CY Acquachiara. Stagione sfortunata per Luongo: “Esperienza unica. Voglio restare per vincere”

Se per la Carpisa Yamamay Acquachiara la stagione è terminata con la conquista dell’Eurocup per il secondo anno consecutivo, per Stefano Luongo, attaccante ligure classe ’90, adesso si entra nel vivo; Luongo, infatti, partirà il 12 Maggio alla volta di Ostia dove raggiungerà il centro federale per un primo collegiale con la nazionale italiana del CT Sandro Campagna in vista degli Europei di Budapest del prossimo Luglio. Luongo, girato in prestito dalla Pro Recco all’Acquachiara lo scorso 20 Agosto, aveva infiammato il cuore dei tifosi biancazzurri presentandosi con queste parole: “L’Acquachiara è stata la mia prima scelta ‚Äì conferma – C’è una società seria, ho la possibilità di giocare le Coppe europee e, senza presunzione, credo di avere i mezzi per poter giocare con continuità. E poi c’è un tecnico come Paolo De Crescenzo che io non conoscono, ma di cui tutti mi hanno parlato benissimo come allenatore e come persona. Mio fratello, ad esempio, lo aveva avuto alla Pro Recco solo per un mese. Ma conserva un ottimo ricordo”. Stagione travagliata per il talento di Chiavari che in questa stagione è dovuto restare ai box per qualche mese dopo aver rimediato un brutto infortunio ormai ampiamente superato.

Prima di chiederti il bilancio della stagione, vogliamo chiederti come ti sia trovato a Napoli. Ricordiamo, questa è stata la tua prima esperienza lontano da casa, lontano dalla tua Liguria…
“E’ stata l’esperienza più intensa della mia vita. Mi ha fatto crescere e mi farà crescere tantissimo in futuro sia come atleta che come uomo. Ogni anno della mia carriera ha sempre avuto una sua importanza: ricordo con piacere Sori per essere stato il primo anno in serie A1; l’anno scorso ho vinto il primo scudetto a Recco. Ma quest’anno è stato il più bello della mia vita sportiva, senza dubbio”.

L’obiettivo di tornare in Europa è stato raggiunto. Amaro in bocca per la mancata qualificazione in finale di Eurocup ed in semifinale scudetto?
“Caratterialmente, in generale, 9 volte su 10 io vedo sempre il bicchiere mezzo vuoto. Quest’anno, però, c’è da fare alcune precisazioni; è vero che non siamo riusciti a volare in finale di Eurocup ed in semifinale scudetto ma avremmo meritato di esserci. Si tenga conto che nel girone d’andata, a ranghi completi, abbiamo perso solo due partite (Recco e Brescia, n.d.r.) e stava andando tutto alla perfezione. Poi si sono verificati i seguenti infortuni: il mio, Draskovic alla spalla, Perez ha giocato con le infiltrazioni al polso tutto l’anno, Mattiello ha avuto problemi alla schiena, Scotti Galletta si è operato ai malleoli. Non è una giustificazione questa ma di sicuro senza tutti questi infortuni la stagione sarebbe andata diversamente. Non voglio tornare sullo stesso discorso ma non si può giocare una Stagione Regolare per ben 8 mesi e dei playoff in due settimane”.

Che cos’è che proprio non digerisci?
“Non avete idea di quanto mi rode non aver potuto disputare le due semifinali di Eurocup. Avrei, forse, potuto dare una mano ai miei compagni di squadra. Abbiamo dimostrato di poter giocare in Europa e di avere la mentalità giusta: non ci siamo limitati ad una semplice comparsata ma abbiamo giocato per vincere”.

Nel finale, poi, Lamoglia ha rimpiazzato Kacic tra i pali…
“A Lamoglia vanno i miei complimenti; è un bravo ragazzo ed è un buon atleta. E’ stato, forzatamente, gettato l√¨ nella mischia nella fase più importante del campionato ed ha dimostrato la sua grande affidabilità non facendo mai rimpiangere Kacic. Mi ha sorpreso la sua personalità quando è stato chiamato in causa: urlava dalla porta come se avesse sempre giocato in A1. Voglio raccontare un episodio molto carino riguardo a questo ragazzo del vivaio dell’Acquachiara. Al termine delle due gare col savona ai playoff, dove Lamoglia si è rivelato migliore in campo, Paolo De Crescenzo negli spogliatoi dopo essersi complimentato col portiere classe ’89 si rivolse a noi dicendo: ‘Stu guaglione ten’ e’ palle’ “.

Ecco proprio De Crescenzo…com’è il rapporto tra te ed il tuo tecnico?
“Non mi è mai capitato di trovarmi cos√¨ bene con un allenatore sia sotto l’aspetto tecnico che umano. Adoro il modo in cui Paolo vede la pallanuoto perchè io la penso nella stessa identica maniera. Quando sono stato fuori per problemi di salute mi è stato molto vicino e per questo lo ringrazio di vero cuore. Una delle ragioni per cui non me ne andrei dall’Acquachiara è proprio lui”.

L’altra ragione per cui resteresti, invece, qual è?
“Non ci sono solo due ragioni per cui resterei all’Acquachiara (ride). Di sicuro la principale ragione è il feeling che si è instaurato con la società e col Presidente Onorario Franco Porzio. Mi hanno subito fatto sentire importante e parte integrante di un progetto serio ed ambizioso. Nonostante il mio tesserino sia della Pro Recco, tutti sanno quanto sia ‘attaccato’ alla Carpisa Yamamay. I tifosi, poi, sono eccezionali: oltre ad essermi stati vicino nel post infortunio, ci supportano sempre con grande entusiasmo ed affetto”.

Ed ora, per il futuro?
“La mia volontà è quella di restare all’Acquachiara senza dubbio. Premesso che già quest’anno eravamo una formazione competitiva, spero che la prossima stagione la sfortuna non si accanisca. Sono sicuro che verrà costruita una squadra ancora più forte ed, ovviamente, ce le andremo a giocare tutte. Il mio obiettivo resta quello di vincere qualcosa di importante con la calottina della Carpisa Yamamay Acquachiara”.

 

Gianluca Leo
Ufficio Stampa Carpisa Yamamay Acquachiara

 

 

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