F1. Jean Todt sul dramma Schumacher: Il mio ricordo più bello è con Michael

Ieri la notizia di Gary Hartstein, ex delegato medico per la F1, ha impietrito tutto il mondo: l’idea di uno Schumacher inerme, senza possibilità di ripresa, zittisce i tifosi e l’intero staff della Formula 1.

Quando si parla di Schumacher e dei suoi successi, la mente, senza riflessioni, rimanda subito ad un altro protagonista dei bei tempi andati, quelli delle vittorie consecutive delle rosse Ferrari, quando le bandiere sventolavano al pugno alto di Michael e ai box gli omini dalle tute rosse saltavano, entusiasti del loro lavoro: si tratta di Jean Todt, il finlandese, ex tecnico Ferrari, calzato nel mondo dei motori sin da giovanissimo.

La sua smania di perfezionismo lo ha reso una delle figure più semplici e flemmatiche della Formula 1, dandogli la possibilità di ottenere un ruolo in qualità di dirigente della FIA.

Molte volte però, ha dichiarato Todt con rammarico, l’idea della perfezione va di pari passo con l’ansia, la compiutezza permette di migliorare costantemente ma, d’altro canto, comporta un perenne stato di insoddisfazione. Forse questa sensazione è legata anche al mio nuovo incarico, quello di presidente della FIA ha affermato, In realtà, in passato, quando ero team-principal, c’era un momento in cui mi sentivo soddisfatto: quello compreso tra il dopo-gara di una vittoria della domenica pomeriggio e il luned√¨ mattina: l√¨ s√¨ che riuscivo a gustarmi il sapore del successo. Ma ora, in questo nuovo ruolo, non riesco più a godermi nemmeno quello.

Quasi tutti gli istanti di successo e quelli post-gara sono orgogliosamente esibiti nel suo ufficio, presentati da fotografie: alcune vecchi, senza colori, quelle dei campionati di rally; altre colorate di un solo colore, il rosso Ferrari. E con rammarico il suo pensiero si aggrappa alla speranza di ritrovare Michael Schumacher di nuovo nella sua monoposto: Il ricordo più bello della mia carriera è quando Michael Schumacher vinse il Gran Premio di Suzuka, in Giappone, nel 2000. Ricordo come se fosse oggi quando lo issai in trionfo e gli dissi che eravamo riusciti a raggiungere l’obiettivo che ci eravamo posti entrambi al nostro arrivo in Ferrari, e che le nostre vite professionali non sarebbero più state le stesse, cosa che, in effetti, si è verificata. E fu davvero cos√¨, da quel momento si apr√¨ un capitolo, quello delle 5 vittorie consecutive per il mondiale costruttori e quello del mito ‚ÄòSchumacher’, nel pieno delle sue capacità fisiche.

 

Elena Cuomo