Calcio. Lotti: “Bando da 100 milioni per impianti sportivi”. Il vento cambia?

“Lo sport sconfigge la crisi e crea coesione”. Con queste parole apriamo questo articolo, nella speranza che le promesse questa volta venga seguita da fatti. Il Ministro dello Sport, Luca Lotti, ha annunciato un bando da 100 milioni di euro per le società sportive che vogliano investire negli impianti sportivi, per riqualificare gli esistenti e costruirne di nuovi. Lo ha fatto rivolgendosi in particolar modo al candidato sindaco di Massa Carrara Andrea Zanetti, ma il suo è un discorso ampio e che abbraccia anche lo sport dilettantistico: “In questi mesi al ministero ho lavorato su due fronti: il recupero delle infrastrutture con il bando per i progetti cantierabili e che presentino strategicità e l’aiuto alle società sportive, anche a quelle dilettantistiche, perch√© lo sport non riguarda soltanto i campioni, ma svolge un importante ruolo sociale. Le squadre sono la seconda casa anche dei piccoli sportivi. Ho appena licenziato una nuova norma per la bancabilità dei vari progetti sportivi e un bando da 100 milioni di euro per finanziare le strutture sportive nel nostro paese perch√© lo sport è coesione sociale e combatte la crisi”.

Una promessa questa che non che far piacere, soprattutto agli appassionati e ai tifosi di realtà dilettantistiche che combattono con le amministrazioni comunali per le questioni che riguardano gestione e convezione dei campi sportivi. In Campania sono tante le realtà che devono rinunciare a giocare nella propria città proprio perchè gli stadi non sono agibili o idonei ad ospitare le squadre e soprattutto tifosi, sia ospiti che locali. L’ultimo esempio è quello della Sessana, che proprio ieri ha annunciato la rinuncia a iscriversi al campionato in seguito al campionato itinerante svolto in questa stagione.

La società aurunca non è di certo la sola: la Real Albanova di Pasquale Corvino ha annunciato nei giorni scorsi l’arrivederci a Casal di Principe come sede di gioco e di allenamento, causa la presenza di quattro squadre sul suolo del Comunale, che di conseguenza non poteva essere in ottime condizioni.

L’elenco non finisce, ma prolungarsi in una cronistoria di tutte le querelle società-amministrazione con al centro il campo come pomo della discordia sarebbe solo ridondante.

I problemi sono estesi alle varie realtà campane, quasi indistintamente, e parte dalla Serie A, con il continuo braccio di ferro tra Napoli e Comune per la richiesta di gestire esclusivamente il San Paolo.

Impossibile quindi non ricordare quando il ministro ha dichiarato: sport è coesione, combatte il degrado. A lui si associano i più celebri pedagogisti ed educatori. Ma oltre all’educazione impossibile non dare uno sguardo alle questioni economiche e finanziarie. Uno stadio idoneo non fa altro che riqualificare e valorizzare un territorio a livello regionale ed anche nazionale. Ad esso infatti è strettamente legata la crescita della squadra in chiave di categoria e fama. A questo si riallaccia la possibilità per l’imprenditoria locale di far crescere i propri interessi, proprio grazie alla valorizzazione non solo della realtà sportiva, ma anche dell’intera città. Ma non è da tralasciare e trascurare come la gestione degli impianti affidati alle società sportive garantiscano un risparmio non indifferente alle casse dei Comuni, sulle quali gravano comunque le spese di manutenzione straordinaria ed ordinaria che non riguardano il campo di gioco, cos√¨ come l’assicurazione dell’impianto, in base agli accordi scritti nelle convenzioni.

La questione impianti sportivi è una croce che ha accompagnato molte squadre nel corso di questa stagione, ma anche di quelle precedenti. Una croce che, forse, è arrivata al capolinea se realmente Lotti riuscirà a portare avanti la nuova normativa ed il bando da cui le società potrebbero attingere per crescere.

Cristina Mariano