Poco da dire, poco da giudicare. La partita dello Juventus Stadium ha parlato chiaro e da sè. Dopo un avvio tattico e tirato dal timore di fare il primo passo ed un primo tempo giocato con il freno a mano tirato, la Juventus si conquista la vittoria, grazie anche alla complicità del Napoli, in particolare Ghoulam, suo malgrado assist-man dei bianconeri.
La prima frazione di gioco non regala particolari emozioni. Juventus leggermente più spregiudicata del Napoli, ma niente di pericoloso nè da una parte nè dall’altra.
La partita si infiamma nel secondo tempo, quando è il Napoli a costruire la prima palla pericolosa con Mertens. Il belga di fare un pallonetto a Buffon dopo un lancio lungo al bacio. Il tentativo non va a buon fine, ma gli juventini iniziano a pressare alto per non lasciar spazio agli azzurri.
L’assenza del centravanti si sente in maniera forte, anche perchè i colossi della retroguardia di Allegri non hanno vita difficile con i due folletti dei partenopei. A prevalere sono le difese, almeno fino alla prima marcatura. Dopo una respinta sporca Ghoulam non riesce a completare il disimpegno e svirgolando la regala a Bonucci. Il centrale dalle doti balistiche quasi raffinate la piazza dietro alle spalle di Reina.
Il vantaggio dura appena tre minuti e a riportare tutto in parità è Callejon, che riesce con un suo inserimento a sguisciare via dalla marcatura di Alex Sandro e a spiazzare Buffon. Da questo momento il match si gioca a tratti. Un po’ di paura, un po’ di insicurezza, un po’ di cinismo. Non è una partita che regala spettacolo dal punto di vista realizzativo. I centrocampi si annullano, cos√¨ come lo fanno le rispettive difese nei confronti degli attacchi. A decidere è ancora un errore degli azzurri. Ancora Ghoulam che serve in qualche modo Higuain al centro dell’area di rigore. L’argentino spara il siluro, Reina resta immobile e guarda il pallone schizzargli alle spalle.
Niente da eccepire fin qui, i punti interrogativi arrivano dopo. Sarri aveva messo le mani avanti “non è una partita decisiva” e lo testimonia il fatto, che mentre Allegri si sbraccia nella sua area di competenza lui è calmo in panchina e sperimenta.
A neanche metà del secondo tempo sostituisce Insigne che aveva ricevuto un colpo alla caviglia destra. L’allenatore, nonostante l’assist servito a Callejon, non si fida e manda nella mischia Giaccherini che si accavalla con Mertens in diverse occasioni. Poco da imputare al giocatore, che per infortunio prima per scelta tecnica poi non ha mai realmente giocato con i suoi compagni.
Ancora più inspiegabile poi è il terzo cambio: Hamsik esce per lasciare il posto ad El Kaddouri, anche lui con minutaggio quasi nullo. I ragazzi in campo non si lasciano intimorire dagli avversari, ma la differenza tecnica viene a galla, anche perchè il reparto avanzato non riesce più a sorprendere la difesa bianconera.
Sul finale il Napoli sfiora in un paio di occasioni il pareggio, ma troppo poco per riuscire a scalfire la famelica capolista.
Cristina Mariano



