Napoli-Bologna. Fine dell’astinenza, si riparte da una bestia nera

Una dolce fine…. – C’eravamo lasciati, lo scorso 12 maggio (data dell’ultima gara interna degli azzurri), con la fotografia del San Paolo in festa per la vittoria sul poi retrocesso Siena. Un 2-1 più sofferto del previsto, l’ultimo match (con gol) di Cavani davanti al suo pubblico e le lacrime del santone Mazzarri che lasciano facilmente intendere un retrogusto di addio. Un sapore forte, deciso, agrodolce: per quanto il morale fosse alle stelle per il matematico accesso in Champions (e cosa da non sottovalutare, dall’ingresso principale), un vento freddo lambiva il pianeta azzurro. Mai cambiare la strada vecchia (specie se si rileva confortevole) per quella nuova, a meno che non si arrivi ad un bivio obbligatorio. E allora devi optare per il cambiamento, devi fare certe scelte. Via Mazzarri, voglioso di nerazzurro e poco incline alle stagioni dense (la sua Inter non giocherà nemmeno l’Europa League): un grande aziendalista che riesce ad estrapolare il massimo dal suo fidato gruppo di lavoro di 13-14 persone (mature); via il Matador, macchina da gol che al profumo del Golfo in primavera ha preferito quello più deciso dello Chanel N.5. Via, in poche parole, i due principali artefici (almeno da un punto di vista mediatico) del secondo “miracolo sportivo” (parole di Walterone) azzurro.

… per un ambizioso inizio – Ci ritroveremo, domani sera, dopo più di tre mesi di astinenza, pronti in posa per una nuova fotografia. Difronte c’è il mai domo Bologna, mercato in sordina (ma l’acquisto migliore è la conferma di Diamanti), cessioni illustri (Gilardino è tornato al Genoa e Taider ha raggiunto Mazzarri) ma storicamente, specie se si analizzano le ultime stagioni, bestia nera del Napoli, ergo del Napoli di Mazzarri. Pioli proverà a confermare la tradizione: nelle ultime 5 gare disputate con gli azzurri, il Bologna ha perso una sola volta, lo scorso 8 Maggio (3-0), poi 3 vittorie ed un pari: una media da grande. Il tecnico ex Palermo e Sassuolo dovrà però fare i conti con un nuovo, Real Napoli. Via Mazzarri, ecco monsieur Rafa Benitez, già campione di tutto: via la difesa a tre, troppi cinque uomini per difendere quando il tuo obiettivo è vincere: troppo facile, ormai, per piccole, riuscire a decifrare i codici di quel sistema di gioco fatto di cuore, polmoni e ripartenze. Ripartenze buone soprattutto se difronte a te hai un undici predisposto al gioco, meno buone se difronte hai una “piccola” a cui il punticino non va stretto. E allora via con il 4-2-3-1, un campione del Mondo in porta (Pepe Reina), un dodicesimo giovane e promettente (Rafael), un campione del Mondo e d’Europa in difesa (Albiol), due ali per graffiare (Callejon e Mertens) e quel Pipita 109 volte in rete con la camiseta blanca del Real.
Non sarà facile trovare subito un’amalgama, è molto probabile che il gruppo possa necessitare di qualche gara per trovare il giusto feeling, ma, proprio in virtù della bonarietà delle operazioni e del conseguente progetto, il nuovo Napoli-international ha tutte le credenziali per confermare e migliorare quanto di buono fatto fin’ora dalla creatura di De Laurentiis, che mai come quest’anno non ha badato a spese per rinforzarla. Cambieranno molte cose, si userà più fioretto che sciabola (probabilmente), Lorenzo Insigne potrà finalmente giocare nel suo ruolo naturale: Serie A 2013-14, gli azzurri sono pronti e l’ambiente in fermento.
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