In un territorio bistrattato e nel centro, spesso e volentieri, al centro della cronaca nera c’è chi con la forza ed il sacrificio cerca di riemergere. Tra questi c’è Carmine Luciano, 16enne di Scampia in corsa per la partecipazioni alle prossime Olimpiadi del Giappone del 2020, primo anno di partecipazione per il Karate.
Il napoletano cintura nera 2¬∞ dan nella sua giovane età vanta già una medaglia di bronzo ai Mondiali di Tenerife, un bronzo all’Europeo di Zagabria e il titolo di Campione d’Italia con la divisa della Nazionale azzurra, all’Open. A questi traguardi vanno aggiunti quelli di Campione d’Italia nei campionati Filjlkam a cui ha partecipato con la Palestra Universal Center di Scampia.
Attualmente a Roma in ritiro per la preparazione della gara di Sofia, in programma il 29 ed il 30 giugno, Carmine Luciano è ad un passo dal sogno. Infatti le gare di Sofia sono l’ultima tappa che separa la Nazionale del Capo allenatore Claudio Guazzaroni dalle prime Olimpiadi.
La nostra redazione ha contattato telefonicamente il campione d’Italia Carmine Luciano, fresco premiato al Vesuvio D’Oro dello scorso 18 maggio, che in esclusiva per la nostra redazione ha raccontato la sua storia.
Come ti sei avvicinato al Karate?
“E’ una storia davvero buffa. Quando ero piccolo ero appassionato di Dragon Ball, e cos√¨ ho deciso di fare Karate. Mentre mi allenavo, in palestra, il mio maestro si era reso conto che avevo un passo in più rispetto agli altri e quindi ho iniziato ad impegnarmi ancora di più”.
Chi è stato il tuo punto di riferimento?
“Il mio punto di riferimento è stata la mia famiglia che ha sempre fatto sacrifici per me. Ora che sono arrivato alla Nazionale cerco di impegnarmi al massimo per dare loro grandi soddisfazioni”.
Come ricordi la tua prima vittoria e com’è cambiata l’emozione con le ultime medaglie portate a casa?
“Ero molto piccolo quando feci la mia prima gara. Ero a Cervia e gareggiavo in un campionato italiano ACSI. Avevo molta paura dei miei avversari, ma grazie al mio maestro, Salvatore Serino, che mi ha sempre dato e continua a darmi una mano quando sono in difficoltà, riusc√¨ a fare un buon risultato. Arrivai al sesto posto. Poi man mano quando facevo le gare e mi sono avvicinato a gare più importanti. partecipai al Fijlkam e nella mia prima competizione arrivai al quinto posto, poi feci un primo posto nella categoria -47kg. L√¨ c’è stato il boom, perchp mi sono avvicinato al mondo della Nazionale,, alle gare all’estero fino ad arrivare a questo Mondiale. All’inizio è stato davvero difficile, perchè le altre nazionali erano molto preparate. grazie alla mia famiglia, però, arrivai l√¨ molto concentrato e riusc√¨ a conquistare tutti gli incontri fino alla vittoria del bronzo”.
Il Karate è una disciplina che richiede rigore, come la maggior parte delle arti marziali. Cosa può insegnare il Karate ai giovani?
“Di sicuro, fa formare il carattere. Insegna l’educazione e il rispetto verso gli altri. Infatti i maestri quando si entra in palestra cercano di educare i bambino, perchè i più piccoli sono sempre più vivaci. Con il passare del tempo iniziano anche a calmarsi e questo autocontrollo se lo portano come bagaglio anche quando diventeranno adulti”.
Lo sport come mezzo sociale per allontanare i ragazzi dalle strade, ma in prima fila si mette sempre il calcio. Quanto contano invece, per i giovani, ambienti come le palestre?
“Il Karate è più per l’educazione, e a differenza del calcio, in cui i bambini si trovano sempre all’aperto con i genitori, i tifosi. Qui invece si è al chiuso, quindi si ha a che fare con bambini più piccoli e i maestri”.
Scampia come emblema dell’illegalità per le cronache nazionali e locali, ma un luogo in cui i cittadini e gli sportivi stanno cercando di dare una riqualificazione. Cosa ti senti di dire ai ragazzi, pedagogicamente parlando, a rischio?
“Tutti dicono che Scampia è un quartiere non adatto ai bambini, ma con una famiglia forte e con sani valori alle spalle si possono raggiungere tanti traguardi, come quelli che sto raggiungendo io. Inoltre credo che i ragazzi debbano organizzarsi sulla scuola e sullo sport, perchè c’è troppa dispersione scolastica e non fanno sport, non vanno in palestra restando in strada con gli amici. penso, quindi, che sia importante andare a scuola e fare sport, bisogna dare delle soddisfazioni ai propri genitori e ai propri famigliari”.
Cosa ti senti di dire invece a chi discrimina Scampia?
“A volte hanno ragione, però pensano che in questo quartiere tutte le persone siano delinquenti o comunque tutte uguali e non è cos√¨. Da qui sono usciti atleti importanti come Pino Maddaloni, Clemente Russo, ci sono tantissimi sportivi che sono riusciti a conquistare le Olimpiadi. Penso, quindi, che a volte sbagliare a discriminare Scampia”.
Tornando al tuo prossimo impegno, sei in ritiro a Roma per preparare la prossima ed ultima tappa verso il Giappone, cioè le Qualificazioni a Sofia. Come la stai vivendo?
“Adesso che sono in ritiro già si sente l’aria della gara e infatti sono un po’ in ansia. Cerco di divertirmi e allenarmi per la gara”.
Fresco onorato a Ponticelli dal Vesuvio D’oro, con la consegna del Premio da parte dell’assessore allo sport di Napoli Ciro Borrelli, assieme ad atleti importanti come Clemente Russo e Pino Maddaloni. Che emozione hai vissuto?
“Mi sono ritrovato l√¨ con tantissime persone molto importanti. Ero emozionatissimo anche perchè ho fatto il primo discorso in un’occasione cos√¨. Ero felicissimo e appena ho preso il premio l’ho mostrato ai miei genitori”.
La nostra redazione coglie l’occasione per ringraziare Carmine Luciano per la disponibilità e augura a lui e a tutta la Nazionale Italiana di Karate ed Arti Marziali di conquistare un posto nelle Olimpiadi 2020.
Cristina Mariano




