El Ouazni, il Foggia e la quarantena: “Restiamo a casa, manca il calcio, ma ora aiutiamoci”

Allenamento, calcio e quarantena. Un connubio che sembra aver trovato, in qualche modo, un suo perchè, una sua vita. Una vita non certamente facile per gli atleti, che nonostante mettano, ora, l’emergenza sanitaria non vedono l’ora di tornare in campo, a giocare e vivere nella normalità.

Tra questi c’è Bruno El Oauzni, attaccante italo-marocchino che attualmente milita nel Foggia: “E’ difficile la quarantena, difficile specie per coloro che come me praticano sport -commenta il centravanti ai nostri microfoni- E’ un sacrificio che, però, dobbiamo fare affinchè possiamo ritornare alla normalità, ma soprattutto lo dobbiamo fare per salvare e salvaguardare persone che hanno problemi. E’ pesante, non lo nego -aggiunge Bruno El Ouazni- ma la vivo con spensieratezza se penso che questo sacrificio è un contributo servirà ad aiutare le persone che non stanno bene e che con un contagio del genere potrebbero morire”.

Calcio fermo già da tre settimane nella Serie D, quando Cosimo Sibilia, assieme agli altri dirigenti hanno deciso di sospendere il campionato una settimana prima della FIGC e del CONI: “Ora come ora è difficile parlare di calcio e del campionato. Il pensiero va ovviamente all’emergenza, sperando che questo momento difficile passi in fretta e che si ricomincia giocare il prima possibile, che è un sinonimo di normalità. Dal canto mio spero che si riprenda anche più in là a quel punto, però, entra in campo anche la società, o meglio le società a cui spetterà decidere”.

Foggia e quarantena: “Con la squadra ci sentiamo -racconta El Ouazni- ma non parliamo di pallone, ma chiediamo com’è la situazione nelle zone di ognuno di noi, chiediamo come stanno, se ci sono problemi. Il calcio, al momento, è l’ultimo pensiero. Nonostante questo, spero che tutto ritorni al più presto alla normalità e che quando questo accadrà possa tornare a correre nello Zaccheria. La situazione nostra? Al Foggia per fortuna non ci sono casi positivi. Ci siamo fermati che ancora la città non era stata colpita dal virus, su questo siamo stati fortunati”.

Calciatori, richiesta di tutela da parte dei calciatori nei confronti del governo e possibile taglio degli stipendi: “Credo che se i calciatori facessero davvero un’iniziativa di questo tipo sarebbe giusto. A volte le società, quando le cose sono a loro favore, si paragonano alle società di Serie A. In questo caso non è così, perchè noi che viviamo di calcio o con un lavoro part-time non possiamo avere un taglio degli stipendi o addirittura la sospensione. Per i calciatori di Serie A un taglio del 30% non è  tanto, sono spiccioli se si pensa a quanto ammontano i loro ingaggi. Per noi è tutt’altra storia”.

Una chiusura con un messaggio per il momento: “Io -conclude El Ouazni- so che le persone, la maggior parte almeno, segue le normative del Governo di restare a casa. Mi rivolgo, quindi, a chi tutt’ora non segue le misure cautelative e la quarantena. Restiamo a casa, è un sacrificio, è vero, lo stiamo facendo tutti. Dieci o quindici giorni di quarantena non sono niente in confronto alla vittoria che dobbiamo raggiungere. Dobbiamo aiutarci tutti, non esiste nord, sud o centro, siamo un popolo unico e solo tutti insieme possiamo uscire da questa situazione. Per chiudere, vorrei mandare un saluto ai tifosi del Foggia”.

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