Ercolanese. El Ouazni a cuore aperto: “Ringrazio tutti, il mister mi ha permesso di raggiungere questo traguardo”

Chiuso il campionato regolare, l’Ercolanese si approccia ad affacciarsi alla prossima, quella con la Nocerina valevole per la semifinale dei play-off. Il pareggio con il risultato di 2-2 contro l’Ebolitana ha certificato il quarto posto, e grazie alla doppietta di ieri, Bruno El Ouazni ha vinto lo scettro di capocannoniere del girone I di Serie D.

Sono 21 i gol messi a segno dall’attaccante italo.marocchino che come l’anno scorso ha dovuto far fronte a degli infortuni. A differenza della scorsa stagione, però, non si è trattato di problemi muscolari ma un’operazione al setto nasale ed una sublussazione alla spalla che l’hanno tenuto fuori per dieci giornate circa. Restano, quindi, dietro Vasquez e Bonannano, fermi a quota 19.

Da fresco titolato, l’italo.marocchino è stato contattato dalla nostra redazione, alla quale a cuore aperto ha raccontato il suo passato e il suo presente: “Innanzitutto vorrei ringraziare tutti, la società, i Presidente, tutta la dirigenza, i magazzinieri, il tecnico, il direttore, perchè hanno creduto in me anche quando un’altra società non l’avrebbe fatto. In particolare, devo ammettere sono un po’ di parte, il direttore Marco Mignano, perchè lui è stato il primo a credere in me dopo la stagione da dimenticare. Per me lo scorso anno è stato davvero disastroso, ho fatto venti presenze, ma sono tutti scaglioni di partite, quasi mai una partita intera. Sono stato assillato dai problemi muscolari che non mi hanno mai permesso di esprimermi al meglio e ripetere la stagione della promozione. Ripeto un’altra società non mi avrebbe confermato, l’Ercolanese, e in particolare Mignano mi hanno fermato, continuando a darmi fiducia. Per me questo è importantissimo. Un altro grande è sicuramente mister Squillante, appena arrivato ha chiesto la mia conferma e anche questo mi ha dato la forza di ricominciare da dove avevo lasciato. Sono entrato con la pressione, con la paura di non riuscire a tornare quello che ero, invece sono arrivato alla fine della stagione a essere il capocannoniere. Anche quest’anno due infortuni mi hanno tenuto lontano dal campo e questa volta, però sono stati infortuni di trauma e non muscolari. Adesso ci sono i play-off e non voglio di certo fermarmi”.

Soffermandoci proprio sul passato, partiamo dai ricordi belli, quelli che per sempre faranno emergere un sorriso. Stadio Giraud, partita col Savoia che vale una stagione. Bruno El Ouazni arriva da infortunato ma ecco la sorpresa: “Non mi ero allenato per una settimana intera, il mister mi ha tenuto fuori perchè zoppicavo, non voleva rischiare considerato il calibro della squadra e il tipo di partita che si aspettava. Arrivati al sabato mi comunica la convocazione, ma solo per numero, per avere le presenze in panchina. Arrivati al giorno della partita zoppicavo ancora, ero in panchina e dopo mezz’ora si è infortunato Salvati. Ho fatto un sospiro di sollievo, perchè conoscendo il mister mi immaginavo che prima o poi si sarebbe inventato qualcosa. Invece mi chiama e mi dice di scaldarmi. L√¨ per l√¨ pensavo ce l’avesse con qualcun’altro, essendo salvati un difensore e sono rimasto seduto. Appena due minuti dopo mi ha urlato e strattonato per farmi alzare a riscaldarmi. Sono entrato, ho fatto un assist e un gol in dieci minuti, poi ho chiesto il cambio perchè zoppicavo e non ce la facevo. Diciamo che questa è la dimostrazione di come mister Squillante sia capace di leggere le partite. Ci sono tecnici bravi, ma questa capacità di capire la partita e fare i cambi azzeccati ce l’hanno in pochi, lui è uno di questi. Anche quest’anno spesso e volentieri i cambi sono stati decisivi nel corso delle partite, basta pensare alla partita col Portici, entrato Coppola e ha segnato a pochi minuti dalla fine. Poi anche in un’altra occasione, in cui entrarono Tedesco e Fontana uno fece assist e l’altro gol. Ma in tante occasioni davvero i cambi hanno poi deciso il risultato. Per me è un onore avere un allenatore come lui, perchè è riuscito a farmi diventare capocannoniere per la prima volta”. Poi ricordi meno piacevoli, quando era considerato un buon giocatore solo per l’Eccellenza: “Non voglio tornare più su questa storia, perchè alla fine per me l’importante è fare bene. Poi ognuno può pensare quello che meglio crede. Bravo due volte Squillante a valorizzare in questo modo un giocatore buono per l’Eccellenza”.

