Le Streghe Benevento. La baby Girolamo: “Che nostalgia, tanto rimpianto per lo stop”

Squadra giovane, ben salda in vetta alla classifica, il Benevento, le Streghe, e in procinto di giocarsi con il Villaricca la finale della Coppa Campania. Così potemmo descrivere la formazione di Gerardo Zollo. La più piccola streghetta del gruppo è la figlia d’arte Francesca Girolamo.

Gioco a calcio da quando avevo 5 anni -racconta alla nostra redazione l’attaccante classe 2002- Mi sono avvicinata a questo sport grazie a mio padre. Quando iniziai a giocare faceva il presidente, ma a prescindere da ciò comunque sin da piccola invece di giocare con le bambole , per esempio, ho preferito sempre avere un pallone tra i piedi”. 

La scelta di sposare il progetto sannita ha delle motivazioni chiare per Girolamo: “Ho scelto il Benevento sia perché, comunque data la giovane età, era l’unico progetto importante sia per la crescita a livello calcistico che caratteriale. Sin da subito ho trovato persone che mi hanno fatto sentire a mio agio con le quali abbiamo raggiunto e continueremo a raggiungere grandi traguardi”.

Che il progetto femminile del Benevento sia uno dei più importanti nel panorama regionale non è cosa sconosciuta. A confermare, però, la determinazione e l’ambizione delle giallorosse ci sono i traguardi della stagione bloccata sul più bello. Il primato in classifica, numeri esorbitanti per quel che riguarda l’attacco e la difesa: “Siamo la squadra per me migliore di questo campionato non soltanto per l’attacco ma soprattutto per il gruppo che c’è dietro e per la giovane età che noi tutte abbiamo. Inoltre il merito per me va non soltanto a noi interpreti, ma anche ai nostri mister. Lo stop? C’è tantissimo rimpianto sia per la nostalgia della nostra passione, sia soprattutto per tutto il lavoro e l’impegno svolto durante questo lasso di tempo. A peggiorare la situazione quella finale di Coppa rimasta lì, in attesa di una disputa che probabilmente non si farà o farà rinviata. A pochissimi giorni dalla finale, c’era tantissima voglia di giocare, ma soprattutto la voglia di mettere a tacere tutte le voci che circolavano, zittendo tutte quelle persone che ci giravano intorno”.

Sport in rosa e cori contro. La cura dell’attaccante è semplice: “Quando gioco sono concentrata sulla partita non penso a ciò che mi circonda, altrimenti se ci mettessimo tutti a pensare quel che dicono sugli spalti, perderemmo tutte la concentrazione e la daremmo vinta a coloro che provano a deconcentrarci”.

Una finale di speranze e immaginario: “Prima della pandemia la immaginavo una cornice ricca di pubblico pronto a spronarci sempre, su una finale non c’è nulla da dire, la definizione stessa è esaustiva, non servono stimoli esterni, per le finali gli stimoli vengono da sè. E speravo in una finale, inoltre, come dire…tirata da entrambe le parti, come tutte le finali”.

Per il futuro, infine: “Spero innanzitutto che tutti i campionati di qualsiasi sport, in cui all’esterno vi è una passione forte ,ricomincino il prima possibile, appena la situazione si sarà ristabilizzata, Spero un futuro più roseo, in modo particolare nella squadra azzurra della Carpisa, perchè già da tempo sono interessati a me, ma per vari motivi non c’è stato modo di concretizzare il tutto. Prima di tutto, però, spero di realizzare tutti gli obbiettivi possibili con il Benevento e poi pensare all’avvenire”.