Il Gragnano incide nella storia. La squadra gialloblù prima di sparire e poi ritornare attraversando l’inferno dei campionati di Prima Categoria, ha vissuto anni d’oro, in cui il calore della tifoseria era una delle componenti fondamentali di quei tempi. Uno stadio pieno ed entusiasmante che affiancava la squadra verso i propri successi.
Nella stagione 1983/1984 il Gragnano vinse il campionato di Promozione, in una stagione difficile, quando esaltante per i calciatori: “Quell’anno fu costruita una squadra formidabile -racconta ai nostri microfoni l’ex gialloblù Carlo Graziano– io arrivavo dalla Juve Stabia assieme ad altri calciatori. Era una squadra fortissima, scendevamo in campo con tutta la voglia di fare bene nonostante non avessimo una società Eravamo contro il presidente, infatti durante la stagione abbiamo scioperato diverse volte per farci pagare. Nonostante questo fu un’annata bellissima, abbiamo collezionato 29 risultati utili su 30 partita, 45 gol fatti e 15 subiti. Numeri importantissimi per farti capire che eravamo davvero forti”.
Un’annata da incorniciare e ricordare, nella quale il momento più bello è la partita contro il Terzigno: “Era la terzultima gara del campionato. Ai tempi la vittoria valeva due punti e avevamo proprio punti di vantaggio da loro. Se avessero vinto avrebbero potuto agganciarci e poi eventualmente superarci. Passarono in vantaggio ma noi riuscimmo a pareggiare al 95′. Palla al centro e triplice fischio. Questa partita è stata la migliore, ci fu una festa indimenticabile. I tifosi festeggiavano. Fu la partita che indirizzò una volta per tutte il campionato dalla nostra parte, perchè poi alla penultima pareggiammo ma loro erano comunque a un punto di distacco da noi. Abbiamo conservato il primo posto e siamo andati a giocare i play-off. All’epoca c’erano tre gironi A, B e C. Nel girone A vinse il Posillipo, nel girone B la Sanciprianese e poi noi. Andammo a giocare in casa contro la Sanciprianese e vincemmo 1-0, poi con il Posillipo ci imponemmo con il risultato di 5-2. Abbiamo raggiunto la Serie D, se non erro era la prima volta nella storia del Gragnano”.
Calcio antico contro calcio moderno: “Quando giocavo io la tifoseria del Gragnano era caldissima, passionale. Lo stadio era pieno, si seguivano in tanti. Oggi so che ci sono un po’ di problemi in questo senso, ma credo che le motivazioni e le componenti siano tante. I dieci anni di assenza di calcio sicuramente ha fatto il suo, ma se si costruisce una squadra forte per ambire in alto o comunque non avere problemi il seguito arriva. La solidità economica è importantissima. Il Gragnano dei Martone è composto da giovani e questi non sempre danno la garanzia che riesca ad approcciare bene al campionato, tra pressioni ed altro. Manco da Gragnano da diversi anni, ora torno e vedrò se la tifoseria ha lo stesso calore di quella degli anni scorsi”.
Un pensiero sul prosieguo del campionato dei gialloblù: “Rosario Campana lo conosco benissimo, cos√¨ come il direttore Ciro Raimondo abbiamo giocato insieme. Campana è un grande tecnico, un grande motivatore. Sono sicuro che si salveranno anche se dovessero passare dai play-out perchè il team Campana-Raimondo saprà sicuramente quali corde toccare per raggiungere l’obiettivo. Inoltre c’è Gassama, un calciatore promettente che fa benissimo. Son certo che farà la differenza”.
Cristina Mariano




