Gay a Sochi. Le scuse di Pescante: “Termini impropri, ma difendevo i Giochi”

“Riconosco di aver adoperato dei termini impropri, ma il discorso e’ piu’ ampio. Parte della mia dichiarazione e’ stata estrapolata da un discorso piu’ completo che mirava alla difesa dei Giochi Olimpici”. Lo ha dichiarato l’ex presidente del Coni e membro Cio Mario Pescante ospite di Rainews24, chiarendo le sue dichiarazioni di ieri che hanno suscitato scalpore a livello internazionale.

“E’ assurdo che un Paese invii in Russia quattro lesbiche solo per dimostrare che in quel Paese i diritti dei gay sono calpestati. Lo facciano in altre occasioni” aveva detto ieri Pescante nel corso del Consiglio Nazionale del Coni puntando il dito contro gli Stati Uniti. “Negli ultimi 25-30 anni le Olimpiadi hanno sempre rischiato di essere vittime dei malesseri della societa’, in questo senso c’e’ da preoccuparsi anche per Rio. Io penso -ha chiarito Pescante- che la cattiva politica non deve entrare nello sport, deve entrarci quella della tregua olimpica, quella che ha riavvicinato Stati Uniti e Cina con un incontro di tennistavolo, quella che ha permesso a Germania Ovest ed Est di sfilare assieme quando erano divise. Il mio rammarico e’ che lo sport quotidianamente lotta contro ogni tipo di discriminazione. Io omofobo? Mi fa sorridere. Ho solo cercato di difendere le Olimpiadi dalla cattiva politica. Si e’ arrivati al boicottaggio del 1980 per cattiva politica, a quello del 1984 per lo stesso motivo, nel 1988 era stato chiesto per la dittatura in Corea, a Pechino per l’occupazione del Tibet, adesso a Sochi quest’ultimo discorso. Questi diritti sono fondamentali, condivisi, io sono contro l’omofobia, ma anche contro il sostenere questi temi sempre e solo ai Giochi Olimpici.Questo indebolisce i Giochi che sono incontro, pace, fraternita’.Il problema reale si chiama terrorismo, il Cio puo’ fare poco per questo, puo’ difendere le Olimpiadi visto che queste cose indeboliscono i Giochi”. Pescante chiarisce ancora:”Ieri segnalavo che tutto cio’ indebolisce le Olimpiadi che comunque sopravviveranno ma e’ un peccato perche’ per l’abbattimento di ogni tipo di barriere bastano atti quotidiani. Lo sport la sua battaglia quotidiana per affermare questi diritti e considerare gli uomini tutti uguali lo fa ogni giorno”. E il terrorismo in vista delle Olimpiadi di Sochi mette paura, saranno Giochi militarizzati con oltre 40.000 poliziotti presenti. “Siamo vicini alla Cecenia, la situazione e’ quella che e’. Non c’e’ un’isola felice al mondo in cui questo non possa capitare, non si e’ scelto questo posto per correre dei rischi. Siamo preoccupati, nessuno puo’ garantire al 100%, ma stanno facendo di tutto per garantire la sicurezza”. Agi.

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