Dov’eravamo un anno fa. Cavese, il ritorno in C tra sogni e amari risvegli

Con i campionati fermi a causa dell’emergenza Coronavirus, quale migliore occasione di questa “pausa forzata” per fare un bilancio? A tal proposito, Sport Campania inaugura la rubrica “Dov’eravamo un anno fa”, che mette a confronto l’andamento attuale delle compagini campane dalla A alla D con quello dello scorso campionato a questo punto della stagione.

Due lustri o quasi di assenza dal professionismo per la piazza di Cava de’ Tirreni rappresentano un’astinenza troppo marcata per chi di calcio ne fa quasi una ragione di vita. Dopo il brindisi per il ripescaggio ottenuto grazie alla caparbietà del patron aquilotto Massimiliano Santoriello, la stagione scorsa vede l’ascesa del duo di zemaniana memoria, Modica-Pavone. Partiti tra il malumore di una piazza mai pienamente convinta e innamorata del progetto, sopratutto di chi forse si attendeva, pronti via, di rivivere fin da subito i tempi di Zemanlandia, sul finire del campionato, a play off persi per differenza reti, in parecchi hanno dovuto convincersi della bontà delle scelte compiute. Un presidente ambizioso ma inesperto come Santoriello puntava, in una prima fase, a consolidare la categoria, grazie alla conoscenza di mister Modica del blocco del Messina allenato l’anno prima in serie D con qualche elemento proveniente anche dall’Eccellenza (siciliana). Successivamente in corso d’opera, sempre ad opera del presidente, è stata alzata l’asticella degli obiettivi, puntando direttamente ai play off. L’allenatore Modica dal canto suo, al debutto o quasi tra i “pro”, è uno zemaniano convinto e fa della preparazione atletica e tattica il suo fiore all’occhiello. Da siciliano di carattere, il tecnico, poco digerisce la rivoluzione copernicana imposta dal patron al giro di boa, nel momento in cui, anche per placare le polemiche dei tifosi, sale in cattedra mettendo a segno una serie di acquisti di calciatori, molti dei quali dei veri e propri saldi di fine stagione. Ciò nonostante lo spessore di elementi quali Sainz Maza, Bacchetti, Magrassi, Pugliese, sugli altri, fa la differenza e innalza il tasso tecnico della squadra. A questo punto i play off sono un obiettivo da raggiungere per non vanificare gli sforzi compiuti, tuttavia all’ultima giornata, a Bisceglie, i sogni svaniscono, non senza strascichi di polemiche, malumori e ruggini che finiscono per trascinarsi al successivo campionato.

Difatti nuova stagione, quella attuale, nuovo anno. Questa volta il patron si illude di poter fare anche da solo e fa fuori in un sol colpo ds e allenatore (Modica fresco di contratto triennale) e decide di assoldare un direttore molto gestibile, Lamazza, e un tecnico sull’orlo del precipizio, Checco Moriero. L’avvio di stagione è fallimentare e porta all’esonero di ds e tecnico. Infatti nonostante l’arrivo di calciatori di livello quali Di Roberto, Marzorati ed El Ouazni, freschi della vittoria del campionato a Castellammare e calciatori di comprovata esperienza quali Russotto, il riconfermato Sainz Maza e l’arrivo a centrocampo di Matera e Lulli, i punti in classifica sono ridotti al lumicino ed è così che il patron fa marcia indietro e dal suo mea culpa partorisce l’ingaggio sia dell’amato-odiato alla piazza Salvatore Campilongo, che del ds Pavone. I risultati sono immediatamente tangibili e vanno di pari passo con la crescita della preparazione atletica dei calciatori e con la gestione tecnica di mister Campilongo. La Cavese dimostra di saper vestire bene i panni di ammazza-grandi, mentre con le più piccole, quando si tratta di dover impostare il gioco, va in evidente difficoltà. Materiale questo per il tecnico della rinascita Campilongo, croce e delizia del pubblico, che morde il freno sia per la stagione fuori dalle mura amiche in quel di Castellammare di Stabia, che per la pausa imposta dal Covid19.

Andrea Liguori