Calcio e riforme. Maglione dice la sua: “C Élite? Si, ma dal 2021”

Torna a farsi sentire l’avvocato Francesco Maglione, dirigente sportivo con trascrosi dalla C2 fino alla serie A col Bologna. Una carriera, quella del mondo del calcio, iniziata nel 1993 da legale dell’indimenticato presidente della Juve Stabia, Roberto Fiore. L’ex dirigente di Savoia e Giugliano, nel durante un’intervista rilasciata ai colleghi di Metropolis per l’inserto Off-Side, in cui sono stati toccati argomenti delicati dal punto di visto economico per le società, facendo riferimento anche Infantino e Ceferin, insomma un discroso a 360° che non ha risparmiato la Serie C e le riforme. Riportiamo uno stralcio delle dichiarazioni di Maglione, presenti nell’edizione odierna del quotidiano.

“Il calcio dovrebbe riformarsi culturalmente e finanziariamente, ad oggi riprendere il campionato di A permetterebbe alla C di godere dell’ultima tranche delle mutualità”. – Afferma Maglione in tema di riforme, poi prosegue – “Non possiamo sostenere così tante squadre professionistiche, la strada per andare avanti dovrà tracciarla la Federazione decidendo su promozioni, retrocessioni e format come previsto dall’ultimo Decreto Legge “Rilancio”. I ricorsi si discuteranno solo davanti al Collegio di Garanzia del Coni, ma nel frattempo le riforme dovranno andare avanti. L’orizzonte è avere Serie A, B e “C-1 Élite” a 20 squadre e poi dalla quarta serie a scendere solo Dilettanti. Portare a termine una ristrutturazione del genere in pochi mesi è complicato anche perchè bisognerebbe emettere dei verdetti sulla base di una classifica cristallizzata e non di un campionato portato a termine fino in fondo. Sarebbe più semplice attuarla nel 2021/22 poiché il campo determinerebbe le aventi diritto alla “C Élite” e chi invece retrocedento dovrebbe cambiare status. Così eviteremmo pure la calda estate dei ricorsi”.