Da Valencia a Liverpool: tutte le manie di Benitez

Rafa Benitez: un maestro di calcio. Da quando il tecnico spagnolo ha cominciato la sua carriera in panchina il mondo del pallone lo ha letteralmente pervaso, immerso in un emisfero di tatticismi, strategie e linee guida da seguire. Una figura completa a 360 gradi perch√© per Rafa il calcio è davvero una cosa seria. Niente scherzi, perch√© è la programmazione, la cura del dettaglio, a fare la differenza.

Per conoscerlo meglio, alla vigilia della sua nuova avventura in riva al golfo, siamo partiti da lontano. In Spagna è cominciata la parabola ascendente del tecnico madrileno. Valencia per Rafa rappresenta al tempo stesso il trampolino di lancio e il punto più alto della sua carriera, al pari di Liverpool. E l√¨, anche a distanza di anni, il buon vecchio Rafa non lo hanno affatto dimenticato. Anzi. Per Valencia Benitez è un simbolo da idolatrare.

D’altronde non potrebbe essere altrimenti: in tre anni il tecnico spagnolo ha portato il Valencia alla ribalta: due titoli spagnoli ed una Coppa Uefa alzata nel cielo di Goteborg, nella finale vinta contro il Marsiglia.

L’amore che questa città esprime per Benitez lo si può tastare con mano: al Mestalla, la casa del Valencia, il tempo sembra essersi fermato. Nella sala stampa, quasi fosse una Hall of Fame, il suo nome giganteggia a caratteri cubitali.
Ma non è tutto. La figura dell’allenatore manager, del professionista che non lascia nulla al caso, la si percepisce addirittura nell’arredo degli spogliatoi. Sia a Valencia che a Liverpool, Benitez ha preteso un’atmosfera spartana per lo spogliatoio della sua squadra: sediolini di legno, scomodi alla vista, pareti bianche, l’unica eccezione è rappresentata dalle foto dei singoli giocatori all’altezza della propria sedia. Ebbene, Rafa ne ha pensata un’altra delle sue. Ecco svelato l’arcano: secondo Benitez, ciò che più conta nello spogliatoio, è la concentrazione. Zero distrazioni, bisogna pensare soltanto alla partita. Agli ospiti invece? Il massimo delle comodità, questioni di immagine nelle quali però si cela la volontà di portare a casa un piccolo vantaggio in termini di tempra e applicazione.

A Liverpool, forse, il mito Rafa ha toccato soglie ancor più alte rispetto a Valencia. Sei le stagioni passate alla guida dei Reds e già all’esordio Benitez parte col botto portando a casa la Champions, in una finale epica contro il Milan, vinta ai rigori dopo aver rimontato tre gol. Pazzesco. A Liverpool alzerà al cielo altri tre trofei: una Coppa d’Inghilterra, una Community Shield ed una Supercoppa Europea. Quattro trofei in totale che gli valgono ancora oggi un amore incondizionato da parte della Kop, la curva degli irriducibili tifosi dei Reds. Sempre con lo stesso stile, sempre con la stessa aplomb. Perch√© Rafa è un uomo di calcio: non ama le luci della ribalta, i riflettori, lui preferisce far parlare il campo. Musica per le orecchie dei tifosi partenopei: vuoi vedere che è davvero il momento giusto per tornare a vincere a Napoli? Una città intera lo spera.