L’avvento, nelle ombre, della Superlega, in quella notte a cavallo tra il 18 e il 19 aprile, ha creato subito gli schieramenti pro e contro. Una falsa riga dei Guelfi e Ghibellini in salsa europea, tra sostenitori dei soci fondatori e la UEFA, diventata immediatamente quella delusa, quella colpita da un sistema che pareva cercasse il golpe ai vertici del calcio europeo, presentando una nuova competizione in contrapposizione alla Federazione. Juventus, Inter, Milan, Manchester United, Manchester City, Liverpool, Chelsea, Tottenham, Arsenal, Real Madrid, Atletico Madrid e Barcellona le società coinvolte, che nel giro di 48 ore lascivano la Superlega, con solo i bianconeri, i galacticos e il Barça a farne parte.
Tutto sembrava ormai tramontato, con Ceferin che minacciava quotidianamente forti sanzioni nei confronti di Real Madrid, Barcellona e Juventus. Tra congetture, ipotesi sul futuro e biechi tentativi di spiegazioni giurispurenziali, il muro contro muro delle due fazioni non si è mai frenato. Almeno fino alla notifica ufficiale del Ministero di Giustizia svizzero, rivolta a UEFA e FIFA, in cui si impediva alle due federazioni di mettere sanzioni contro i club. Una situazione nata dalla decisione del Tribunale di Madrid, che si era espresso lo scorso 20 aprile con una misura cautelare nei confronti dei club e calciatori coinvolti, proprio per evitare sanzioni e “alcuna misura che proibisca, restringa, limiti o condizioni in alcun modo” la creazione della Superlega.
Restava comunque lo scontro totale, almeno fino a ieri. Proprio in seguito alla decisione del Ministero della Giustizia svizzer, la UEFA ha deciso di sospendere il procedimento disciplinare nei confronti di Juventus, Real Madrid e Barcellona, ma mantenendo comunque la propria posizione a sul caso: “La UEFA prende atto della decisione odierna dall’Organo di Appello Indipendente UEFA di sospendere temporaneamente i procedimenti disciplinari che erano stati aperti nei confronti di FC Barcelona, Juventus FC e Real Madrid CF per una potenziale violazione del quadro giuridico della UEFA in relazione al cosiddetto progetto “Super League”.
La UEFA prende atto che la decisione di sospendere temporaneamente il procedimento è stata presa dall’Organo di Appello UEFA in seguito alla notifica formale fatta pervenire alla UEFA dalle autorità svizzere competenti il 2 giugno 2021 di un’ordinanza giudiziaria ex-parte ottenuta il 20 aprile 2021 dall’entità giuridica European Super League Company SL dal Tribunale Commerciale di Madrid n. 17 (l'”Ordinanza del Tribunale”). La decisione dell’Organo di Appello Indipendente UEFA è stata presa senza pregiudiziale sulla questione dell’applicabilità dell’ordinanza del tribunale in Svizzera. Facendo affidamento sull’Ordinanza del Tribunale, i tre club menzionati hanno cercato di proteggersi da potenziali conseguenze disciplinari legate al progetto della cosiddetta “Super League”.
La UEFA è consapevole della motivazione alla base della momentanea sospensione dei procedimenti disciplinari, ma resta fiduciosa e continuerà a difendere la sua posizione in tutte le giurisdizioni pertinenti.
La legittimità delle procedure disciplinari sportive, con il diritto di appello al Tribunale per gli Arbitrati Sportivi, è stata a lungo riconosciuta come essenziale per l’amministrazione uniforme della giustizia nello sport. La Corte Europea dei Diritti Umani, i Tribunali dell’UE e il Tribunale Federale Svizzero hanno ripetutamente sancito che le regole disciplinari/di arbitrato sono giustificate da interessi legittimi legati alla natura specifica dello sport. La UEFA, quindi, ha agito in conformità non solo con i suoi Statuti e Regolamenti, ma anche con le leggi dell’UE, la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e le leggi svizzere nell’aprire un’indagine indipendente sulla condotta dei club associati al cosiddetto progetto “Super League.
La UEFA prenderà tutte le misure necessarie in stretta conformità con le leggi nazionali e dell’UE affinché l’Organo di Appello UEFA sia in grado di riprendere il procedimento disciplinare il più presto possibile”.
Oggi, invece, sembre che la situazione sia ulteriormente cambiata. Ci sono possibilità che la UEFA accolga i resistenti, ripartendo dalla sazione dei 9 club “pentiti”. Questo perchè a Nyon c’è la volontà di impedire una paralisi legare e della stessa idea sono anche Barcellona, Real Madrid e Juventus, che adesso sono più propense a dialogare. In pratica, è possibile che le parti si incontrino per iniziare un percorso comune rivolto ad una riforma della Champions League. Il caso, però, potrebbe chiudersi definitivamente con una multa di 1 milione di euro che andrà devoluto in beneficenza, il 5% dei premi alla UEFA, oltre ad un accordo per la riforma del 2024 che vada bene a tutti.




