“C’era Una Volta il Calcio”: Gli Attaccanti: I grandi interpreti della storia del calcio

Bentornati all’appuntamento con la nostra rubrica “C’era una volta il Calcio”. Oggi tenteremo di stillare una lista di quelli che, a nostro modesto parere, possono essere considerati i migliori interpreti del ruolo di attaccante. Ruolo sempre ambitissimo fin dai primi approcci con il gioco, il ruolo dell’attaccante è andato modificandosi di pari passo con l’evoluzione del gioco. Vista l’abbondanza di grandissimi interpreti che, nel corso della storia hanno portato il loro prezioso contributo a questo sport, risulta assai arduo andare ad indicare quali possono essere stati i migliori. Per facilitarci nel compito, prenderemo in considerazione coloro che hanno ricoperto in carriera il ruolo di centravanti.

Gunnar Nordahl: Un pompiere col vizio del gol. Altro grande interprete del ruolo di centravanti, che ha scritto pagine importanti nella storia del calcio, italiano e non solo, è stato sicuramente lo svedese Gunnar Nordhal. Nato a Hörnefors nel 1921, è il marcatore più prolifico nella storia del Milan, nonché il miglior marcatore straniero nella storia della Serie A con le sue 225 reti (terzo in assoluto dietro a Silvio Piola e Francesco Totti). Molto dotato fisicamente (1,80 m per 90 kg), Nordahl era un cerntravanti “di peso” con un innato fiuto del gol. Nella sua carriera, tra nazionale e squadra di club, ha disputato 548 gare, segnando l’impressionante numero di 512 reti. Nel palmares del campione svedese figurano 4 Campionati Svedesi ed 1 Svenska Cupen, con l’IFK Norrköping, 2 campionati di Serie A e 2 Coppe Latine con il Milan ed un Oro Olimpico con la nazionale svedese a Londra nel 1948. A livello individuale è stato capocannoniere per ben 8 volte (4 in Serie A e 4 in Svezia) ed è stato nominato calciatore svedese dell’anno 1947.

Alfredo Di Stefano: La Saeta Rubia. Uno dei più grandi interpreti del ruolo di numero 9 è senza dubbio l’argentino (poi naturalizzato spagnolo) Alfredo Di Stefano. Fuoriclasse di immenso talento, in possesso di un bagaglio tecnico pressoché immenso che includeva: potenza, velocità, controllo di palla, dribbling, visione di gioco. Elegante e di grande personalità, era considerato in giocatore “universale”, capace di adattarsi a tutti i ruoli. Nel corso della sua carriera, in 706 gare disputate, mette a segno 512 reti, vincendo la bellezza di 25 trofei tra River Plate e Deportivo Los Millionarios, Real Madrid e Nazionale Argentina. Tra i titoli individuali spiccano, senz’altro i due Palloni d’Oro vinti nel 1957 e nel 1959.

Eusebio: La Pérola Negra. Altro grande attaccante è stato, a detta dei più, il portoghese Eusebio da Silva Ferreira. Soprannominato la “Perla Nera”, era un’attaccante potente, era in possesso di un’ottima tecnica individuale e di grandi capacità acrobatiche. Era in possesso di una velocità sbalorditiva, si pensi che riusciva a correre i 100 metri in 11 secondi. Dotato di un innato fiuto del gol e di un tiro potente e preciso, nel corso della sua carriera mise a segno la bellezza di 626 reti in 637 partite giocate, vincendo molti trofei, tra i quali: 11 Campionati Portoghesi e 5 Coppe del Portogallo ed una Coppa dei Campioni (1961/62). Individualmente, tra i suoi successi ricordiamo la vittoria del Pallone d’Oro (1965) e della Scarpa d’Oro (1968, 1973).

