Ercolanese. Tifosi, Solaro e amarezza: una città in cerca di calcio

I lavori allo stadio Solaro di Ercolano procedono nel migliore dei modi. La tifoseria ha chiesto e ottenuto la possibilità di vedere installato sul manto erboso, il sintetico compatibile con la certificazione FIFA Quality Pro che permetterebbe di sognare in grande.

Certo non basterebbe questo e la costruzione della tribuna ospiti a rendere l’impianto sportivo della città degli scavi idoneo alla disputa della Serie C, ma sicuramente è un grande passo avanti. Lavori che procedono, quindi, ma con tanta amarezza da parte sia della tifoseria sia dell’Amministrazione Comunale che comunque si sta impegnando per rendere Ercolano una città accogliente per il calcio. La squadra che attualmente milita in Promozione non sembra essere una rappresentanza della 1027 e non a caso arriva un duro comunicato da parte di chi sta lottando affinchè la gloriosa Ercolanese torni a solcare i palcoscenici del calcio regionale e non solo. Ancora manca una cordata, manca una struttura, manca una squadra che possa prendere l’eredità della 1924, quel che non manca invece è la diffidenza da parte dei supporters granata che non riescono più a tollerare di essere “appoggio di titoli sportivi e presidenti che niente hanno a che vedere con la 1924″.

Affermazione che apre a malinconia e che butta sale sulla ferita mai cicatrizzata che ha lasciato l’abbandono in sordina di Alfonso Mazzamauro e del titolo sportivo, mentre Ciro Buonajuto e la sua amministrazione stavano lavorando affinchè il tandem Annunziata-Mazzamauro potesse progettare un futuro roseo e splendente. Una storia che si infrange con il presente, quello che sembrava portare verso Oreste Vigorito e una nuova squadra in onore del padre, tifoso dei colori granata. Una pista sfumata ancora prima di prendere realmente quota. Ercolano sogna, sogna e non si dispera, mentre è tutto in mano a chi per la 1924 darebbe anche la vita.

Ecco, l’Ercolanese ha una tifoseria, ha una voce, ma manca la struttura, la personificazione, come fossimo di fronte ad una invocazione che dà voce ai prescelti, in attesa del suo messia.