Marco Mignano e l’addio alla Casa Reale: “Vi spiego i motivi”

“Alĕa iacta est”, disse Giulio Cesare varcando il Rubicone. Senza scomodare troppo la storia, è quello che è accaduto in queste ore in quel di Torre Annunziata, dove il direttore sportivo Marco Mignano ha salutato la Casa Real Holding, a distanza di due mesi dal suo arrivo. La stessa ha ufficializzato la separazione attraverso un comunicato stampa (LEGGI QUI), successivamente sono arrivate le parole del dirigente, che ha spiegato i motivi dell’addio:

“È giunto il momento che Torre Annunziata la mia casa sappia la verità. A Febbraio il dottore Matachione chiamandomi mi ha dato la possibilità di tornare al Savoia, seppur in eccellenza non ho esitato minimamente perché il Savoia si ama non si discute, anche in virtù di aver rimasto un conto in sospeso, sottrattomi immeritatamente, proponendomi di firmare pure un contratto, cosa che il sottoscritto non ha fatto perché ritenevo opportuno in primis conoscerci sia umanamente e poi calcisticamente e penso che una stretta di mano vale più di ogni cosa.

In secondo momento mi fu chiesto a titolo personale di andare al Portici, perché si doveva salvare la categoria ed io, non pensandoci minimamente, capii l’importanza della cosa ed accetto la sfida solo è prettamente per il bene di Torre Annunziata, prendendo una squadra morta in classifica, in un ambiente ostile, e garantendo alla società che la salvezza si raggiungeva tranquillamente. Penso che una piccola percentuale di questo miracolo calcistico è pure dovuta alla mia persona.

A salvezza già acquisita, per problemi personali, non potetti partecipare alla trasferta di Akragas avvisando la persona di fiducia del presidente Matachione, cioè l’amministratore unico del Portici, di questo inconveniente e non avvisando lui per non disturbarlo, preso dai tanti impegni. Cosa che poi non e andata giù al presidente, il quale non voleva che ci fosse un rapporto sia umano che calcistico con la sua persona di fiducia senza nemmeno sapere il motivo e per lo più avendo ammesso del mio errore, se propio errore lo vogliamo chiamare, in una telefonata.

Il calcio come lo interpreto io e fatto di passaggi fondamentali prima bisogna costruire rapporti umani e di rispetto e poi si passa al lato calcistico, cosa che non e mai avvenuta da parte del dottore Matachione, il quale avendomi mandato pure un messaggio per un incontro tra le parti in un giorno già stabilito, era da limare solo luogo ed orario, io subito ho dato piena disponibilità cosa mai avvenuta senza avvisare o per giusta causa e per lo più già sapendo di una riconferma di un tecnico e di eventuali riconferme di calciatori di contatti telefonici con DS e procuratori. Penso che, senza presunzione, toccava a me il compito di eventuali decisioni calcistiche in comune accordo con la società, se si rispettava la persona Mignano.

La cosa principale ed essere chiari con la città di Torre Annunziata e non prendere in giro una tifoseria una passione ed una fede, con questi presupposti sia societari che di obbiettivi prefissati a livello calcistico riferitomi telefonicamente, ho ritenuto opportuno farmi da parte perché Torre Annunziata ed il Savoia non merita di essere preso in giro avendo nel mio piccolo lasciato un buon ricordo, porterò sempre Torre Annunziata, il Savoia, la sua splendida tifoseria nel mio cuore sperando solo in un arrivederci”.