Bobby Charlton: Quando il calcio è una cosa di famiglia. Spostiamo, ora, lo sguardo oltremanica, nel regno di Albione, paese che diede i natali a quello che è considerato uno dei più forti calciatori inglesi di tutti i tempi. Nato ad Ashington da una famiglia di calciatori (il padre gli zii ed il fratello erano tutti professionisti), Bobby Charlton è stato campione del mondo con la nazionale dei Tre Leoni nel 1966. Attaccante istintivo e dinamico, faceva della forma fisica e della resistenza le sue armi principali che, in combinazione con la sua abilità di smistare il gioco, hanno fatto di lui uno dei più grandi interpreti del ruolo. Con i suoi 309 gol, segnati in 913 partite, è stato il recordman di presenze col Manchester United (708) fino al 21 maggio 2008, quando è stato superato da un’altra leggenda del Red Devils: Rian Giggs. Nella bacheca di Sir Bobby figurano, oltre al già citato Mondiale, anche 3 Campionati Inglesi, 1 Coppa d’Inghilterra e 4 Charity Shield. A livello individuale, vince il Pallone d’Oro nel 1966.

Gerd Muller: Il Torpedo di Nördlingen. Altro numero 9 di eccellenza è stato, senz’altro, il tedesco Gerd Muller. Soprannominato “Il Torpedo”, Gerd era un’attaccante d’area di rigore, rapido ed istintivo, era  dotato di un fisico alquanto particolare: possedeva gambe corte e massicce, che gli conferivano un baricentro più basso rispetto alla media, cosa questa, che gli consentiva di avere un saldo equilibrio, fondamentale per resistere alle cariche avversarie. Nel corso della sua carriera mise a segno 730 reti in 787 partite disputate, facendo la fortuna di nazionale tedesca e squadra di Club. Con il Bayern Monaco, infatti, vinse 4 Campionati Tedeschi, 4 Coppe di Germania, 3 Coppe dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale ed 1 Coppa delle Coppe. Con i “Die Mannschaft”, vincerà l’Europeo nel 1972 e Coppa del Mondo nel 1974.

Karl Heiz Rummenigge: Die Kalle. Tra i più grandi interpreti di questo ruolo, un posto di tutto rispetto tocca senza ombra di dubbio a Karl Heinz Rummenigge, considerato l’attaccante più forte del mondo nella prima metà degli anni ’80. Nel suo repertorio figuravano grande potenza fisica, abilità nel gioco aereo e capacità di andare alla conclusione con entrambi i piedi. Durante la sua carriera si è sempre distinto per correttezza e sportività, riuscendo a giocare 593 partite mettendo a segno 293 marcature. Tra i suoi numerosi successi ci sono 2 Campionati Tedeschi, 2 Coppe di Germania, 2 Coppe dei Campioni ed 1 Coppa Intercontinentale (Bayern Monaco). Con la nazionale vince l’Europeo del 1980. A livello individuale spicca la vittoria del Pallone d’Oro per ben 2 anni di fila (1980, 1981).

Marco Van Basten: Il cigno di Utrecht. La nostra carrellata sui grandi numeri 9  pone la nostra attenzione su di un altro talento assoluto del ruolo. Stiamo parlando di Marco Van Basten, centravanti “totale” che aveva nell’eleganza e nella rapidità di movimento le sue doti principali. Molto forte tecnicamente, era in possesso di spiccate doti nel gioco aereo ed in quello acrobatico. Dotato di un tiro secco e preciso, era in grado di calciare con entrambi i piedi, il che, abbinato a una raffinata intelligenza tattica e ad una buona visione di gioco, lo rendevano anche un prezioso uomo-assist. Nel corso della sua carriera, terminata prematuramente all’età di 30 anni (per colpa delle sue caviglie di cristallo), Van Basten ha disputato 431 mettendo a segno ben 301 reti. La bacheca del calciatore è ricchissima di trofei e riconoscimenti, con ben 23 trofei all’attivo tra club e nazionale. A livello individuale spiccano, senz’altro i 3 Palloni d’oro di cui è stato insignito (1988, 1989, 1992).

