Martina-Arzanese 0-0. Pari a reti bianche ma che carattere i ragazzi di Ferraro

MARTINA FRANCA. Neanche nei suoi peggiori incubi Giovanni Ferraro avrebbe immaginato un inizio di campionato cos√¨ thrilling. L’espulsione di Ripa dopo appena 660 secondi ha inesorabilmente dimezzato le velleità di vittoria dell’Arzanese, che ha comunque mostrato carattere e ordine difensivo nel pari conquistato in terra pugliese. Vista la prestazione solida e pimpante dei partenopei, soprattutto nel primo tempo, restano i rimpianti per quello che sarebbe potuto essere il risultato finale in condizioni di parità numerica. Un punto, questo conquistato al Tursi, che dà morale per la tenuta fisica e mentale di tutti i 90′. Nel corso dei primi 45′, infatti, i brividi per i campani si contano sulle dita di una mano: pronti via ed è Petrilli il più attivo dei pugliesi. All’8′ il numero 10 semina un paio di avversari e serve una gran palla a Belleri che si fa murare da Fiory. Al 12′ l’episodio controverso che ha condizionato la gara: il primo assistente, Grossi, segnala una presunta gomitata di Ripa al difensore pugliese Salvatori. L’arbitro estrae il rosso tra le veementi proteste dello stesso attaccante campano e di tutti i suoi compagni ma il direttore di gara è inflessibile e indica la via degli spogliatoi. L’Arzanese, menomata dalla mancanza di un centravanti puro, prova comunque a proiettarsi in avanti con i due Improta, molto mobili su tutto il fronte offensivo, e riesce a creare qualche grattacapo alla porta difesa da Leuci. Il Martina del primo tempo, forse adagiatosi sulla superiorità numerica, deve aspettare solo il 42′ per tornare ad impensierire Fiory. √à sempre Petrilli a creare, stavolta per Provenzano, che si esibisce in una bella girata mancina senza inquadrare il bersaglio. Le poche occasioni create dai pugliesi in questa prima frazione spingono il tecnico Bocchini ad inserire un attaccante, Ilari, al posto di De Lucia. Ferraro ripropone gli undici del primo tempo, con Palumbo e capitan Caso centrali difensivi e il fattore G a centrocampo, con Giannusa play basso a guidare Gori e Giacinti ai suoi lati. Il nuovo entrato prova subito a rendersi pericoloso partendo tra le linee nelle vesti di rifinitore, ma oggi la vena realizzativa di Belleri è stata offuscata dall’organizzazione difensiva messa in campo dai ragazzi di Ferraro. Anche il tecnico sorrentino prova a giocarsi l’ultima mezz’ora con un attaccante fresco e sostituisce l’ultimo acquisto Umberto Improta con il giovane El Ouazni. A un quarto d’ora dalla fine fuori anche l’altro Improta, Ciro, il quale lascia spazio all’altro attaccante seduto in panchina, Figliolia. L’Arzanese ci crede e, a dire il vero, il gol l’avrebbe pure segnato. Sugli sviluppi di un angolo il mancino di Giannusa trova la testa di Caso ma Catona ravvisa un blocco di Funari e annulla la marcatura. Nel finale è il Martina a spingere sull’acceleratore e va vicinissimo al gol con Salvatori, bravo a indirizzare sul secondo palo il cross del migliore in campo Petrilli ed è solo l’intervento prodigioso del portiere Fiory sulla linea di porta a salvare il risultato. Non c’è più tempo, l’Arzanese riesce a conquistare un punto prezioso nonostante l’inferiorità numerica. Domenica prossima c’è il Poggibonsi, e Ferraro dovrà fare sicuramente a meno del suo uomo più rappresentativo. Ma se queste sono le premesse, sarà un campionato molto appassionante.

MARTINA FRANCA 0

ARZANESE 0

MARTINA FRANCA (4-3-3): Leuci; Dispoto, Salvatori, Zammuto, Salustri; De Lucia (1′ st Ilari), Gai, Provenzano; Di Lauri (15′ st Rocchi), Belleri (25′ st Gigli), Petrilli. A disp.: Modesti, Nonni, Belli, Aperi. All.: Bocchini.

ARZANESE (4-3-3): Fiory; Funari, Palumbo, Caso, Castellano; Gori, Giannusa, Giacinti (40′ st Pacini); Improta C. (30′ st Figliolia), Ripa, Improta U. (12′ st El Ouazni) A disp.: Mormile, Monti, Picascia, Di Ruocco. All.: Ferraro.

ARBITRO: Catona di Reggio Calabria.

NOTE: Al 12′ pt espulso Ripa per gioco scorretto. Ammoniti Salustri, Provenzano, Giacinti, Improta C., Petrilli, Fiory. Spettatori 1000 circa. Recupero 2′ e 5′.

VINCENZO PISCOPO

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