L’ufficializzazione dei calendari di Serie B, con Fabbricini che abbassa gli scudi e acconsente alla subordinazione, non ha rasserenato il clima.
Nel calcio professionistico continua il caos, aggravando maggiormente la situazione. Come abbiamo detto in un nostro precedente articolo, Parma e Chievo possono dormire sonni, quasi per i clivensi, tranquilli. La Serie A ormai è ai nastri di partenza, ma la pace potrebbe finire anche l√¨. Mettiamo ordine.
SERIE A – I casi di Parma e Chievo hanno lasciato strascichi nel massimo campionato italiano e soprattutto tra le squadre appena retrocesse In particolare stiamo parlando del Crotone, che in una condizione di totale incertezza e con una possibile sentenza pesante nei confronti del club di Campitelli, ha chiesto l’ammissione al prossimo campionato di Serie A. Un’ammissione in soprannumero. Condizione questa che può essere richiesta, secondo l’articolo 50 del regolamento delle NOIF, “qualora vi siano concreti rischi che non sia garantito il regolare e/o tempestivo avvio del campionato”. Nella fattispecie, ora spetterebbe alla Lega A decidere se ammettere o meno il club calabrese.
SERIE B – Nella cadetteria la situazione è ancora più ingarbugliata dei giorni scorsi. Come da apertura, la FIGC ha deciso di assecondare l’anarchia di Balata e pochi altri club, che avrebbero imposto il proprio volere di modificare il format della seconda serie a causa dei tanti ritardi. In realtà, la richiesta, arrivata subito dopo l’ufficialità dei fallimenti di Bari e Cesena, farebbe pensare alle più classiche palle prese al balzo. Ancora lontana era infatti la sola ipotetica battaglia legale che sarebbe arrivata poche settimane più tardi. E come recita un detto “una battaglia è stata vinta, ma la guerra ancora no”: è all’orizzonte un vero e proprio golpe delle società coinvolte in questo cambiamento. Ternana, Siena, Pro Vercelli sono pronte a presentarsi davanti al Collegio di Garanzia del Coni, integrando al ricorso esistente contro Novara e Catania l’illegittimità dell’azione della Lega B. Anche lo stesso Catania, è intenzionato a intraprendere vie legali, aggregandosi a Novara, Virtus Entella e le tre già in corso d’opera. A questo si aggiunge anche la concreta possibilità di uno sciopero da parte dei calciatori, che porterebbe allo slittamento di una settimana dell’inizio del campionato, previsto per il 25/26 agosto.
Il panorama si fa quindi sempre più nero. I tribunali non si pronunceranno se non a campionati iniziati e in caso di sentenza positiva verso le ricorrenti si avrebbe un totale blocco dei campionati.
Cristina Mariano




