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LadieSoccer. Nella Grossi: calcio, storia di un grande amore

Il lato venusiano del calcio viene sempre considerato un lato oscuro, non affascinante, non spettacolare, che non merita attenzione e visibilità. Dietro questo lato ci sono atlete, allenatrici e anche giornaliste. Un lavoro certosino, quasi perfezionistico di persone che lottano contro la storia, ma anche contro la cultura per riuscire a svolgere l’attività che più amano senza sentirsi giudicate, guardate con sdegno e disgusto, ma soprattutto senza essere considerate come pezzi di carne posizionate lì per attirare l’attenzione e lo share davanti alla TV.

In questo senso Sport Campania ha deciso di dare visibilità al lato rosa del calcio, con la nostra nuova rubrica LadieSoccer. Per la nona uscita abbiamo deciso di raccontare Nella Grossi, presidente dell’Anfissc, Associazione, Nazionale Femminile Sostenitrici Squadre di Calcio. Nessuna intervista per questa volta, ma solo un racconto di una grande storia.

Capita spesso di sentirsi una donna in mezzo a mille uomini, specie se il mondo in cui vivi è quello del calcio. Sembra una frase fatta, quella appena scritta, forse anche senza senso, eppure quando vivi, lavori nel mondo pallonaro è semplice capirne il senso. Essere donna in un mondo di uomini è un peso quasi insostenibile, specie se ci si rende conto che gli sguardi che arrivano hanno sempre un’accezione negativa. Donne e pallone, un connubio che nonostante tutto ancora non si riesce a digerire, che trova sempre detrattori, che si parli di tifo, di giornalismo o di calcio giocato. Eppure già negli anni ’60 c’è stato chi, patriarcato dominante, è riuscita a esporsi, trovando il suo posto in un mondo sostanzialmente maschilista.

Nella Grossi e le Donne Biancazzurre, secondo club femminile più ...

Nella Grossi

E’ la mamma figurativa di ogni tifosa, è Nella Grossi. Nella, da bambina si è affiancava al mondo del pallone guardando la TV in un bar della stazione di Settimio Montesilvano, paese in provincia di Pescara in cui abitava,. Da qui nasce la passione per il Milan, che già a quei tempi faceva sognare i propri tifosi con campionati di altissimo livello. La prima volta allo stadio, però, non è stata per vedere il MIlan, ma per guardare una squadra locale, militante nei dilettanti. Qui, nasce la passione per il calcio, ma con la preponderanza di colori rossoneri. Aveva 12 anni Nella Grossi, che solo più avanti si rendere quasi pioniera di qualcosa di inimmaginabile.

Correva l’anno 1968, quando tra i sediolini dello stadio San Siro di Milano, Nella ebbe la sua  folgorazione: la fondazione del fan club Donne Biancazzurre. Come? Guardando uno striscione spuntare su per le gradinate del Meazza, firmato le Donne rossonere. Fu una promessa fatta al suo Achille, il marito, che era acconto a lei in quell’incontro, ma senza saperlo anche a tutte le tifose del Pescara. “Quando  il Pescara sarà in Serie A fonderò il club Donne Biancazzurre”. Così è stato nove anni dopo, quando nel 1977, il Delfino ha conquistato la massima serie. Il 20 luglio, 17 giorni dopo la storica promozione, nacque il primo fan club del sud Italia, il secondo a livello nazionale.

Nella Grossi si è fatta strada nel corso degli anni tra le varie tifoserie italiane e non solo, diventando, poi un emblema della tifoseria femminile. Un rapporto stretto con il Barcellona, ma non solo. Posti d’onore, accoglienza affettuosa. Segni ricevuti, ma anche donati, soprattutto nelle partite interne del Pescara, quando le donne biancazzurre accolgono le tifose avversarie con pranzi, cene e incontri più che cordiali.

Ora il fan club ha raccolto oltre 80 iscritte, mentre Nella nel 2020 ha festeggiato alla grande i suoi 80 anni.

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