“Chi l’ha visto…in campo?”. C’era una volta il “galletto” svedese Osmanovski

Bentornati al nostro appuntamento con la rubrica “Chi l’ha visto…in campo?”. Proseguiamo nella nostra ricerca di “vecchie glorie” o di “meteore” che hanno calcato i palcoscenici del calcio italiano e non solo. Questa settimana siamo andati a pescare ancora una volta in quel di Bari, e precisamente nel Bari di mister Eugenio Fascetti. Il prescelto di questa settimana è un attaccante svedese che,cin coppia con Phil Masinga, ha regalato soddisfazioni alla tifoseria biancorossa. Stiamo parlando di Yksel Osmanovski, nato a Skravlinge (Svezia) il 24 febbraio del 1977. Svedese di origini turche e macedoni, Yksel nasce da una coppia di immigrati e muove i primi passi nel calcio che conta nella città di Malm√∂. Ripercorriamo la sua carriera.

LE GIOVANILI: LA TRAFILA A MALM√ñ – Yksel inizia a muovere i primi passi nella squadra del Malm√∂ Anadolu, nella quale milita dal 1982 al 1985 per poi passare, nella stagione 1985/86 all’IFK Malm√∂ prima approdare alle giovanili della prima squadra della città: il Malm√∂ FF. Osmanovski esordisce tra i professionisti dell’Allsvenskar (Serie A svedese) nella stagione 1995/96, venendo utilizzato appena una volta in quella stagione. Nella stagione successiva riesce, invece, a ristagli arsi il suo spazio, mettendo a referto 20 presenze e 5 reti, alle quali seguirono, nella stagione successiva 26 caps e 10 reti. Conclude la sua prima esperienza da professionista con un bottino di 55 presenze e 16 reti.

L’APPRODO IN ITALIA: IL BARI – Nella stagione 1998/99 viene acquistato dal Bari, squadra grazie alla quale otterrà anche la sua prima convocazione in nazionale. Nel primo anno italiano viene impiegato come seconda punta alle spalle di Phil Masinga, conquista dosi il soprannome di “principe del ricamo” per via della sua capacità di dribblare facilmente gli avversari. Mette a segno 6 reti in 31 partite. L’anno successivo migliorerà il suo score, arrivando a 7 reti in 31 apparizioni, che gli varranno la convocazione per gli Europei del 2000. La stagione successiva (2000/01) si conclude con la retrocessione del club pugliese, Yksel gioca 31 partite segnando una sola volta. Dopo 11 presenze ed una rete, venne acquistato nel 1998 dal Bari ed il 24 ottobre scese per la prima volta in campo con la Nazionale svedese, in occasione della sconfitta per 0-1 contro gli Stati Uniti. Nel 1998-1999 disputò 31 partite e segnò 6 gol, agendo al fianco di Phil Masinga come seconda punta e guadagnandosi il soprannome di “principe del ricamo” per i suoi dribbling ubriacanti. L’anno successivo disputò la propria migliore stagione in Italia portando a 7 le segnature in 24 apparizioni e prendendo parte anche agli Europei del 2000. Concludendo l’esperienza in terra pugliese con un bottino di 85 presenze e 14 reti.

IL PASSAGGIO AL TORO ED IL PRESTITO IN LIGUE 1 – Osmanovski si trasferisce, quindi, al Torino, col quale gioca 9 partite (segnando una rete), prima di trasferirsi , a gennaio, in prestito ai francesi del Bordeaux. L’esperienza non fu più fortunata, con appena 7 apparizioni senza alcuna rete.

RIENTRO IN GRANATA – Nella stagione 2002/03 rientra al Torino, ma anche questa volta non è molto fortunato: gioca, infatti, in 13 occasioni senza riuscire a segnare neanche una rete. Chiudendo questa esperienza col misero bottino di 36 presenze ed una rete in due anni.

RITORNO A CASA – Nell’agosto del 2004, Yksel ritorna in Svezia, di nuovo al Malm√∂ FF, con il quale scende in campo per appena 6 partite. Nelle due stagioni successive mette a referto, rispettivamente, 21 presenze e 5 reti e 18 presenze ed una rete. Concludendo la sua carriera con 68 presenze e 6 reti.

IN NAZIONALE – Dopo qualche apparizione con l’Under 21, viene convocato dalla Svezia per gli Europei del 2000, giocando complessivamente 15 partite, mettendo a segno 2 reti, entrambe contro la Giamaica nell’amichevole del 27 ,aggio 1999 a Stoccolma.

CURIOSIT√Ä – In un’intervista Yksel ha svelato un curioso aneddoto sul suo connazionale Ibrahimovic, dichiarando:”E’ un giocatore straordinario. Mi disse che ero il suo idolo, e che mi guardava sempre ai tempi in cui giocavo nel Malm√∂”

Giovanni Tafuto