FIGC Campania. Incontro società-arbitri poco fruttuoso: ecco come è andata

Doveva essere l’incontro tra la classe arbitrale campana e le società calcistiche campane, quello annunciato proprio ieri dal presidente del Comitato Regionale FIGC Campania Salvatore Gagliano, ma invece cos√¨ non è stato.

Secondo le indiscrezioni raccolte della nostra redazione, l’atteso incontro nel “Salone dei Marmi” di Salerno non è andato a buon fine. Forse colpa anche della location che non ha permesso a buona parte delle società di raggiungere comodamente il punto prestabilito. Poche società e pochi calciatori in contrapposizione ad una folta rappresentanza della classe arbitrale di circa una trentina di elementi.

Ecco i presenti, ovviamente Gagliano e i suoi consiglieri, il Questore di Salerno Maurizio Ficarra, il Prefetto di Salerno Francesco Russo, il delegato CONI di Salerno, il Rettore dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti e Raffaele Di Fusco. Oltre all’intera AIA – Campania, con Narciso Pisacreta e Virginio Quartuccio ed altre 37 unità. La nota dolente viene dalle società calcistiche. Appena 15 società rappresentate, per un totale di 30 persone, a fronte delle circa 96 società. Di queste solo un paio del territorio salernitano, poi il Mondragone, la Mariglianese e altre squadre da fuori provincia.

Forse un vero e proprio flop. Di certo un’organizzazione che si preannunciava ottimale, come consuetudine per lo staff di Gagliano, ma che alla fine si è rivelata infruttuosa per gli obiettivi prefissati, ossia quello di “quello di tenere lontano dai terreni di gioco e dagli spalti la violenza”.

Doveva essere un incontro tecnico, per avvicinare le parti ed entrare uno nei panni dell’altro. Una sorta di corso di aggiornamento per il nuovo regolamento degli arbitri con tanto di filmati e spiegazioni proprio da parte dei rappresentanti dell’AIA. Si è rivelato, invece, un prolisso incontro in cui la pompa magna ha preso il posto dell’efficienza e dell’efficacia. Non si è tenuto il tanto cercato confronto tra le parti, anche perchè in due ore circa di presentazioni, le società non sono riuscite ad aprire bocca.

Tanto risentimento e tanto malumore da parte delle società e dell’AIA che si sono sentiti usati per una cerimonia che non ha portato frutti. A confermarlo l’allontanamento anzitempo di calciatori, allenatori e presidenti, che non hanno aspettato la conclusione dell’incontro.

Giorno sbagliato, orario sbagliato, location sbagliata, che è andata a penalizzare i tre quarti delle società partecipanti alle due competizioni regionali.

Gianfranco Collaro