Juve Stabia. Provedel incide il suo nome nella storia del calcio italiano

Ivan Provedel entra di diritto nella storia del calcio stabiese, ma sopratutto di quello italiano. È stata una serata a dir poco magica quella andata in scena venerdì allo stadio Cino e Lillo Del Duca per l’estremo difensore classe 1994. Il portiere di Pordenone, in occasione dell’anticipo della 23esima giornata di Serie B contro l’Ascoli di Roberto Stellone, ha ancora una volta vestito i panni del protagonista, stavolta però non solo con interventi prodigiosi, ma con un inaspettato gol arrivato al fotofinish che è valso oro per la Juve Stabia di mister Fabio Caserta. Quando tutto sembrava ormai perduto, con la seconda sconfitta di fila che si avvicinava inesorabile sulle spalle dei gialloblù, al 95′ su un calcio piazzato dalla sinistra battuto dal solito genio del centrocampo stabiese Giacomo Calò (re degli assist della Serie B con quota 8) arriva il gol del 2-2 a firma di un’imprevedibile Ivan Provedel.

“Ho cercato di dare una mano, ho visto la palla in zona e mi son detto, ‘dai provo a prenderla’ e mi sa che l’ho presa io alla fine, ma l’importante è il punto”. Ha commentato così nel post gara l’estremo difensore delle vespe dopo l’inaspettata rete del pari. E già, l’ha presa e come Provedel. Il portiere friulano, arrivato nel mercato di gennaio in quel di Castellammare, ha saltato più in alto di tutti punendo all’ultimo respiro una goffa uscita di Leali. Un imperioso stacco di testa, che in una gelida serata in terra marchigiana, ha scaldato i cuori dei supporter stabiesi presenti al Del Duca, andati in visibilio sul pari. Un pari vitale per la lotta salvezza della Juve Stabia che mantiene la distanza sulla zona play out (+2). Per una serata Ivan Provedel ha deciso di vestire i panni di Superman, incidendo con forza il suo nome nella storia del calcio italiano.

Un episodio simile non si vedeva dall’11 aprile del 1998, ovvero, quasi 20 anni fa. La Juve Stabia in quel frangente si giocava un caldissimo derby al Pertenio Lombardi con l’Avellino. Le vespe, all’epoca guidate da Pasquale Casale, anche in quel frangente erano sotto per 2-1, ma al 90esimo, proprio in un’azione a fotocopia come quella che ha visto protagonista Provedel, i gialloblù agguantano il pari con l’estremo difensore Francesco Bifera, un nome che a Castellammare ricordano con grande affetto. Il portiere con una sontuosa incornata punì gli irpini, salvando di conseguenza la Juve Stabia da una brutta sconfitta.

Il calcio sa raccontare storie al quanto particolari, ma allo stesso tempo a dir poco affascianti. Una di queste è legata proprio ad Ivan Provedel. Perché il calciatore delle vespe fino a 15 anni giocava da attaccante ai tempi prima delle giovanili del Treviso e poi quelle del Pordenone. Poi la volontà lo ha portato a mettersi i guantoni e giocare in quello che è il suo ruolo preferito, il portiere. Una mossa che gli permette a soli 19 anni di fare il suo debutto in Serie C con la maglia del Pisa (26 presenze, 2013/2014). Subito dopo per lui si aprono le porte della Serie B, dove indossa le maglie di Perugia, Modena, Pro Vercelli ed Empoli che lo rileva dal Chievo Verona nell’operazione che porta sul fronte opposto Manuel Pucciarelli. Nelle sue esperienze nel campionato cadetto totalizza la bellezza di 108 presenze. Poi l’esordio in Serie A proprio con la maglia azzurra dell’Empoli nella stagione 2018/2019. Quell’anno, sotto la guida di Andreazzoli, Ivan Provedel difende i pali dei toscani in ben 16 circostanze. Ma dopo la retrocessione in B dei toscani, lo spazio per il portiere 25enne diventa davvero poco. Nella prima parte di questa stagione, di fatto, Provedel si è sempre visto sulla panchina. A chiuderlo è stato la concorrenza di Alberto Brignoli. Da lì la decisone di sposare la causa della Juve Stabia per tornare ad essere al centro di un progetto. Infatti, a Ivan Provedel sono bastate appena 3 presenze con le vespe per prendersi le chiavi della porta gialloblù. L’estremo difensore ex Chievo Verona ha avuto un’impatto straordinario sulla piazza stabiese e la rete siglata venerdì al Del Duca lo dimostra ulteriormente. Provedel sposa a pieno tutte le caratteristiche che rispecchiano la Juve Stabia. Cuore, determinazione e una voglia incondizionata di non voler mollare mai.

