Gelbison. Tra bilanci e confessioni, ecco l’addio di De Felice: “Rossoblù nel mio cuore, sulla fusione…”

L’ultima parte di campionato per la Gelbison è stata un po’ difficile, ma stringendo i denti la squadra guidata da Severo De Felice ha trovato la salvezza senza passare dai play-out. Per la nona stagione consecutiva, quindi, la società cilentana può mettere la ciliegina sulla torta coronando la sua permanenza nel massimo campionato dilettantistico.

Una salvezza e un finale, comunque che ha trovato dei muri su cui scontrarsi ma che sono stati abbattuti. Infatti nelle ultime giornate il tecnico Severo De Felice ha subito delle contestazioni con una parte della tifoseria: “Ho sempre detto e mai mi rimangerò questa frase -confessa- che il 99% della popolazione di Vallo della Lucania, tifosi e non, sono brave persone. Come in ogni città, però, esiste un 1% con i quali non si può ragionare, che sono non dei tifosi, ma degli addetti ai lavori che usa i mezzi di comunicazione per sfogare la propria frustrazione e critica a prescindere. A me di questa piccolissima percentuale non importa, ma conta solo il 99% cui ho parlato. E’ però inevitabile che ci siano delle discussioni e degli scontri verbali con queste persone”.

Fatte queste dovute spiegazioni sulle contestazioni il tecnico pugliese fa un bilancio della stagione: “Credo che questi ragazzi abbiano onorato la maglia, hanno dato tutto, cuore e anima per la Gelbison, ma come ho detto sempre -spiega De Felice- nel calcio l’imponderabile è dietro l’angolo e per questo motivo non bisogna mai sottovalutare nulla. Dopo le partite con Francavilla e Granata sembrava che la salvezza fosse dietro l’angolo, ma siamo stati colpiti da infortuni e squalifiche che hanno reso la rosa ancor più rimaneggiata di quanto non fosse. Abbiamo trovato delle difficoltà e subito delle contestazioni, come detto, il tifoso vuole sempre vincere è ovvio ma bisogna che ci sia un po’ di cultura sportiva e capire che non è tutto semplice come si pensa”.

Messo da parte il bilancio si ritorna sulla minaccia di dimissioni arrivata dopo la partita contro il Gravina: “Sono rimasto solo per l’affetto che mi legava al patron Riccardo Paolino -confessa- In questi mesi ho sempre cercato di consigliare dei cambiamenti che avrebbero permesso di fare bene, ma come ho detto manca la cultura sportiva il che non vuol dire che chi era nella Gelbison fosse incompetente, ma bisogna capire che i miracoli si fanno una, massimo due volte. Io mi auguro che ci sarà un futuro per la Gelbison e che in questo futuro ci sia ancora Riccardo Paolino perchè lui è sempre stato in grado di mettere una toppa alle tante piccole falle che ci sono state”.

Questione futuro Gelbison e ipotesi fusione: “Io sono affezionato a questi colori -commenta De Felice- quindi mi auguro che si trovi una soluzione per il futuro del calcio a Vallo della Lucania. E’ una società che è giovane, ma non ha mai fallito ed è da nove anni consecutivi in Serie D. Sarebbe un vero peccato se dovesse sparire. In quanto alla fusione, spero che non si verifichi per le motivazioni che ho detto poco fa, ma mi pare di aver capito che non se ne farà più niente perchè i tifosi hanno contestato duramente e si sono mobilitati per evitarlo”.

Ultime battute infine per il futuro dello stesso De Felice: “Adesso solo delle chiacchierate, sai il periodo com’è. Sono sondaggi che comunque fanno piacere. In ogni caso io vorrei continuare a lavorare come ho sempre fatto, ma avendo maggiore organizzazione in modo tale che io possa fare solo l’allenatore e non ricoprire altri ruoli”.

Cristina Mariano