Cuore Napoli Basket. Ore decisive per l’esordio a Fuorigrotta

Ore decisive per la riapertura del PalaBarbuto, dopo il NO arrivato dai Vigili del Fuoco, che rischia di fare disputare chissà su quale campo le prime partite di Cuore Napoli, la formazione di serie B che da Agropoli ha deciso di trasferirsi a Napoli per fare risorgere il grande basket.
I vertici della società sono preoccupati, cos√¨ come lo sono tanti dirigenti dei club della pallacanestro napoletana, mai cos√¨ in crisi come negli ultimi anni. Impossibile andare avanti con poche risorse finanziarie, avendo porte chiuse da tutti. Ma non è solo colpa della politica, dalla regione al Comune di Napoli. La pallacanestro campana sta facendo autocritica in questi giorni. Tanti dirigenti si sono resi conto che serve una svolta. In questi ultimi dieci anni Manfredo Fucile, gloria sportiva degli anni settanta, è stato come Dino Meneghin la figura da spendere per la immagine del basket. Tante medaglie, foto e coppe distribuite ma pochi risultati, anzi qualche spreco di troppo, è l’accusa crescente. Il professore Fucile sembra avere insomma naturalmente fatto il suo corso anche se almeno a parole conferma di volersi ricandidare e di volere puntare a rompere gli schemi persino a livello nazionale. Il progetto dichiarato dall’ex campione di Napoli e Caserta è quello di farsi rieleggere per dare vita insieme con altri presidenti regionali a un movimento di opposizione alla linea nazionale espressa da Gianni Petrucci, destinato però a restare ancora a lungo capo indiscusso del basket italiano.
Impensabile per le società campane già in crisi di soldi mettersi contro non solo Comune di Napoli e Regione nella vicenda impianti, ma anche i vertici della Federazione nazionale per rieleggere Manfredo Fucile, che in queste ore deve fare anche i conti con la richiesta questa s√¨ legittima e di buon senso giunta dal napoletano Carmine Scotti di fare ritirare la candidatura a consigliere del salernitano Pietro Pinto che ha già annunciato di volere esprimere un suo uomo per guidare l’ufficio settore minibasket regionale. In pratica, è la tesi dei pochi napoletani come Scotti rimasti vicini a Fucile ma già delusi dalle sue mosse azzardate, al momento Pietro Pinto fa perdere più voti di quelli che porta in dote da Salerno, poich√© il suo nome non è espressione dei grandi elettori che militano nei campionati nazionali. E considerando che anche dalle altre province non giungono notizie confortanti sulle intenzioni di voto, il quadro appare scontato: scaricare Pinto e puntare tutto sui voti di Napoli, oppure meglio un ritiro onorevole per evitare la disfatta che mal si addice alla storia personale del campione di Barra.
Intanto dalla FIP romana che ufficialmente non può che confermare la sua assoluta neutralità nella campagna elettorale campana, è arrivato un segnale chiaro: svanito ogni tentativo di mediazione il capo del settore agonistico che sovraintende alla organizzazione di tutti i campionati italiani, il napoletano Giovanni Del Franco, riferimento diretto a Roma per tutti i club della regione, stavolta sostiene come candidato presidente della FIP Campania Renzo Lillo.

Alfonso Merola
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