Un rapporto particolare con il diesse Mignano, come proprio l’attaccante ha confermato: “Con lui, ripeto, sono di parte perchè il nostro rapporto va oltre tutto, oltre il rapporto professionale. L’ho avuto come direttore solo in tre o quattro stagioni, ma credo che sia davvero un direttore preparato. Spero e credo che merita altri palcoscenici, altre categorie. per me è superiore ad alcuni direttori che sono in Serie A. Adesso sembra facile parlare perchè tutto è finito bene, siamo quarti, ma Mignano davvero è un addetto ai lavori di altro livello”.

Tornando al presente, alla stagione appena trascorsa. Spesso e volentieri lo stesso Squillante si è soffermato a sottolineare come l’assenza di El Ouazni nelle prime giornate di campionato ha condizionato non poco il cammino dei granata: “Purtroppo è vero, perchè le squadre del mister sono come un congegno. Tutti sono indispensabili, anche se gli altri hanno dato il possibile non siamo riusciti comunque a segnare nel corso di quelle partite, non solo per la mia assenza, ma anche per l’assenza di Sorrentino dopo la partita col Troina, Ausiello, Costantino, Vitiello. Sono mancati i senatori e quindi il gioco ne ha risentito un po’. Questo poi non è successo nella seconda parte di campionato, quando sono mancato per l’infortunio alla spalla. Per fortuna siamo riuscici a riprenderci. Con me lotta promozione? Non lo so dire, quel che è certo è che le assenze hanno pesato, per i motivi che ho detto prima.”. Crollo a Nocera, una partita, anche quella, che probabilmente in qualche modo ha allontanato e spento la corsa per un posto ancora migliore: “Partiamo dal presupposto che al San Francesco non è mai facile. Poi nonostante avessimo preparato al meglio quella partita, siamo stati sfortunati. Dopo pochi minuti è arrivato quel gol rocambolesco, tra mille piedi Russo è riuscito a segnare. Questo ci ha destabilizzato psicologicamente, ci stavamo per riprendere ed è arrivato un altro gol da calcio piazzato direttamente in porta. La Nocerina ha questi giocatori, che possono metterti il pallone dove vogliono e tutto diventa complicato. Purtroppo l’abbiamo riaperta troppo tardi, non potevamo fare nient’altro. Adesso ci troviamo a doverli affrontare di nuovo, chissà, sarà destino. Stavolta speriamo che il risultato sia a nostro favore. Non mi lascio condizionare dal comunicato della società, perchè anche il Gela ha fatto lo stesso eppure dopo le ha vinte quasi tutte. Non possiamo e non dobbiamo sottovalutarli, perchè non credo che regaleranno niente”.

Si conclude il campionato con 10 punti in più rispetto al girone d’andata, la possibilità di andare a giocarsi un posto importante per un eventuale ripescaggio: “Si come ho detto ci siamo ripresi alla grande. Siamo il terzo attacco e abbiamo 10 punti in più rispetto al girone d’andata. Adesso ci andiamo a giocare questa occasione. Un possibile ripescaggio? I presidenti Annunziata e Mazzamauro sono persone che vogliono regalare tante soddisfazioni a questa città e vorrebbero sicuramente andare a fare calcio in categorie superiori. Per me questa società può e merita di fare anche la Serie B. Credo, quindi, che se dovessimo metterli in condizione di provarci, ci proverebbero”.

E prima di concludere ancora un ringraziamento: “Come ho detto ringrazio tutti perchè mi hanno messo in condizione di riscattare quell’annata maledetta. Ho parlato del direttore, ma se sono qui è anche per la società che davvero non ci ha mai fatto mancare niente, credo che è una delle migliori società che questa categoria possa avere. Sappiamo i problemi che ci sono nel calcio e quindi sono felice di essere con loro. Un altro ringraziamento va anche ai tifosi che mi hanno voluto bene subito e non mi hanno mai abbandonato”.

Cristina Mariano