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LadieSoccer. La strega Ciccarelli si mette a nudo: “Ho pensato di smettere, mia sorella? La mia ombra”

Il lato venusiano del calcio viene sempre considerato un lato oscuro, non affascinante, non spettacolare, che non merita attenzione e visibilità. Dietro questo lato ci sono atlete, allenatrici e anche giornaliste. Un lavoro certosino, quasi perfezionistico di persone che lottano contro la storia, ma anche contro la cultura per riuscire a svolgere l’attività che più amano senza sentirsi giudicate, guardate con sdegno e disgusto, ma soprattutto senza essere considerate come pezzi di carne posizionate lì per attirare l’attenzione e lo share davanti alla TV.

In questo senso Sport Campania ha deciso di dare visibilità al lato rosa del calcio, con la nostra nuova rubrica LadieSoccer. Per l’ottava uscita abbiamo deciso di raccontare Vittoria Ciccarelli, attaccante del Le Streghe Beneventomilitante nel campionato di Eccellenza Femminile.

Come nasce la tua passione per il calcio?

Nasce all’età di 6 anni, giocando nel parco con gli amici e con le mie sorelle e poi facendo la scuola media, i giochi della gioventù. Poi finita la scuola ho iniziato a giocare in varie squadre”.

L'immagine può contenere: Vittoria Ciccarelli e Carmela Ciccarelli, persone che sorridono, spazio all'aperto

Vittoria e Carmela Ciccarelli

Qual è il tuo percorso e cosa ti ha lasciato ogni esperienza?

Il mio obiettivo era quello di fare almeno un anno di nazionale italiana, ma non sono mai arrivata a quei livelli. Attualmente sono tesserata con il Benevento Femminile. Ho avuto varie esperienze in Serie B con la Domina Neapolis e Carpisa Yamamay. Ogni squadra in cui ho giocato nel corso degli anni, mi hanno sempre lasciato un’esperienza bellissima e se tornassi indietro lo rifarei altre 100 volte perché ho conosciuto persone veramente meravigliose”.

Dalla B all’Eccellenza come mai questa scelta?

Io sono stata un anno ferma perché avevo deciso di smettere perché dopo tanti anni di calcio avevo deciso di coronare il mio sogno: quello di sposarmi. A Gennaio del 2019 mi sono sposata, quindi avevo altro a cui pensare. Poi a settembre ebbi una chiamata dal Benevento, per iniziare un anno di Eccellenza con loro, in più c’era anche mia sorella nella rosa e così ho accettato questa proposta. Oltre ad essere una squadra di tante ragazze piccole di età, infatti io sono la più grande di tutte, sono bravissime sia umanamente che sportivamente. In più avevano bisogno di una mano per fare il salto di categoria ed io e mia sorella siamo state contentissime di accettare questa proposta per aiutarle”.

Cosa si prova a giocare con tua sorella? Come cambia, se cambia, il rapporto?

Con mia sorella gioco da tanti anni, quindi non ho mai avuto problemi. Anzi siamo state sempre l’una con l’altra: se lei mancava ad una partita la sua assenza la sentivo tantissimo come al contrario. E’ sempre stata la mia ombra ed l’ho sempre detto lei è il mio idolo, come io lo sono per lei. Anche se adesso viviamo in case diverse è sempre la mia piccola bomberina”.

Accetteresti mai un’esperienza senza tua sorella?

Già l’ho fatta quando andai al Carpisa e alla Nocerina quindi sono stata 2 anni a giocare senza di lei, mentre lei andò a  giocare a calcio a 5.  E ti lascio immaginare il vuoto che avevo e quando la vedevo, perchè lei quando non giocava con la sua squadra era sempre su gli spalti quindi morivo dalla voglia di averla al mio fianco. Se dovessi dire che lo rifarei…No, perché oltre ad essere stata un’esperienza veramente bella, per me è come se mancasse sempre qualcuno. e quel qualcuno era lei. Quest’anno giocare nel Benevento insieme è stato come tornare di nuovo bambine.”

L'immagine può contenere: 12 persone, tra cui Vittoria Ciccarelli e Carmela Ciccarelli, persone in piedi, cielo, bambino, spazio all'aperto e natura

Rosa del Le Streghe Benevento

Cosa ti ha regalato il calcio?

“Mi ha regalato tantissime emozioni, tante soddisfazioni e in più mi ha insegnato tanto: a rispettare il prossimo, ad essere una buona compagna di squadra, grinta, amore, mai arrendersi, voglia di vincere, e in più mi ha insegnato, come si dice a Napoli, “A CAZZIMMA”. Quello è il mio motto, in particolar modo quando mi trovo in campo”.

Cosa sogni per il calcio femminile?

“Sogno che, almeno qua al sud, cresca tantissimo e di vedere le tante ragazzine che iniziano ad amare questo sport arrivare dove io non ci sono riuscita. Sogno che ogni bambina viva una realtà diversa da come lo vissuta io. Tempi indietro”.

Per te è stato difficile?

Vabbè diciamo di sì, perchè ai tempi miei il calcio femminile non era molto seguito non c’erano gli appassionati e a volte vedevo in TV squadre di calcio femminile giocare ed io desideravo un giorno di vedermi anche io lì. Non è mai stato possibile proprio perchè anni fa era diverso e io veramente spero che tutto vada diversamente ed ogni ragazzina lo guardi con altri occhi e che possa sognare veramente una bellissima realtà”.

Dove ti vedi tra cinque anni?

Tra cinque anni che bella domanda…Scherzo mi vedo a fare la mamma. e in più la moglie come già sto facendo”.

Cosa ti auguri per le streghe?

Diciamo che il mio augurio più grande è di restare sempre compatte. Poi il tempo porta ad ogni obiettivo. Sono un po’ scaramantica quindi ti dico che grazie alla loro grinta e grazie alla loro capacità sono brave ad andare verso ogni obiettivo, anche perchè sono le mie piccoline. Voglio loro bene come se fossero le mie sorelle. Forza Streghe”.