“No al calcio moderno” è lo slogan che si legge su molti stadi italiani. Quel calcio che in pochi, realmente, amano con al centro del suo interesse il business ed i soldi. Un calcio che ai tifosi non fa battere il cuore.
Ed ancora una volta ci ritroviamo a dover sottolineare come il calcio vero sia più delle categorie professionistiche, dove il calore della tifoseria e della gente ti circonda, dove una squadra non è solo una squadra, ma una famiglia.
Concentriamoci proprio su quest’ultima parola e partendo da l√¨ inizia a raccontarsi da sè la storia di Francesco Florio, centrocampista e capitano della Virtus Goti. Quattro anni fa l’arrivo nel Sannio abbandonando la Serie D per sposare il progetto della squadra di Sant’Agata dei Goti. Una scelta in nome del calcio pulito, schietto e vero, di quello che ti si attacca addosso come una seconda pelle e che ti scalda il cuore.
Ed è proprio per questo motivo che Florio ha deciso di vestire la maglia biancorossa, perchè la società è prima di tutto una famiglia. Una squadra la Virtus Goti che milita nel campionato di Promozione, nel girone casertano, A, che sta disputando un campionato di tutto rispetto, al quinto posto con 24 punti all’attivo.
Un leader, una bandiera ma forse il termine giusto è capo popolo. Un legame forte con la società ma anche con i tifosi. Una familiarità che lo contraddistingue tanto da diventare quasi un cittadino onorario di uno dei borghi più belli d’Italia. Un motivo questo che lo ha reso uno dei calciatori più amati della realtà santagatese.
La voglia di rimanere ancora nei Goti e con l’auspicio di arrivare nella zona play-off. Queste i desideri di Florio Capo-popolo biancorosso.
Cristina Mariano




