La squadra di Squillante, in corsa per il quarto risultato utile consecutivo di campionato, mentre i molossi cercano la vittoria dopo il pareggio della scorsa giornata. Una gara difficile da decifrare, che all’avvio è molto combattuta tra le due squadre, che non si risparmiano in campo. I granata attuano un pressing asfissiante, provando poi a ripartire con lanci rapidi e lunghi. La Nocerina gioca palla a terra gestendo il possesso palla, ma non è abile a concretizzare. Le due compagini si annullano a vicenda, si deve attendere quasi la mezz’ora per la prima vera conclusione con Russo, ma Mascolo fa buona guardia. La risposta dei padroni di casa è affidata a El Ouazni che comodamente si gira in area e calcia, ma Gomis ci mette la manona. Sfida nel complesso equilibrata, la lotta a centrocampo è serrata e dura fino alla fine della prima frazione di gioco, con le squadre che vanno a riposo col risultato fermo sul pareggio.
Inizio ripresa di stampo molosso, la Nocerina si divora due reti nel giro di pochi minuti, prima con Alvino e successivamente con Ragone. Diversamente, i granata si difendono come possono, per provare la ripartenza giusta. Entrano prima Minopoli e poi Giacobbe per rivitalizzare la manovra dell’Ercolanese. Liccardi entra al posto di Cavallaro per dare maggior peso all’attacco rossonero. I molossi a trazione anteriore, ma inefficaci sotto porta. Gli uomini di Squillante attendono guardinghi e alla prima occasione sbloccano il match con una ripartenza rapidissima con Rossi che premia l’inserimento di El Ouazni. Prova l’immediata reazione la squadra di Morgia (fuori per squalifica, ndr) eh si conclude con un nulla di fatto. L’Ercolanese gestisce bene il vantaggio, reggendo le offensive dei rossoneri. La Nocerina si riversa in attacco nel finale e viene punita da Rossi che porta i granata sul 2-0, consegnando difatti la vittoria ai suoi compagni.
Ancora una vittoria per l’Ercolanese che continua a volare in classifica a punteggio pieno dopo quattro gare. Mastica amaro la Nocerina che cade al “Solaro” ma a testa alta.
Gianfranco Collaro




