Juventus. Tevez: “Per il momento la mia nazionale è a Torino”

“Ringrazio i tifosi per tutto quello che mi danno, vorrei ringraziarli in campo. La nazionale adesso per me e’ la Juventus”. Carlos Tevez si ‘confessa’ ai microfoni di Sky Sport 24: e’ diventato subito un idolo per i tifosi bianconeri e anche grazie a loro il fatto che Alejandro Sabella lo ignori per la selezione argentina pesa di meno. L’attaccante sudamericano e’ pronto per giocare un grande derby, domani allo Juventus Stadium arriva il Torino, una squadra da prendere con le molle e che nelle stracittadine mette in campo sempre qualcosa in piu’. “Credo che sia una squadra molto forte che all’andata in casa loro ci ha messo in difficolta’. Sara’ una partita complicata per noi”. Immobile ieri e’ tornato sulla foto pubblicata da Tevez su Twitter, dopo l’intervento dell’attaccante granata ai suoi danni nel derby d’andata. “Non l’ho postata contro di lui. Non l’ho mostrata contro Immobile, solo che i tifosi del Torino si sono arrabbiati per il nostro gol che era in fuorigioco. Per questo ho postato la foto – spiega l’Apache -. Perche’ si dice sempre che l’arbitro sbaglia a favore della Juventus, cosi’ la Juventus vincera’, ma io non sono d’accordo. Non ce l’avevo con Immobile, questo e’ il calcio, non era contro di lui, ma per chi critica sempre la Juventus per gli episodi a favore. Lui e’ molto in forma, dobbiamo stare attenti a Immobile perche’ sta molto bene. E’ un gran giocatore, non mi piace parlare male dei colleghi perche’ facciamo lo stesso lavoro, per questo ho grande rispetto”. La Juve arriva al derby dopo il 2-0 con cui ha regolato il Trabzonspor in Europa League, ma l’argentino e’ rimasto a bocca asciutta. “Sono contento, non ho segnato ma per me non e’ importante, credo che meno pensi al gol e’ piu’ sia facile segnare. Non e’ che diventi pazzo. La Champions e’ andata, adesso dobbiamo pensare all’Europa League e a fare un buon campionato. Ci teniamo alla coppa e vogliamo affrontarla con personalita’”. Il primo impatto con la Juventus non e’ stato semplice. “E’ vero, la prima settimana correvamo, correvamo, correvamo e basta. Allora ho chiesto: ‘Ma quando usiamo il pallone?’. In una settimana non l’avevo mai visto”. Pero’ con Conte c’e’ gran feeling. “C’e’ stato subito un bel rapporto, mi piace perche’ e’ un campione del calcio. Non vuole perdere nulla, vuole sempre vincere tutto. Non lascia niente al caso prima della gara, credo che prepari la partita come nessuno”.
In estate oltre a Tevez e’ arrivato anche Llorente. “Giocare vicino a lui e’ come avere la certezza di fare sicuramente un gol. Da’ tranquillita’ averlo vicino, e’ importante”. Ha ereditato la maglia numero 10 di Del Piero. “Dal momento in cui sono arrivato ho sempre rispettato la maglia numero 10 per il grande giocatore che l’ha sempre indossata. Per i tifosi e’ un numero importante, un simbolo. Quando metto la maglia della Juventus non mi interessa il numero che ho sulle spalle. So che devo dare il massimo per lo stemma della Juventus e per quello che rappresenta”.
Con i tifosi c’e’ un rapporto di reciproco affetto, ma anche con l’ambiente bianconero le cose vanno benissimo. “Credo che restero’ qui quanto basta, sto bene a Torino, siamo impegnati nel campionato e in Europa, voglio ringraziare i tifosi per l’affetto che mi danno. La Champions? E’ il sogno di tutti, speriamo che questo succeda… che si possa vincere la Champions”. C’e’ anche spazio per parlare di Balotelli. “Credo che i giornalisti e la gente pensino a lui come un bad boy, piu’ di noi che lo conosciamo davvero. Mario e’ un ragazzo molto buono, sempre sorridente, che sta bene”. I due hanno giocato insieme nel Manchester City, ma anche sul conto dell’attaccante della Juve se ne sono dette tante dal punto di vista caratteriale. “Io un bad boy? Mi sento sempre un bad boy – se la ride l’argentino -. No, non mi sento un bad boy, ma e’ come se lo fossi”. AGI