Granata. L’amarezza di un capitano, Tufano: “Annata assurda, ma non siamo la Cenerentola di nessuno”

Tanta l’amarezza e la delusione per capitan Marco Tufano, che dopo due anni è tornato a indossare la maglia granata dell’Ercolanese. Un’Ercolanese che ha però avuto vita breve per le varie vicissitudini societarie che a ottobre ha portato ad una rottura insanabile con la tifoseria. “Siamo retrocessi, ma non morti” – parafrasando le parole del centrocampista ex Frattese che appena due anni fa aveva portato con Gigi Squillante l’Ercolanese del duo Mazzamauro-Annunziata in serie D,

“L’annata certamente non è da ricordare, è stata particolare sin dall’inizio -confessa ai nostri microfoni Marco TufanoUna squadra molto giovane fatta eccezione per alcuni di noi, inesperta, e per questo abbiamo pagato dazio. Purtroppo ci vuole un po’ di esperienza in questi campionati, ma nonostante questo voglio dire che questi calciatori come Gargiulo, Castagna e gli altri sono giovani ma buoni calciatori. Purtroppo inutile nasconderlo non ci aspettavamo un campionato cos√¨. Rispetto alla scorsa stagione si è alzata la qualità tecnica, è un campionato davvero difficile, ma c’è da dire che abbiamo risentito anche della situazione che si è venuta a creare”.

A dicembre una squadra certamente non da ultimo posto, che annoverava calciatori come Simone Figliolia, Emanuele Murolo, tra gli altri: “Noi calciatori dobbiamo certamente prenderci le nostre responsabilità -ammette Tufano- In campo ci andiamo noi, ma non è stata una passeggiata ritrovarci catapultati a Mugnano da un giorno all’altro e abbandonati dai tifosi. La tifoseria dell’Ercolanese è stata sempre competente, pretenziosa ma che non contesta, che ti permette di esprimerti al meglio senza pressione. La rottura è stata una discriminante di questa annata. Come ti ho detto -continua- la squadra è giovane e ne ha risentito molto di questa situazione. Non dovrebbe riguardarci qualsiasi situazione societaria, ma il fatto di giocare da soli, senza una tifoseria è stato davvero difficile”.

Ultime fatiche e poi annata in archivio, due partite da onorare. Il Granata domenica affronterà l Savoia di Campilongo e già si sta preparando alla penultima di campionato: “A parte poche partite, come quella contro il Gravina finita 5-0, quella contro il Taranto finita 7-0 con me e un altro calciatore fuori per squalifica, ci siamo sempre giocati la partita. Non siamo riusciti a fare risultato, fino a dicembre eravamo una squadra certamente non da ultimo posto. Non ci aspettavamo vita facile, sapevamo di dover lottare per salvarci, ma come ho detto prima, in quel contesto qualsiasi calciatore non sarebbe riuscito a far meglio. In ogni caso, siamo retrocessi, ma non abbiamo nessuna intenzione di essere una squadra materasso o di regalare qualcosa a qualcuno. Non vogliamo fare brutte figure. E’ ovvio che gli obiettivi del Savoia sono diversi, è impensabile che non giochino i play-off, ma ripeto noi ci teniamo a non fare brutte figure. Per quanto riguarda il Savoia, conosco diversi calciatori e sono molto legato al presidente Mazzamauro e a suo fratello Ciro e spero che possano arrivare tra i primi cinque”.

Due anni a lottare, ma al termine della stagione Tufano ha già le idee chiare per quel che sarà: “Dopo due anni ho voglia di cambiare aria, giocare per nuovi stimoli, ne sento il bisogno. Credo sia normale, no? Ho 35 anni e mi curo fisicamente, questa è la mia vita, il pallone è la mia vita e quindi ci tengo a mantenermi sempre in forma per giocare tutte le partite in tutto il campionato. Quest’anno ho salvato solo una partita, per squalifica, ci tengo a continuare a giocare con questo ritmo. Ho ancora voglia di farlo. Quindi, nonostante io non abbia ancora sentito nessuno, come ho detto voglio qualche piazza che possa regalarmi nuovi stimoli, che sia Eccellenza o Serie D”.

In quanto al titolo: “Non so cosa faranno, sai da qui ai prossimi tre mesi possono cambiare tante cose. Sicuramente si sono avvicinati molti imprenditori per far calcio, ma ancora è tutto in fase embrionale. La possibilità è che restino a Mugnano e cambino la denominazione in Campania. Ripeto, però, da qui all’estate possono cambiare tante cose”.

Una chiosa con un pensiero particolare: “Vorrei chiudere spendendo due parole e rivolgendo il mio pensiero a mister Antonio Maschio. E’ è il secondo anno che sono con lui, per lui è il secondo anno di carriera. Devo dire che anche per lui l’annata è stata quel che è stata, ma è un ottimo allenatore, preparato giovane e che farà carriera. Ancora oggi prepara le partite come avessimo ancora gli obiettivi in palio, studia le mosse, gli avversari, ecc. Davvero è un tecnico molto preparato”.

Cristina Mariano