Dalla giustizia sportiva a quella penale il passo è breve. Sembra non volersi placare la mano della magistratura sull’ex Presidente del dipartimento campano della FIGC. Secondo quanto riportato dai colleghi de “Il fatto Quotidiano” infatti Enzo Pastore sarebbe stato raggiunto dall’avviso di conclusione di indagini in merito ad una inchiesta riguardante le finanze della Calcio Campania Immobiliari srl.
Le accuse a carico di Pastore sono di truffa e falso in comunicazioni. Secondo il Procutatore, infatti, l’ex numero uno della FIGC Campania sarebbe stato assunto in maniera fittizia dalla società immobiliare che gestiva gli immobili della LND nella zona ferrovie di Napoli. Per lui uno stipendio di 225mila euro in quanto direttore generale. Una cifra questa, che andava ben oltre le possibilità della società, visto che nei bilanci visionati dalla Guardia di Finanza si parlerebbe di un introito annuo di 90mila euro derivanti proprio dall’affitto degli immobili. Un buco quindi che si aggirerebbe a 135mila euro di ammanco, camuffato come “spese di studio, ricerca e progettazione. Tradotto: si parlerebbe di investimenti. Inoltre sarebbe stato rivalutato il valore capitale degli immobili dal reale mezzo milione circa a due milioni circa.
Per quanto riguarda le accuse a Pastore, il Pm Giovanni Novelli parlerebbe di ua assunzione, come detto, fittizia per assicurare una retribuzione fissa a quello che all’epoca era Presidente della FIGC Campania. Un incarico questo che aveva costretto Pastore a lasciare lo stipendio dell’incarico di Lega. Oltre a lui ci sono quattro indagati, escluso, però, l’allora Presidente della LND Carlo Tavecchia, che pare essere all’oscuro dei fatti.
Pastore ha ora venti giorni per chiedere una memoria o un interrogatori, ma si presume che questo avviso sia il preludio ad una nuova richiesta di rinvio a giudizio. Ricordiamo che Pastore appena una settimana fa era stato raggiunto dalla sentenza nella quale veniva aumentata a 5 anni l’inibizione dagli incarichi sportivi in seguito all’inchiesta riguardante la falsificazione dei campionati dilettantistici della stagione 2014/2015 con oltre 1200 partite sotto inchiesta, oltre 1000 calciatori non tesserati e oltre 300 società coinvolte.
Cristina Mariano




