“C’è stata una guerriglia vera e propria” – Commenta cos√¨ il direttore sportivo del Montecalvario Raffaele Valentino, quanto accaduto ieri sera nell’incontro tra gli azzurri e la Lokomotiv Flegrea. Un clima incandescente già in campo che ha poi coinvolto i tifosi della società flegrea.
“Tutto è cominciato in campo -spiega Raffaele Vantino ai nostri microfoni- Durante la partita si era surriscaldato il clima a causa della direzione arbitrale. Rigori non concessi a noi, penalty concessi a loro. Non era, però, successo nulla. Il reale problema era che l’arbitro, un ragazzino, non è riuscito a calmare gli animi e ha avuto una direzione tutta in favore degli avversari. La situazione è però degenerata nel secondo tempo -continua- Quando dopo un calcio di punizione in nostro favore, Trinchella, nostro calciatore, aveva il pallone in mano e voleva accelerare la ripresa del match, alla ricerca del pareggio. In quel momento un calciatore, il De Tommaso, loro ha tirato una testata a Triinchella che ha risposto verbalmente. Dopo è arrivato anche un altro calciatore neroverde, Borges, che gli ha tirato un pugno in faccia. Tutto questo davanti agli occhi dell’arbitro che non ha fatto nulla. Da quel momento è scoppiata una rissa che ha coinvolto calciatori nostri e loro. Noi società abbiamo provato a calmare gli animi chiedendo anche la sospensione. Dopo aver insistito l’arbitro ha fischiato. Sembrava tutto finito, ma è iniziata una vera e propria guerriglia”.
Tifosi in campo e una rissa ancora più grande che ha coinvolto tutti i presenti in campo: “Alcuni tifosi della Lokomotiv Flegrea sono arrivati in campo con bottiglie rotte, spranghe, bandiere, cinghie. Ci hanno seguito fin negli spogliatoi. Accendevano i fumogeni in faccia alle persone, io ho addirittura i capelli bruciati. Sono stato fortunato. E’ vergognoso vedere queste cose in campo -commenta ancora il dirigente azzurro- Nel caos si è ritrovato in mezzo anche il mio amico, Salvatore Sansone, dirigente della Lokomotiv. Noi siamo stati più fortunati, ma abbiamo subito anche noi. Soprattutto siamo stati fortunati perchè i cancelli degli spalti erano chiusi e non sono entrati altri tifosi. Ho visto delle cose che non si dovrebbero vedere in un campo di calcio, durante una partita”.
“Domani andrò in Federazione -conclude Valentino- mi prenderò le responsabilità di quanto accaduto in mezzo al campo, ma non voglio che passi la notizia che la Lokomotiv è una vittima e noi i colpevoli, perchè siamo stati aggrediti anche noi, soprattutto prima noi. E’ sbagliato anche reagire, ma cosa doveva fare il nostro calciatore? Voglio la mia punizione, ma voglio che sia fatta giustizia a 360¬∞ e voglio che certe persone siano allontanate. Che sia impedito loro di andare sui campi dove ci sono donne e bambini che hanno rischiato come noi di essere vittime. In più non è possibile mandare dei ragazzini, da soli a dirigere le gare, perchè non sono in grado di reagire, non so se per incompetenza o per paura”.
Una rissa generale che si è conclusa solo con l’arrivo dei carabinieri che sono riusciti a sedare la situazione.
Cristina Mariano






