Città di Gragnano. Incontro tra le parti, fumata nera. Franco: “Adesso si cambia strategia”

Siamo all’epilogo? Può darsi, quel che è certo è che ad avere la peggio in questa situazione sarà la tifoseria. Si è svolto oggi nel primo pomeriggio un incontro informale tra il sindaco di Gragnano Cimmino e il Presidente del Città di Gragnano Carmine Franco alla ricerca di un accordo tra le parti per la questione San Michele.

Si ha, però, una fumata nera. Il Comune infatti ha deciso di mettere i bastoni tra le ruote alla società gialloblu e dopo la richiesta di pagare l’affitto anticipatamente, arriva anche un’ulteriore entrata a gamba tesa. L’amministrazione, infatti, ha deciso di fare un esposto ai carabinieri per la presenza abusiva di alcuni oggetti all’interno dello stadio, nella fattispecie si parla di lavatrici presenti nell’impianto sportivo già negli anni precedenti.

Questo è il commento, in esclusiva, del patron gialloblu: “Dopo avermi reso partecipe dell’esposto ho risposto che avrei presentato una autorizzazione per la permanenza delle lavatrici all’interno dello stadio. Adesso, però, si cambia strategia. Il braccio di ferro non serve a niente. Loro ci stanno ostacolando, quindi adesso la situazione cambia. Ho informato che rimarremmo a Gragnano fino alla partita con la Frattese dopo ci che ci trasferiremo. Nessun accordo con altre società Non ho ancora sentito nessuno, ma adesso inizio concretamente a trovare una nuova sistemazione”. In assenza di un accordo la situazione si complica anche per la prossima stagione: “Per l’anno prossimo vedremo. Le soluzioni sono due o cerchiamo una fusione e trovare una nuova città in cui giocare oppure vendiamo il titolo sportivo a chi ce lo chiederà”.

Di seguito la conferma di quanto sopraindicato direttamente dalla lettera di disdetta di utilizzo dello Stadio San Michele recapitatoci dal Presidente del Città di Gragnano: “In seguito all’esito ella riunione tenutasi in data odierna e dell’esposto dei carabinieri e dei vigili urbani in cui ci hanno sollevato un grave reato, ossia, di utilizzare impropriamente la lavatrice e la macchinetta del caffè a gas, che per altro era già presente sul campo, abbiamo maturato la decisione di andare via.

Siam stati anche accusati di utilizzare “abusivamente” i locali sottostanti lo stadio (magazzino e segreteria), purtroppo non se ne può fare a meno.

Per questi motivi, trovandoci nell’impossibilità di proseguire la nostra attività lucido sportiva, entro luned√¨ 20 febbraio andremo via dal campo San Michele.

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Ancora niente è definitivo, ma sembra giunta a un triste epilogo la guerra per la gestione dello Stadio San Michele.

Cristina Mariano

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