La rete messa a segno da Provedel ha richiamato alla memoria di una vecchia conoscenza proprio del portiere in forza alla Juve Stabia. Infatti, ironia della sorte, l’ultimo estremo difensore ad essere andato in gol è stato Alberto Brignoli nel celebre Benevento-Milan del 3 dicembre 2017. Minuto identico, risultato anche. La posizione? La stessa. Anche la rete siglata da Brignoli arrivò sull’out sinistro all’altezza dell’area di rigore e calciata con un destro a rientrare. Quel pareggio consegnò al Benevento il primo storico punto in Serie A dopo 14 sconfitte di fila.

Ma nella storia del calcio italiano ci sono altri portieri che sono riusciti in diverse occasioni a tramutarsi in goleador. Tra questi c’è Lucidio Sentimenti che con le maglie di Modena, Juventus e Lazio, realizzò ben 5 reti, tutte su rigore (tra il 1940 e il 1959). A provare ad imitarlo fu Antonio Rigamonti che tra il 1967 e il 1986 ne fece 3 dagli undici metri con la maglia del Como in Serie B (Novara-Como, Como-Parma, Como-Perugia). Prima di Brignoli, l’ultimo ad aver segnato su azione è stato Massimiliano Taibi in Reggina-Udinese nell’aprile del 2001, gol che siglò con la maglia amaranto. In precedenza ad andare in gol fu Michelangelo Rampulla con la maglia della Cremonese nel derby contro l’Atalanta della stagione 1991-1992. Nell’elenco dei leggendari portieri goleador non può mancare Marco Amelia. Il portiere campione del mondo nel 2006 resta ancora l’unico portiere italiano ad aver segnato nelle Coppe europee. Amelia segnò di testa con la maglia del Livorno a Belgrado contro il Partizan in Europa League (2006-2007).

In cadetteria, invece, soltanto cinque sono stati i portieri ad andare a segno prima di Ivan Provedel. Il primo a vantarsi di questa storica marcatura è Vittore Martini. Il portiere, all’epoca tra i pali del Savona, nel 22 dicembre 1940 andò a segno contro il Siena su rinvio. Nella stessa stagione, Martini ritrovò nuovamente la via del gol in occasione dell’ultima giornata di campionato con la Cremonese, ma in quel caso la rete arrivò dal dischetto. Dopo ben 17 anni, a vestire i panni del bomber fu Giampiero Bandini, portiere della Triestina nella stagione 1956-57. Quell’anno Bandini chiuse con 2 gol all’attivo. Il promo arrivò a margine della prima giornata di campionato su rigore contro il Palermo (15 settembre 1957). Il secondo risale al 13 ottobre 1957 contro il Marzotto Valdagno, quella rete fu decisiva visto che il match finì sull’1-0. Nella stagione 1973-74 fu proprio Antonio Rigamonti, portiere del Como, a diventare il terzo estremo difensore in versione goleador. Mentre il primo gol di un portiere nel nuovo secolo porta la firma di Pierluigi Brivio. L’estremo difensore all’epoca del Venezia, a margine dell’ultima giornata di campionato, regalò ai lagunari un pari (2-2), segnando dal dischetto contro l’Empoli. L’ultimo portiere a trovare il gol, invece, è Christian Sebastian Cejas. Il portiere, allora in forza all’Ascoli, andò a segno dalla massima punizione nella gara con il Catania del 4 aprile 2003. Insomma, una folta schiera di portieri goleador a cui si è aggiunto anche il nome di Ivan Provedel, entrato di diritto nella storia del calcio italiano.

 

Nunzio Marrazzo