Gabriel Omar Battistuta: Il Re Leone. Non può mancare in questa speciale classifica un numero 9 che per anni ha fatto sognare Firenze con i suoi colpi da fuoriclasse. Stiamo parlando di Gabriel Omar Battistuta, centravanti dallo spiccato senso del gol. In possesso di un repertorio di colpi molto ampio, sopperiva ad una tecnica non proprio sopraffina con grinta e caparbietà. Grintoso e carismatico, divenne ben presto un leader nello spogliatoio viola e della nazionale albi celeste. Non era molto “disciplinato” in campo, preferendo seguire il suo istinto piuttosto che le indicazioni dei suoi allenatori. Leale e corretto sul campo da gioco, non era propenso a falli non necessari o ad accentuare le cadute dopo i contrasti subiti. Il Re Leone, nel corso della sua carriera metterà a segno 354 reti in 630 partite, vincendo 1 Campionato Argentino col Boca Juniors (1990/91) 1 Campionato di Serie B (1993/94), 1 Coppa Italia (1995/96), 2 Supercoppe Italiane con Fiorentina (1996) e Roma (2001), 1 campionato di Serie A sempre con la Roma (2000/01). In nazionale vince 2 Coppe America (1991, 1993), 1 Confederations Cup (1992), 1 Coppa Artemio Franchi (1993). Individualmente, vince, nelle varie competizioni, il titolo di capocannoniere per ben 6 volte.

Ronaldo Luis Nazario de Lima: Semplicmente.. Il Fenomeno. I più giovani tra voi forse non lo sanno, ma prima del Ronaldo attuale (Cristiano), ce ne è stato un altro, e di nome faceva Luis. Era brasiliano ed era quello che era considerato quasi all’unanimità, come il centravanti più forte e completo di tutti i tempi (tanto da meritarsi il soprannome di “Fenomeno”). Ronaldo aveva tutto: abile con entrambi i piedi, forte fisicamente (1,83 cm per 83 kg), era in possesso di un vastissimo bagaglio tecnico nel quale rientravano dribbling, finte e doppi passi. È stato uno dei giocatori più rapidi al mondo avendo raggiunto la velocità di 36 km orari. La sua carriera è stata, però, costellata da numerosi infortuni (alcuni dei quali molto gravi) che ne hanno, sicuramente, limitato il rendimento. Nella sua carriera è stato capace di segnare 414 reti in 616 partite disputate. Anche qui il palmares è impressionante, con 18 titoli all’attivo, tra i quali spiccano i 2 Mondiali vinti con il Brasile (1994, 2002). Anche a livello individuale, il palmares è piuttosto fornito, tra i tanti successi del fuoriclasse brasiliano spiccano senza dubbio i 2 Palloni d’Oro vinti nel ’97 e nel 2002 e la Scarpa d’Oro del 1997.

Thierry Henry: Il 9 “Atipico”. Concludiamo questo viaggio parlando di un calciatore che, più che nascere numero 9, lo è diventato nel corso della sua carriera. Thierry Henry, (al pari di Ronaldo) uno dei più forti attaccanti degli ultimi 20 anni. Utilizzato come ala d’attacco sia dal Monaco che dalla Juventus, è alla corte di Arsène Wenger, che lo sposta al centro, che Henry si trasforma in una vera e propria macchina da gol. Era un calciatore dotato di una tecnica sopraffina, tra le sue caratteristiche principali c’era senza dubbio la capacità di saltare l’uomo in situazioni di “uno contro uno”, utilizzando il suo dribbling rapido ed ubriacante. Notevole è il suo contributo anche per quanto riguarda gli assisti ai compagni (50). Nonostante la sua fisicità importante (1,88 cm per 83 kg) non era eccelso nel gioco aereo, dimostrando, però, una straordinaria capacità di andare in rete sia da distanza ravvicinata (con tocchi morbidi e precisi) sia da lontano con tiri secchi e potenti. In carriera “Titì” ha disputato la bellezza di 936 partite mettendo a segno 417 reti. A livello di squadra tra i suoi successi spiccano sicuramente il Mondiale del 1998, l’Europeo del 2000 e la Confederations Cup del 2003. Individualmente, tra i numerosi riconoscimenti, ricordiamo la scarpa d’Oro vinta nel 2004 e nel 2005.

Giovanni Tafuto