LND. Palla al centro, ci sarà il calcio d’inizio? Le ipotesi di ripresa

Il problema della ripresa dei campionati è un argomento spinoso che tocca anche il calcio dilettantistico e la LND. Cosimo Sibilia vorrebbe spingere fino all’ultimo per giocare le partite rimanenti, facendo valere i verdetti dei campi. Il prolungamento delle misure restrittive non ha certamente facilitato la situazione, soprattutto in campo organizzativo. Dai vertici della Federazione si spera di riprendere il 20 maggio, per chiudere massimo entro luglio, ma ancora è tutto da decidere.

Il prossimo 12 aprile, però, oltre alla Pasqua, sarà una giornata di bilancio dell’emergenza, capire per quanto tempo si prolungherà la Fase 1, quando comincerà la Fase 2 e se ci sono le modalità per organizzare una calendarizzazione dei restanti turni dei campionati. Intanto a Roma, nella Lega Nazionale Dilettanti iniziano a muoversi le prime ipotesi su come si potrebbe organizzare il finale di campionato, se concluderlo. Come detto, l’obiettivo del numero uno è quello di lasciare la parola al campo, chiudere la stagione e ripartire. Ci sono, però, dei reali problemi. In primis quello dei contratti. Salvo qualche elemento, la maggior parte dei calciatori sono vincolati fino al 30 giugno. La proposta della Fifpro è quello di prolungarli, ma quanto costerebbe alle società?

Nei piani più bassi del movimento calcistico nazionale, è ancora in alto mare la situazione stipendi per i calciatori, quindi sarebbe un vero e proprio labirinto trovare la via d’uscita. Lo stesso Sibilia ha parlato nei giorni scorsi di un calo di circa il 30% delle società in seguito all’emergenza. Si aprono tre possibili scenari. Il primo è quello che vede la chiusura totale del campionato, lasciando tutto in sospeso. Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione in campo regionale si penserebbe ad una promozione a tavolino delle prime due, blocco delle retrocessioni e un allargamento dei gironi nella prossima annata. A questa si aggiunge l’ipotesi di un abbuono della retta di iscrizione al prossimo campionato.

La seconda ipotesi è quella che prevede un lento allineamento e una lenta ripresa. Insomma il contrario di quello che è accaduto prima della sospensione. In base alla situazione emergenziale alcuni campionati, dove la situazione è contingentata, si potrebbe pensare ad una ripresa precedente rispetto ad altre regioni con una situazione più critica, tutto rigorosamente a porte chiuse. Idea che poco garba agli addetti ai lavori, anche perchè verrebbero meno gli unici, pochi, introiti di cui dispongono le società.

Infine è quello che vedrebbe una ripresa totale delle attività al termine dell’emergenza, ma i tempi sembrerebbero abbastanza lunghi, anche in virtù di una lontana ipotesi di ricaduta, come quella che sta affrontando la Cina. Infatti, già nell’ultima conferenza stampa, Conte aveva parlato di un lento ritorno alla normalità, ma in termini di tempo è molto complicato prevedere qualcosa.

Condividi