Probabilmente neanche nel 2006, con calciopoli appena sconfitto si era in questo caos. Quanto sta accadendo in questa dannata estate italiana è paragonabile ad una vera e propria anarchia.
Guerre intestine, lotte in tribunale, tifosi nel caos, illusi e disillusi nel giro di pochi giorni o addirittura di poche ore. L’unica a sembrare serena è la Serie A, dove ormai sono state archiviate nel migliore dei modi, per loro, i casi Parma e Chievo. Nessuna pena esemplare, salvo che per Emanuele Calaiò che resterà lontano dai campi fino al 31 dicembre. Per i crociati? Neanche un punto di penalizzazione.
Dalla Serie B alle categorie dilettanti è un vero e proprio marasma in cui si va avanti per inerzia, perchè il tempo costringe a farlo. Dalla terza Categoria alla Serie D è tutto un punto interrogativo grazie, si fa per dire, all’iniziativa del presidente della Lega B Balata di procedere a un organico di 19 squadre, contrariamente a quanto imposto dalla FIGC lo scorso 3 agosto.
Calendari luned√¨ 13, senza le ripescate per gli addii di Cesena, Bari e Avellino. In Serie C è guerra, contro la stessa Lega B, con Ternana, Pro Vercelli e Siena che vedono la ragione dalla loro, ma inutilmente, e contro la FIGC per l’eventuale ripescaggio del Bari nei professionisti dopo il fallimento.
Una vittoria di Pirro, quella delle tre contendenti, che vedono togliere la targhetta di ripescabili dal Catania e dal Novara, colpite negli ultimi tre anni da un illecito sportivo o amministrativo. Nessuna, però, andrà in Serie B, per il muro alzato, come detto, proprio dalla Lega B forte verso l’organico ridotto.
Intanto tutto va avanti, in un clima di insensata normalità, di cui sembra accorgersi solo il numero uno della Lega Pro Gabriele Gravina fermo a rispettare regole e le scadenza ormai scadute da tempo.
Anarchia, calcio, intanto l’estate sta finendo, le stagioni vicine all’inizio nell’incertezza più totale.
Cristina Mariano




