Il Giugliano-Casoria non si presenta in Coppa Italia: l’ennesima figura barbina del calcio campano

“Quanto accaduto oggi è la dimostrazione di quanto avevamo denunciato invano nei giorni scorsi. Abbiamo aspettato il nostro avversario contro il quale avremmo dovuto disputare il primo turno di Coppa Eccellenza. Un avversario che sulla carta si chiamava Giugliano ma che nella pratica non sappiamo chi sia perché non si è presentato. Perché in questi giorni nessuna società ci ha contattato. Ma nonostante questo abbiamo preparato la partita come se dovessimo giocare. Abbiamo rispettato le regole, organizzato il tutto impiegando come nostro solito energie e risorse economiche. Il rammarico maggiore sta nel fatto che se solo avessimo saputo, anche ieri, che ci sarebbero stati dei problemi, saremmo sicuramente venuti incontro alla società avversaria, chiedendo lo spostamento della partita, ma non avendo avuto nessun tipo di contatto e di comunicazione tutto ciò è stato impossibile. Dopo i 45’ minuti di attesa dall’inizio della gara, come da regolamento, abbiamo lasciato il campo con tanta amarezza. In attesa di Godot”.

Quello che avete letto è il comunicato stampa del Napoli United relativo alla gara non disputata quest’oggi contro quella che agli atti risulta FC Giugliano, ma ai fatti sembra non esistere. Motivo? Un conflitto interno tra Mario Pellerone e Riccardo Franceschini. Una questione già raccontata di recente, col primo che voleva trasferire il titolo sportivo a Torre Annunziata, mentre il secondo lo aveva già portato in quel di Casoria, iniziando ad allestire anche la rosa per la nuova stagione. Una situazione paradossale, con la presidenza che passa prima a Franceschini e poi la stessa sembrerebbe ritornata nuovamente a Pellerone. In soldoni una barzelletta che continua a non far ridere, ma che diversamente fa inorridire addetti ai lavori, tifosi e colleghi.

Saltata la prima gara della nuova stagione. Una brutta figura per l’intero movimento calcistico regionale. Adesso si attende quantomeno un intervento del Comitato Regionale Campania, che non può far passare inosservato quanto accaduto (oltre alle solite multe previste dai regolamenti, ndr). Al di là dei battibecchi intercorsi tra Palma, Pellerone, Franceschini o chicchessia, la governance del calcio campano non può permettere che di un titolo, sotto la sua egida, non si sappia di chi sia, senza interessarsi per cercare di risolvere la questione.

Giovanni D’Avino
Gianfranco Collaro