Il calcio femminile non è uno sport da sud: ecco perché

Stiamo assistendo sicuramente ad uno dei periodi più difficili e incredibili della storia del calcio femminile, una rosa di squadre sia in Serie A che in B incerta con clamorosi dietrofront dove a rimetterci sono sempre e solo le calciatrici.

Pensiamo però anche ad un altro fattore molto importante: la poca concorrenza di compagini del sud contro quelle del nord. Infatti tra Serie A e B le uniche “meridionali” sono Pomigliano e Napoli (tra l’altro nessuna avente un club maschile professionistico alle spalle). Una Serie B formata da 5 squadre romagnole(se vogliamo contare anche il San Marino) a fronte di nessuna squadra meridionale, perché la compagine più a sud del campionato cadetto è proprio la Lazio, stessa cosa possiamo dire della Serie A dove la regione con più squadre nella massima Serie è la Lombardia.

Un problema comune e non nuovo, ma di cui spesso si fa finta di niente soprattutto creando un effetto domino perché le giocatrici meridionali tesserate in queste categorie sono molto di meno rispetto alle colleghe del nord costringendole quindi a lasciare la propria terra d’origine per approdare al nord, se non addirittura all’estero. Una recidiva che non passa inosservata se si parla di evoluzione e di futuro del calcio femminile in questo paese.