Campionati e arbitraggi: società al collasso e insoddisfatte

Dopo un’annata negativa dal punto di vista degli arbitraggi, in estate era stata organizzato un incontro tra il Comitato Campania, le società e l’AIA Campania per cercare un punto di incontro ed evitare di ripetere gli stessi errori e problemi.

Un incontro che si è consumato nel peggior modo possibile, tra sbadigli, discorsi prolissi e fastidi da parte dei partecipanti che hanno assistito inermi all’egocentrismo di Salvatore Gagliano, ex presidente del CR Campania. A sei mesi dall’inizio del campionato, tutte le intenzioni campate in aria per risollevare la questione arbitrale sembra che nulla è cambiato, anzi addirittura sembra peggiorato.

La situazione tra le società dall’Eccellenza in giù è al collasso con dirigenti ormai allo stremo delle forze mentali e della sopportazioni. Non solo errori, ma tante lamentele per l’atteggiamento di arbitri che spesso e volentieri si ritrovano a dover fare i conti con errori grossolani e di valutazione. Dal gol fantasma in Villa Literno-Montesarchio, al referto di Sanmaurese-Giffonese in cui si parla di una rissa mai realmente avvenuta. Ragazzi mandati spesso allo sbaraglio in campi difficili da gestire, tra incertezze, paure e soprattutto climi incandescenti. Arbitri alle prime armi che non riescono a tenere a freno i calciatori, ma spesso e volentieri anche una mano pesante ingiustificata.

Le società chiedono un incontro e un sostegno da parte di un comitato che non risponde alle esigente di dirigenti ormai studi di dover assistere puntualmente non solo ad errori tecnici ma anche ad un fare arrogante e presuntuoso oltre che stizzente. Il clamore più assoluto si è verificato proprio la scorsa settimana, quando su denuncia della Sanmaurese e della Giffonese si è appreso che il direttore di gara aveva montato un verbale arbitrale ad hoc, parlando di una rissa tra calciatori smentita prontamente da entrambe le società. A Pollica come in altri stadi, espulsioni per dirigenti ed allenatori che protestano e ritrovano nei referti lunghissime squalifiche per minacce o insulti mai pronunciate.

E’ solo la punta dell’iceberg, però, visto che non mancano ogni settimana lamentale, ricorsi e reclami per delle direzioni di gara non pienamente sufficienti. Diventa necessario, quindi, scendere in campo, metaforicamente parlando, e dare avvio ad una vera e propria rivoluzione interna. Non bastano i commissari, ma inserire delle sanzioni per gli arbitri che si bagnano di prestazioni errate ed atteggiamenti irrispettosi.

Cristina Mariano

Condividi