break, il Napoli sembra destarsi con capitan Insigne che prova da impensierire Sirigu, ma con scarso successo.
Cresce la squadra di Spalletti, che poco dopo la mezz’ora di gioco passa in vantaggio. A sbloccare il risultato è Osimhen, che anticipa la difesa ligure e incora il cross di Di Lorenzo superando Sirigu. Insigne, con una fanstastica giocata sfiora il raddoppio, ma questa volta Sirigu è attento e non si fa superare dal capitano azzurro. Non c’è una vera e propria reazione da parte del Genoa, che resta in partita, ma non riesce ad essere particolarmente pericolosa dalle parti di Ospina.
Nel finale di primo tempo, torna a mettere la giusta pressione la squadra di Blessin, che però viene ben gestita dai partenopei. Il risultato non cambia e le squadre vanno negli spogliatoi con gli azzurri avanti di una rete.
L’ULTIMA RETE DEL MAGNIFICO AL MARADONA
Al ritorno dagli spogliatoi, il Genoa prova subito a rimettersi in carreggiata. Portanova ha l’occasione per raggiungere il pareggio, ma la sua conclusione colpisce in pieno Ospina in uscita. Blessin corre ai ripari e opera due cambi, mandando in campo Hernani e Ekuban, rispettivamente al posto di Hefti e Portanova. Proprio il neo entrato Hernani si rende protagonista in negativo, infatti è suo il tocco di mano ravvisato da Fabbri. Rigore per il Napoli e sul dischetto si presenta Insigne. Il capitano degli azzurri colpisce il palo e sulla ribattuta manda in rete Di Lorenzo. La massima punizione è però da ripetere, questa volta Insigne non sbaglia dagli undici metri, salutando il Maradona con una doppietta.
Arrivano i primi cambi anche per Spalletti, dopo circa un’ora di gioco, entrano Lobotka, Zielinski e Ghoulam, anche l’algerino all’ultima al Maradona, esacono Fabian Ruiz, Mertens e Mario Rui. Il risultato cambia ancora a dieci minuti dal termine, con il nuovo entrato Lobotka, che firma il tris dei partenopei. Nel finale stangin ovation per Insigne, che lascia per l’ultima volta il terreno di gioco al minuto 88 della partita, al suo posto Elmas. Il match termina senza recupero e con la vittoria del Napoli contro il Genoa, che porta alla matematica conquista del terzo gradino del podio.
TABELLINO DI GARA
SSC NAPOLI – GENOA CFC 3-0
Napoli (4-2-3-1): Ospina; Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly, Mario Rui (73′ Ghoulam); Anguissa (83′ Demme), Fabian (73′ Lobotka); Lozano, Mertens (73′ Zielinski), Insigne (88′ Elmas); Osimhen. A disp.: Meret, Elmas, Juan Jesus, Malcuit, Ounas, Petagna, Politano, Zanoli. All.: Spalletti.
Genoa (4-2-3-1): Sirigu; Hefti (56′ Hernani), Bani, Ostigard, Criscito; Badelj (24′ Frandrup), Galdames (74′ Melengoni); Gudmundsson (74′ Destro), Amiri, Portanova (56′ Ekuban); Yeboah. A disp.: Semper, Vodisek, Cambiaso, Ghiglione, Masiello, Rovella, Vazquez. All. Blessin
marcatori: 32′ Osimhen (N), 65′ rig. Insigne (N), 81′ Lobotka (N)
ammoniti: Galdames (G), Elmas (N)
espulsi: //
angoli: 9-2
recuperi: 5’pt. 0’st
direttore di gara: Fabbri
assistenti: Passeri e Costanzo
IV uomo: Giua
VAR e AVAR: Abisso e Maggioni




